Assistenza territoriale

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Obiettivi e finalità
La Regione si propone di garantire alle persone presenti sul suo territorio un accesso equo ed appropriato ai servizi sanitari e socio-sanitari extraospedalieri nelle varie fasi della vita, in salute o malattia.
Con il Piano sanitario regionale 2008-2010 la Regione ha avviato la costruzione di un sistema di cure che si caratterizza per: saper riconoscere precocemente il rischio di peggioramento della salute di un cittadino; garantire percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione per le malattie croniche; favorire un ruolo attivo del cittadino/paziente (consapevole e informato) nella gestione della propria salute e delle proprie cure; focalizzare l’attenzione dei professionisti anche sugli aspetti di promozione della salute e degli stili di vita; migliorare i livelli di assistenza riabilitativa e di recupero funzionale; integrare i percorsi di assistenza socio-sanitaria per le grandi fragilità sociali all’interno dei percorsi di vita sociale.
L’obiettivo è stato quello di fornire e potenziare sul territorio quei servizi che consentono di evitare l’ospedalizzazione dei pazienti, prevenendo anche il riacutizzarsi di patologie croniche. Ciò ispirandosi anche al principio di “Sanità di Iniziativa”, secondo cui i servizi e i professionisti sanitari devono sapere andare incontro in maniera “proattiva” ai bisogni di salute dei cittadini.

Sistema di governance
L’assistenza territoriale è strutturata come un’articolata rete di servizi e di punti di erogazione dell’assistenza e delle cure, che poggia sull’apporto di numerose figure professionali sanitarie (mediche e non mediche) e socio-sanitarie, e si avvale dell’integrazione con i soggetti del Terzo settore attivi nelle comunità locali.
La Regione attua le proprie politiche di concerto con le Aziende USL, le Aziende Ospedaliere e strutture private convenzionate.

Strumenti (leggi e programmi regionali)
▪ LR 40/2005 – Disciplina del servizio sanitario regionale
▪ Piano sanitario regionale 2008-2010

Risorse attivate
(v. Risorse attivate assistenza territoriale)

I temi di rilievo

“Sanità di Iniziativa” per malattie croniche

A partire dal 2010 sono stati attivati in tutte le aziende sanitarie della Toscana i cosiddetti moduli della “Sanità di Iniziativa”, secondo il modello operativo del Chronic Care Model (12,6 milioni le risorse regionali per il 2009-2010). I moduli, costituiti da gruppi di 8-10 medici di medicina generale, da personale infermieristico e operatori sociosanitari dell’assistenza, mirano ad assicurare una migliore presa in carico dei cittadini affetti da gravi patologie. L’attivazione dei moduli ha consentito di migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti, assicurando controlli programmati e un’intensa attività di educazione e supporto all’autocura. Nel 2010 i moduli hanno raggiunto un livello di copertura di circa 1/3 della popolazione residente.

Carta sanitaria elettronica
Nel 2008 è stato predisposto il piano di attuazione del progetto Carta sanitaria elettronica per l’informatizzazione del fascicolo sanitario elettronico. Il progetto è operativo da aprile 2010 quando è stata avviata la distribuzione della nuova tessera sanitaria dotata di microchip e avente funzione di carta nazionale dei servizi a tutti i cittadini toscani, distribuzione che si è conclusa nel mese di settembre 2010.
Attraverso tale carta il cittadino può autorizzare la creazione del proprio fascicolo sanitario elettronico in cui confluiscono le informazioni e i documenti relativi al percorso nelle strutture e nei servizi del sistema sanitario regionale. Per il finanziamento del progetto la Regione ha destinato 30 milioni per gli anni 2010-2015.

Assistenza farmaceutica
La politica regionale in materia di spesa farmaceutica si è ispirata a principi di contenimento dei consumi e di razionalizzazione della spesa, con evidenti vantaggi per i cittadini e con un notevole contributo al mantenimento degli equilibri economico-finanziari del sistema sanitario regionale. Nel 2010 la spesa per l’assistenza
farmaceutica territoriale è stata di 849 milioni (615 milioni per l’erogazione di medicinali attraverso le farmacie convenzionate; 234 milioni per l’erogazione diretta di medicinali di classe A), con una diminuzione rispetto al 2009, dovuta al proseguimento della politiche di appropriatezza delle prescrizioni e dell’incremento dell’uso dei farmaci equivalenti, ossia farmaci con stesso effetto terapeutico dei farmaci coperti da brevetto, ma con prezzi molto più contenuti.

Sistema di emergenza-urgenza territoriale (118)
Il sistema si identifica con il servizio del numero 118 che in Toscana ha raggiunto ottimi livelli di qualità, grazie anche all’integrazione strutturale delle associazioni di volontariato che garantiscono capillarità e diffusione territoriale del servizio.
Parte integrante del sistema 118 è il servizio regionale di elisoccorso che si avvale di 3 mezzi disposti nelle sedi di Massa, Grosseto e Firenze; nel 2010 la Regione ha attivato anche presso la sede di Massa il servizio notturno, fino ad allora attivo solo presso l’elibase di Grosseto. Il finanziamento regionale per il 2010 è di 13 milioni: 2,9 milioni per l’ASL 1 di Massa Carrara; 3,6 milioni per l’ASL 10 di Firenze; 6,5 milioni per l’ASL 9 di Grosseto.

Riabilitazione
L’assistenza riabilitativa mira all’integrazione sociale della persona diversamente abile, nonché al massimo recupero possibile delle funzioni lese e si esplica nella realizzazione di appropriati servizi per i bisogni della persona disabile in maniera coordinata.
Nel 2010 particolare attenzione è stata posta al tema delle gravi cerebrolesioni acquisite, cioè ai percorsi assistenziali rivolti a quelle persone vittime di un danno cerebrale che provoca gravi disabilità; grazie all’intervento regionale è migliorata la tempestività nell’attivazione degli interventi di neuroriabilitazione fin dalle prime fasi di ospedalizzazione e nell’attivazione del livello territoriale per garantire adeguata continuità assistenziale e riabilitativa.
Per l’assistenza protesica e il ricorso alle tecnologie facilitanti le autonomie personali, nel 2010 la Regione ha favorito lo sviluppo dei laboratori ausili aziendali presso i quali equipe di professionisti garantiscono appropriatezza nell’individuazione di ausili ad alta tecnologia soprattutto per le gravi disabilità.
È proseguito il consolidamento e la diffusione dei programmi di attività fisica adattata (AFA) rivolti in particolare a persone con patologie croniche e anziani per la promozione della salute e la prevenzione della disabilità. Nel 2010 circa 18.000 persone hanno frequentato almeno un corso di AFA; le palestre per l’AFA sono presenti in 192 comuni della Toscana.

Dipendenze
La Toscana è tra le poche Regioni che hanno affrontato in modo “globale” tutte le forme di dipendenza, promuovendo e sostenendo servizi e progetti per la prevenzione e la cura. Ad oggi la Regione può contare su 41 servizi per le tossicodipendenze (SERT), 40 equipe alcologiche, 27 centri antifumo e 58 comunità terapeutiche sparse su tutto il territorio. Complessivamente sono 800 gli operatori presenti nei servizi pubblici che, affiancati dalle associazioni di volontariato, operano in questi settori.
Per le persone tossico/alcoldipendenti, nel 2010 è stata avviata un’azione per rafforzare la prevenzione e ridurre la marginalità sociale (interventi “Bassa soglia”); in tale ambito, inoltre, si è proseguito e ampliato un progetto regionale del 2009 che promuove gli inserimenti socio-lavorativi di persone in trattamento presso i SERT o che hanno concluso un percorso di cura presso le Comunità terapeutiche gestite dagli Enti ausiliari della Toscana. Per il tabagismo, nel 2010 sono stati approvati 2 progetti regionali per il potenziamento dei Centri antifumo delle ASL e per prevenire l’iniziazione dei giovani al fumo (660 mila euro le risorse regionali attivate); a luglio 2011 è stato attuato il progetto “Percorso assistenziale al fumatore con patologia fumo correlata e alla donna in gravidanza”. Per le persone coinvolte nel gioco d’azzardo patologico la Regione, unica in Italia, ha promosso e finanziato una struttura residenziale per la cura e costruito una rete territoriale in grado di farsi carico di tale problematica.

Salute mentale
Dopo il superamento degli ospedali psichiatrici, la rete dei servizi territoriali dedicati alla salute mentale è andata ampliandosi, visto l’aumento del numero di persone che vi si rivolgono; essa comprende una serie diversificata di presidi: centri di salute mentale, ambulatori, centri diurni, strutture residenziali e ospedaliere per il ricovero e le emergenze. Al loro fianco, al livello di comunità locale, agiscono associazioni di volontariato e gruppi di aiuto di utenti e familiari.
In tale ambito, la Regione ha confermato e perseguito le strategie per la tutela della salute mentale approvando, negli anni, una serie di azioni progettuali presentate dalle ASL per un importo di 11 milioni.
A settembre 2010, per la promozione della salute mentale la Regione ha destinato oltre 5 milioni. Tra le azioni intraprese, si segnala il potenziamento del sistema di diagnosi precoce del disturbo mentale: nel 2010 sono stati sottoposti a screening, da parte di 349 pediatri, 18.128 bambini. Inoltre nel 2010 è stato siglato il protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Casa della cultura di firenze, rete regionale toscana utenti salute mentale e AISME per la costituzione di un Centro regionale per la promozione e lo sviluppo dell’auto-mutuo aiuto dei cittadini utenti della salute mentale.

Lotta al dolore
La lotta al dolore coinvolge tutto il servizio sanitario regionale; da molti anni le iniziative in questo campo hanno assunto in Toscana la fisionomia di un progetto organico.
Tra i tanti interventi, quelli relativi agli “hospices”, strutture residenziali per le cure palliative. Oggi tutte le ASL/AOU della Regione aderiscono al progetto HPH Ospedale senza dolore e hanno recepito le linee guida ministeriali contro il dolore. In tutti gli ospedali sono stati costituiti i Comitati ospedale senza dolore, sono stati distribuiti a medici e infermieri i “regoli” per la misurazione del dolore, elaborati protocolli per il trattamento del dolore post operatorio e stilati i requisiti minimi per il progetto sperimentale di accreditamento controllo e cura del dolore.
In Toscana sono attivi 40 centri di terapia del dolore e cure palliative. Le risorse complessivamente attivate ammontano a 16 milioni.
A settembre 2010, nell’ambito del Fondo triennale per il cofinanziamento dei progetti attuativi per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario del Piano sanitario nazionale 2006-2008, sono state destinate a progetti in materia di cure palliative e terapia del dolore risorse pari a 6,9 milioni.

Non autosufficienza
Per gli interventi di assistenza e integrazione lo stanziamento complessivo 2010 ammonta a 260 milioni, confermato anche nel 2011 (di cui 184,3 milioni già attivati) e che sarà rinnovato anche nel 2012; in tale ambito, sono stati istituiti i PuntoInsieme, gli sportelli di prima accoglienza e ascolto dove rivolgersi per avere assistenza in favore dei propri familiari anziani non autosufficienti; accanto a ciò, è stata realizzata una serie di interventi per il sostegno alla popolazione anziana fra i quali si segnalano in particolare: il progetto per la Sorveglianza attiva per la persona anziana e fragile (2,3 milioni nel 2010, altri 2 nel 2011) il progetto Sistema integrato di servizi per le famiglie e gli assistenti familiari (per il quale nel 2010 sono stati destinati 6,2 milioni) e il progetto per l’assistenza personale finalizzata alla vita indipendente e autodeterminata (6,4 milioni le risorse attivate fra il 2010 e il 2011). Ad agosto 2011 è stata inoltre disposta l’assegnazione alle Zone distretto di 1 milione quale aiuto economico alle famiglie che sostengono costi per l’assistenza a domicilio dell’anziano non autosufficiente.

Prospettive per il futuro
La Toscana ha già compiuto scelte forti nel governo della sanità e nella tutela della salute per garantire il miglioramento continuo dell’efficienza e dell’efficacia.
Oggi è indispensabile affrontare i nuovi bisogni focalizzando l’attenzione sulle aree di intervento che consentono di ottimizzare ulteriormente le risorse attraverso azioni strutturali capaci di incidere da una parte sulla revisione della rete ospedaliera e dall’altra sul potenziamento dell’assistenza territoriale, rafforzando il sistema a rete nel quale coinvolgere il Terzo settore.
Fondamentale, al riguardo, è lo sviluppo dell’integrazione fra ospedale e territorio, mediante la definizione di specifici percorsi di dimissione che garantiscano la tempestiva presa in carico delle persone con problematiche socioassistenziali attraverso la più ampia gamma di risposte (cure intermedie, assistenza domiciliare, percorsi riabilitativi, RSA, etc.).
Inoltre la Regione punta al consolidamento delle caratteristiche di un sistema socio-sanitario “proattivo”, orientato al potenziamento della “Sanità di iniziativa” (con l’inserimento nel modello del Chronic Care Model di ulteriori percorsi assistenziali) e alla gestione della cronicità (attraverso l’individuazione e l’implementazione di corretti stili di vita e la piena conoscibilità e accessibilità del sistema dei servizi).



Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118393