Attività istituzionali, rapporti con gli enti locali e politiche per la montagna

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Obiettivi e finalità
Quando si parla di “politiche istituzionali” della Regione, ci si riferisce a tre ambiti di intervento. Il primo riguarda l’attuazione del decentramento amministrativo verso gli enti locali, che avviene praticamente in tutti i campi (esclusa la sanità, su cui la Regione agisce invece tramite le USL). Il secondo riguarda le modalità con le quali gli enti locali partecipano alla definizione delle scelte e agli atti regionali che li riguardano. Il terzo, l’impegno per l’aggregazione dei Comuni.
Trasversali e strettamente collegate a tutti e tre questi ambiti d’intervento sono le politiche regionali che promuovono e sostengono il sistema della montagna toscana. In tale contesto, la Regione coordina i propri interventi prestando una specifica attenzione alla valorizzazione della competitività del sistema montano, alla tutela dell’ecosistema e alla promozione della qualità della vita e dei servizi in montagna. Tali obiettivi sono attuati, tra l’altro, attraverso il Fondo regionale per la montagna, che finanzia progetti presentati dagli enti montani.

Sistema di governance
La Regione realizza le proprie politiche direttamente o, più spesso, in collaborazione con Comuni e Province, che, secondo la Costituzione, sono gli enti competenti a gestire gran parte dei servizi rivolti ai cittadini.
Nella promozione e nel sostegno alla valorizzazione della montagna è coinvolto tutto il sistema istituzionale e socio-economico della regione, in primis le Comunità montane e le Unioni di Comuni montani.

Strumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 40/2001 – Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione della forme associative di comuni
▪ LR 39/2004 – Norme a favore dei Comuni montani e dei piccoli comuni in situazione di disagio
▪ LR 66/2007 – Servizi postali e di prossimità. Interventi di sostegno ai Comuni disagiati
▪ LR 95/1996 – Disciplina degli interventi per lo sviluppo della montagna
 
Risorse attivate
(v. Tab. Risorse attivate attività istituzionali, rapporti con gli enti locali e politiche per la montagna)

I temi di rilievo
Tavolo di concertazione istituzionale
È stato costituito con un protocollo d’intesa stipulato nel 2006 tra la Giunta regionale e le rappresentanze regionali di ANCI (Associazione nazionale dei comuni italiani), UPI (Unione delle province italiane) e UNCEM (Unione nazionale dei comuni e degli enti montani). Il protocollo formalizza l’impegno della Giunta ad esaminare preventivamente proposte di legge, di regolamento, di atti della programmazione e di deliberazioni che coinvolgono gli interessi degli enti locali: dal 2006 al 2010, sono stati discussi in 119 sedute ben 346 provvedimenti e argomenti d’interesse comune, tra proposte di legge, di regolamento, di deliberazioni della Giunta e del Consiglio.
Il nuovo Statuto regionale ha riconosciuto il valore di questa partecipazione, che per gli atti che devono essere approvati dal Consiglio regionale si svolge dopo che la Giunta ha acquisito eventuali indirizzi del Consiglio medesimo. Per gli atti destinati ad essere approvati dalla Giunta, questa è impegnata a raggiungere intese preventive con le associazioni degli enti locali.

Gestione associata di compiti e servizi dei Comuni
La Regione si è impegnata in politiche volte ad incentivare l’aggregazione dei Comuni, nella convinzione che questo garantisce migliori servizi e una amministrazione di qualità. Dal 2002 è operativa una misura di sostegno ai Comuni che si aggregano per gestire insieme servizi ai cittadini. I servizi riguardano quasi tutti i campi dell’attività dei comuni (ad eccezione del servizi idrici e dei rifiuti, organizzati diversamente su aree più ampie).
Grazie a tali politiche, in Toscana sono stati costituiti 47 ambiti di esercizio associato che raggruppano tutti i Comuni con meno di 10.000 abitanti, i quali poi stipulano tra di loro apposite convenzioni o istituiscono unioni. Oggi l’esercizio associato è svolto dalle 13 Comunità montane, da 8 Unioni di comuni e da altre aggregazioni che vedono uno dei Comuni associati gestire il servizio. Nel 2010, la Regione ha destinato 6,7 milioni per incentivare 576 gestioni associate a cui hanno partecipato 254 Comuni sui complessivi 287.

Piccoli comuni in situazione di disagio
Nel 2004 la Regione si è dotata di una legge molto importante per l’uguaglianza dei territori (legge regionale 39/2004), che sostiene i piccoli comuni che si trovano in territori svantaggiati e che, però, hanno avviato azioni virtuose e buone pratiche di aggregazione e di esercizio associato.
É stato elaborato un indicatore unitario del disagio, dal quale deriva una graduatoria dei Comuni che beneficiano non solo di contributi regionali aggiuntivi ma anche di singole azioni di settore volte a diminuire lo svantaggio territoriale. Sono stati 90 i piccoli Comuni in situazione di disagio che hanno ricevuto nel 2010 il sostegno della Regione, pari a 2,2 milioni.
L’obiettivo è quello di contribuire fattivamente a tutte le iniziative che i Comuni, singoli o associati, attivano per rafforzare l’impegno delle istituzioni verso i cittadini e le imprese.

Servizi di prossimità e disagio postale
Da alcuni anni Poste Italiane sta perseguendo politiche di razionalizzazione del servizio postale, che comportano riduzioni di uffici collocati in territori cd. marginali. Ciò ha comportato seri problemi per le popolazioni di questi territori, e in particolare per gli anziani e per le persone con disabilità. Per questo, la Regione (che non ha competenze sui servizi postali) ha attivato con una propria misura di sostegno rivolta ai comuni che intervengono per affrontare i disagi. La legge regionale 66/2007 si preoccupa più in generale di quei servizi di prossimità (pubblici e privati) essenziali o utili alla vita delle popolazioni dei piccoli centri, soprattutto montani.
Nel 2010, 52 Comuni, aggregati in 8 associazioni, hanno complessivamente usufruito del sostegno di 215 mila euro per far fronte alla carenza dei servizi postali e di prossimità.

Politiche per la montagna
In tale ambito la Regione ha finanziato per 4,7 milioni 85 progetti presentati da Comunità montane e Unioni di comuni montani. Ciò ha portato ad un effetto moltiplicatore delle risorse regionali assegnate; infatti a fronte di un investimento regionale di 4,7 milioni sono stati attivati finanziamenti pubblici e privati per 24,1 milioni.
Oltre ai progetti delle Comunità montane e delle Unioni di comuni montani, con il Fondo regionale per la montagna 2010, la Regione ha destinato 300 mila euro per finanziare 7 interventi presentati da comuni montani il cui costo complessivo ammonta a oltre 2 milioni di euro.
È proseguita inoltre, nel 2010, l’attuazione del progetto speciale “Sviluppo sostenibile del turismo e del commercio della montagna toscana” (destinati 2,5 milioni); al bando hanno risposto 6 Comunità con 70 progetti.

Prospettive per il futuro
Molte cose stanno cambiando, nella società come nel sistema istituzionale: nel 2013 cambierà il sistema di finanziamento degli enti locali, mentre già oggi i piccoli comuni (107 in Toscana) sono obbligati dalla legge dello Stato a gestire insieme gran parte dei loro compiti.
Da qui la necessità di approntare una prima importante riforma istituzionale, prevista dal Programma regionale di sviluppo, che punti sulla collaborazione istituzionale e finanziaria e che consenta ai 107 Comuni obbligati a lavorare insieme di farlo nel migliore dei modi. La riforma giungerà al traguardo dopo un lungo lavoro realizzato con gli enti locali. La Regione punta sulla collaborazione di area vasta, sulla trasformazione delle Comunità montane in Unioni di comuni, sulla promozione delle fusioni di comuni, cioè su processi che vanno nel senso dell’unità dell’amministrazione locale, in modo da creare le premesse per un convincente riordino dei compiti di ciascuna istituzione e per il buon funzionamento delle regole del federalismo fiscale.
All’interno della riforma istituzionale sopra citata, una sezione sarà dedicata alla politiche integrate per i territori montani. La Regione si propone, di privilegiare azioni che puntino alla promozione di una crescita sostenibile e rinnovabile e di una “economia verde”.
Elemento cardine sarà il Patto per la montagna, un nuovo strumento che, coinvolgendo tutti gli enti e i soggetti pubblici e privati di una determinata zona, avrà la funzione di individuare, territorio montano per territorio montano, un quadro progettuale e finanziario prioritario di sviluppo.


Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118533