Comune di Montemignaio (Ar)

Località della strage Pordenuovo data 25 agosto 1944



Elenco delle vittime

Becacci Giuseppe, 60 anni
Brogiani Olimpia, 54 anni
Carletti Giuseppe, 68 anni
Casali Ada, 31 anni
Consumi Concetta, 62 anni
Contri Emilia, 48 anni
Dini Carolina, 40 anni
Fagioli Maria, 45 anni
Piccolomini Tina, 39 anni
Pratesi Bruno, 5 anni
Pratesi Graziano, 7 anni
Pratesi Loretta, 14 anni
Pratesi Maria, 39 anni
Pratesi Marisa, 12 anni
Pratesi Romano, 10 anni
Sestini Domenico Cenni, 39 anni
Sestini Gianfranco, 15 anni
Sestini Piero, 14 anni
Sestini Renato, 40 anni

Descrizione

Alla fine di luglio, i tedeschi attestati sul Passo della Consuma sono incalzati dall'artiglieria e dall'esercito alleato. Il 10 agosto l'intera zona viene evacuata.
La notte del 22 agosto soldati tedeschi sgomberano la fattoria della Moscia: le suore cacciate, insieme ad alcuni padri vallombrosani presi prigionieri sulla strada, sono trasferite con la forza nella villa di Podernuovo. Una successiva selezione riduce gli ospiti della villa a sei soltanto: 5 suore e il parroco. Il 24 agosto i soldati si danno a furti e requisizioni.
Una pattuglia formata da 4 soldati con a capo un ufficiale in uniforme grigio-verde, appartenente con ogni probabilità al 754° Grenadier Regiment della 334a divisione Fanteria, comandato dal tenente colonnello Ortlieb, di stanza a Villa Podernuovo sino a due giorni prima, arriva la sera del 25 agosto a Villa Lagacciolo, interrompendo la cena degli abitanti. I tedeschi entrano, consumano la cena preparata e rinchiudono nel bagno i presenti, sterminandoli con il lancio di granate.
Poi, ubriachi, si dirigono verso Villa Podernuovo e si affacciano alle finestre dell'edificio tirando bombe a mano e sparando all'impazzata. Alcuni dei presenti cercano rifugio nella cantinetta ma, sorpresi nel loro nascondiglio, sono uccisi da raffiche e bombe.
Poco distante, in una fattoria vicina, vengono uccisi con un colpo alla testa due anziani coniugi. La mattina dopo, nelle vicinanze, viene rinvenuto il corpo senza vita del sessantenne Giuseppe Beccacci. Soltanto due giorni dopo, la villa è raggiunta dai partigiani che si offrono come sentinella fino alla liberazione, avvenuta il 28 agosto, con l'arrivo di un carro armato inglese.
Il movente di una tale, indiscriminata strage, può essere fatto risalire ad un contesto militare molto teso, segnato da alcuni scontri con i partigiani della zona e dall'avanzata degli alleati. Gli inquirenti britannici e statunitensi insistono per la dimensione gratuita del massacro, compiuto da schegge impazzite, dedite ai furti e allo sfogo brutale della violenza. Tale tesi prevale anche in sede processuale: davanti alla corte di Padova, infatti, il difensore di Kesselring, avvocato Latersner, riesce a dimostrare l'esclusiva responsabilità di alcuni soldati disertori, gli unici ormai presenti in un territorio già abbandonato dalle truppe tedesche. Responsabili
Tedeschi
L'unità responsabile appartiene al 754° Grenadier Regiment della 334a divisione Fanteria, comandato dal tenente colonnello Ortlieb. Nel procedimento penale riaperto dalla magistratura tedesca nel 1967 (e definitivamente archiviato nel 1970) si citano come responsabili anche i soldati Bohlke, Coqui e Korte.

Aggiornato al:
10.02.2009
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580133