La Regione Toscana rafforza la strategia contro l’inquinamento atmosferico e punta sulla gestione sostenibile degli sfalci e delle potature. Con il nuovo “Bando Biotrituratori Elettrici 2026”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione, vengono stanziati oltre 374 mila euro di contributi destinati ai cittadini proprietari o titolari di terreni agricoli adibiti a coltivazioni arboree in 31 comuni toscani delle aree maggiormente esposte alle criticità ambientali: Agglomerato di Firenze, Piana lucchese e Piana Prato-Pistoia.
L’obiettivo è offrire un’alternativa concreta all’abbruciamento all’aperto dei residui vegetali - pratica che contribuisce in modo significativo alle emissioni di polveri sottili - incentivando l’acquisto di biotrituratori elettrici per il recupero ecologico delle biomasse agricole.
Il provvedimento nasce nell’ambito delle politiche regionali per la qualità dell’aria e si inserisce nelle azioni previste dal nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’Aria Ambiente (PRQA), approvato nel 2025, e dagli accordi sottoscritti tra Regione Toscana e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Secondo i dati del progetto scientifico PATOS - Particolato Atmosferico in Toscana - nei periodi più critici oltre il 50% delle emissioni di PM10 nelle aree interessate deriva dalla combustione di biomasse, in particolare da riscaldamento domestico e abbruciamento di sfalci e potature. Una situazione che interessa soprattutto le pianure urbane e periurbane della Toscana centrale, dove il superamento dei limiti di qualità dell’aria continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali.
Per questo motivo la Regione ha scelto di intervenire sostenendo direttamente i cittadini. I contributi saranno destinati ai proprietari di terreni agricoli situati sotto i 200 metri di altitudine e ricadenti nei comuni coinvolti dal bando, tra cui Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Scandicci, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Capannori, Montecatini Terme, Quarrata, Signa e molti altri centri delle tre aree interessate.
L’utilizzo dei biotrituratori consentirà di trasformare residui vegetali e potature in materiale riutilizzabile, riducendo il ricorso ai roghi agricoli e favorendo pratiche compatibili con la transizione ecologica e l’economia circolare. Un intervento che punta non solo alla tutela ambientale, ma anche alla salute pubblica, in linea con le nuove direttive europee sulla qualità dell’aria che impongono limiti più severi entro il 2030.
Le domande potranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma regionale dedicata, accessibile con SPID, CIE o CNS, a partire dalle ore 9 del 25 maggio 2026 fino alle ore 16 del 30 aprile 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
La gestione del bando sarà affidata al Settore Economia Circolare e Qualità dell’Aria della Regione Toscana, mentre le attività di controllo sul rispetto delle norme ambientali continueranno a essere svolte anche dall’Arma dei Carabinieri Forestali, impegnata nella vigilanza contro gli abbruciamenti illegali.
Con questa misura la Toscana conferma la volontà di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione agricola e qualità della vita nei territori più esposti all’inquinamento atmosferico, promuovendo strumenti concreti per accompagnare cittadini e comunità locali nella transizione ecologica.