Campagna Ambiente

Aria di Toscana

L'aria è amica se è pulita, recita lo slogan della campagna informativa finanziata dal POR-FSE, che invita cittadini, enti e aziende a comportamenti consapevoli per il benessere di tutti.

La campagna informativa in programma dall'autunno 2018 sui media toscani e sul web, ci ricorda che dalla qualità dell'aria dipende il benessere di tutti e tutti possiamo adottare comportamenti corretti nel quotidiano per migliorare la qualità di questa preziosa risorsa.


Il quadro conoscitivo del Piano regionale per la qualità dell'aria ambiente (PRQA, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 72 del 18 Luglio 2018) ha messo in luce come i comportamenti individuali e collettivi siano responsabili primari nei livelli di inquinamento registrati. Emerge così l'importanza della diffusione della conoscenza circa l'incidenza che i comportamenti di ciascuno hanno sulla qualità dell'aria che respiriamo e di iniziative volte a incidere sui comportamenti presenti e futuri dei cittadini.

Se prescrizioni, incentivi e divieti sono strumenti di politica ambientale efficaci per governare comportamenti tangibili e sanzionabili, come il traffico, le attività produttive, gli abbruciamenti all'aperto di scarti vegetali, ecc, non lo sono per governare comportamenti individuali quali per esempio, l'utilizzo della biomassa per riscaldamento: occorre infatti un salto di conoscenza e consapevolezza che permetta di fare scelte efficaci.

Da qui la scelta del PRQA di individuare quale azione trasversale e strategica la promozione dell'informazione e dell'educazione ambientale con la messa in campo di materiale informativo quali depliant, poster, inserzioni sui quotidiani, spot audio e video destinati ai media on line e fruibili anche in occasioni didattiche.

Si ricorda che il periodo critico per l'inquinamento da PM10 è dal 1° novembre al 31 marzo di ciascun anno e che le misure differenziate per le aree "critiche" per questo inquinante, sotto i 200 metri di altitudine, riguardano in particolare gli abbruciamenti all'aperto e gli impianti domestici a biomassa per le nuove costruzioni e ristrutturazioni.

I comuni critici diffonderanno i contenuti della campagna nei loro canali web e social, oltre a provvedere all'affissione dei manifesti e alla distribuzione dei volantini predisposti ad hoc. È bene consultare il proprio Comune per specifiche ordinanze restrittive e per la puntuale informazione circa le iniziative di ciascun territorio.

La campagna informativa in programma dall'autunno 2018 sui media toscani e sul web, ci ricorda che dalla qualità dell'aria dipende il benessere di tutti e tutti possiamo adottare comportamenti corretti nel quotidiano per migliorare la qualità di questa preziosa risorsa.


Il quadro conoscitivo del Piano regionale per la qualità dell'aria ambiente (PRQA, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 72 del 18 Luglio 2018) ha messo in luce come i comportamenti individuali e collettivi siano responsabili primari nei livelli di inquinamento registrati. Emerge così l'importanza della diffusione della conoscenza circa l'incidenza che i comportamenti di ciascuno hanno sulla qualità dell'aria che respiriamo e di iniziative volte a incidere sui comportamenti presenti e futuri dei cittadini.

Se prescrizioni, incentivi e divieti sono strumenti di politica ambientale efficaci per governare comportamenti tangibili e sanzionabili, come il traffico, le attività produttive, gli abbruciamenti all'aperto di scarti vegetali, ecc, non lo sono per governare comportamenti individuali quali per esempio, l'utilizzo della biomassa per riscaldamento: occorre infatti un salto di conoscenza e consapevolezza che permetta di fare scelte efficaci.

Da qui la scelta del PRQA di individuare quale azione trasversale e strategica la promozione dell'informazione e dell'educazione ambientale con la messa in campo di materiale informativo quali depliant, poster, inserzioni sui quotidiani, spot audio e video destinati ai media on line e fruibili anche in occasioni didattiche.

Si ricorda che il periodo critico per l'inquinamento da PM10 è dal 1° novembre al 31 marzo di ciascun anno e che le misure differenziate per le aree "critiche" per questo inquinante, sotto i 200 metri di altitudine, riguardano in particolare gli abbruciamenti all'aperto e gli impianti domestici a biomassa per le nuove costruzioni e ristrutturazioni.

I comuni critici diffonderanno i contenuti della campagna nei loro canali web e social, oltre a provvedere all'affissione dei manifesti e alla distribuzione dei volantini predisposti ad hoc. È bene consultare il proprio Comune per specifiche ordinanze restrittive e per la puntuale informazione circa le iniziative di ciascun territorio.

I prodotti multimediali della campagna


Il link ufficiale della campagna: www.aria.toscana.it

I principali interventi del PRQA

La Regione Toscana ha predisposto con il PRQA (Piano Regionale Per la Qualità dell'Aria) una serie di misure per far rientrare, entro il 2020, il livello delle sostanze inquinanti in atmosfera nei limiti fissati dalla normativa Europea.

Tra le misure principali sono previste: regolamentazioni delle combustioni a biomasse, incentivi all'efficientamento energetico e alla mobilità elettrica, limitazioni alla circolazione dei mezzi diesel, un ampliamento delle piste ciclabili, delle aree alberate e del trasporto pubblico.

Ma nessun incentivo, come del resto nessun divieto, saranno efficaci senza la partecipazione attive e consapevole di TUTTI NOI.

Riflettiamo. Nessuno fuma più in un luogo pubblico, non solo perché rischia una multa, ma perché va contro un'opinione comune che conosce il danno da fumo passivo. È passato il concetto che il fumo nuoce alla salute anche del tuo vicino.

Per l'inquinamento dell'aria non è ancora così: tutti pensiamo che, in fin dei conti, il nostro piccolo sforzo di prendere la bicicletta invece dell'auto, di portare le potature all'isola ecologica o di usare la biomassa da riscaldamento solo laddove non crea criticità, sia vanificato dalle imponenti emissioni dell'industria. Vedendo una ciminiera che sbuffa o un autotreno che sgassa sembra sia veramente così. In parte lo è ma non del tutto.

L'esperienza e i risultati scientifici ci dicono che è fondamentale la partecipazione attiva e informata di ogni singolo cittadino.

INFORMIAMOCI E FACCIAMO SAPERE!
Ne va della nostra salute e del nostro futuro!

Misure differenziate per le aree critiche

I dati della stazione di fondo Lucca-Capannori e Pistoia-Montale, dove si registrano un numero di superamenti oltre il limite consentito, evidenziano che la percentuale maggiore di emissioni di PM10 è dovuta alla combustione di biomasse per il riscaldamento e per l'abbruciamento all'aperto di potature e sfalci.

Tali emissioni, soprattutto nelle zone interne di fondovalle sotto i 200  metri di quota, in presenza di particolari condizioni metereologiche non subiscono il normale rimescolamento dell'aria e creano una vera e propria cappa di aria inquinata.

Per questo i divieti e le misure di prevenzione non possono essere generalizzati su tutto il territorio regionale, ma sono differenziati per le aree critiche.

EVITIAMO DI BRUCIARE ALL'APERTO LE POTATURE

Vigono nuove restrizioni alle bruciature all'aperto:
non sono ammesse nei comuni più critici per il PM10, sotto i 200 metri, dal 1° novembre al 31 marzo.
Nei restanti comuni le amministrazioni vietano le combustioni all'aperto in presenza di condizioni meteo sfavorevoli:
verifica sul sito del tuo comune. Sei hai necessità di smaltire le potature puoi portarle alle isole ecologiche comunali: lo smaltimento è gratuito. C'è un'alternativa: l'uso di un biotrituratore che crea un compost da utilizzare come ammendante di ottima qualità e a costo zero. Durante la fase di fermentazione il compost viene naturalmente sterilizzato anche dai parassiti che potrebbero aggredire le nuove piante.

I trasgressori sono soggetti a sanzioni e dal 2018 partiranno i controlli anche con i Carabinieri forestali. Questa norma riguarda in particolare la piana lucchese, Prato, Pistoia, l'agglomerato di Firenze e la Media Valle del Serchio: è bene verificarne sempre i dettagli presso il Comune di riferimento


IMPIANTI A BIOMASSE, E' BENE SAPERE CHE...

In Toscana sono in vigore nuove regole per gli impianti domestici a biomassa, ovvero caminetti, stufe a legna e impianti a pellet. Per le nuove costruzioni e ristrutturazioni, nei comuni critici per il PM10 sotto i 200 metri di altitudine, non ne è consentito l'utilizzo. Nel restante territorio regionale sono ammessi solo impianti di classe uguale o superiore a 4 stelle.

Consulta i documenti del Piano Regionale Per la Qualità dell'Aria

Consulta l'elenco comuni con superamento del valore limite per le sostanze inquinanti di cui alla Delibera n.814 del 01-08-2016 Allegato D

Chi e cosa inquina l'aria

Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l'inquinamento atmosferico è il rischio più grande per la salute e l'ambiente.

Tutti, cittadini, aziende e amministrazioni, dobbiamo essere consapevoli che lo stato dell'aria è determinato per il 90% dai nostri comportamenti: quando usiamo l'auto, quando produciamo, quando ci riscaldiamo.

Se, ad esempio, per gli sforamenti del PM10 analizziamo i fattori diemissione medi dei combustibili scopriamo che per riscaldare una casa con la legna inquiniamo come 4200 case equivalenti scaldate a metano. E per bruciare all'aperto una tonnellata di potature o di sfalci emettiamo più polveri sottili di un inceneritore o di un'industria che brucia materiale equivalente, non solo perché i falò non possono avere dei filtri, ma soprattutto perché la combustione è inefficiente.

Se invece, per il biossido di azoto, analizziamo le centraline dove si verificano gli sforamenti dovuti al traffico veicolare (FI-Mosse, FI-Gramsci), scopriamo che sono soprattutto le auto diesel (quelle di ultima generazione) a inquinare maggiormente. - Approfondisci i riferimenti normativi, programmatici e di quadro conoscitivo dell'inquinamento atmosferico

- Consulta i bollettini giornalieri della qualità dell'aria

Forse non tutti sanno che...

I dati scientifici dicono che un falò emette polveri fini PM10 per un valore maggiore a 840 grammi giga joule, anche se non esattamente misurabile, un caminetto ne emette 840, una stufa a legna 760, una a pellet 29, a metano 0,2.
Ciò vuol dire che, riscaldando con la legna una casa, in alcune zone di fondovalle sotto i 200 metri di quota, soprattutto in determinate condizioni meteorologiche, si inquina come 4200 case equivalenti col metano!

PM10: fattori di emissione medi per combustibile domestico g/GJ (grammi giga joule)


IMPIANTI A BIOMASSE, È BENE SAPERE CHE...
Dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, a partire dal 2018, in Toscana sono in vigore nuove regole per gli impianti domestici a biomassa, ovvero caminetti, stufe a legna e impianti a pellet. Le regole valgono sotto i 200 metri di altitudine, nel caso in cui esistano sistemi di  riscaldamento alternativi.




EVITIAMO DI BRUCIARE ALL'APERTO LE POTATURE
Se hai necessità di smaltire le potature in un'area in cui le bruciature all'aperto non sono ammesse, puoi portarle alle isole ecologiche comunali, lo smaltimento è gratuito. C'è anche un'alternativa: l'uso di un biotrituratore che crea un compost da utilizzare come ammendante di ottima qualità e a costo zero. Durante la fase di fermentazione il compost viene naturalmente sterilizzato anche dai parassiti che potrebbero aggredire le nuove piante.

La qualità dell'aria in Toscana

Negli ultimi dieci anni si sono raggiunti importanti risultati: quasi tutti gli inquinanti più pericolosi sono ampiamente rientrati nei limiti di sicurezza indicati dall'UE. Permangono però criticità in alcune zone.

Per il PM10 la media annuale è rispettata in tutta la regione, si registrano un numero di sforamenti superiore ai limiti (35 in un anno) solo in due stazioni di fondo: Lucca-Capannori e Pistoia-Montale.
Per il biossido di azoto si registrano sforamenti delle medie annuali in alcune stazioni di traffico a Firenze. Nelle altre principali città i valori a volte sono al limite.

Per l'ozono i valori di concentrazione in Toscana si sono mantenuti elevati e critici per tutto l'ultimo decennio.
Per quanto riguarda invece il monossido di carbonio, il biossido di zolfo, il benzene e il PM2,5 i valori registrati da tutte le stazioni della rete regionale sono ampiamente sotto il limite normativo.

Rete regionale di monitoraggio

La rete regionale toscana di monitoraggio è composta da 37 centraline fisse e 2 mobili gestite da ARPAT, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana.

I dati raccolti per le polveri sottili PM10 e PM2.5, il biossido di azoto, l'anidride solforosa SO2, il monossido di carbonio e il benzene, vengono diffusi giornalmente in un bollettino della qualità dell'aria sul sito di ARPAT
 

Aggiornato al:
27.11.2019