1.1 Come misurare il benessere?

Condividi

È questa la domanda da cui partire: cosa intendiamo per benessere, come lo misuriamo. La scelta operata da IRPET è chiara: scartare un concetto di benessere che si rifà soltanto ai redditi e ai consumi, per puntare su un concetto a più dimensioni, che prenda in considerazione anche altri aspetti.

Tradizionalmente, nelle indagini a carattere empirico che hanno trattato i temi attinenti la definizione e la misurazione dei livelli di benessere, le condizioni di vita di una comunità sono state quasi sempre identificate con le variabili di natura economica: in particolare con gli indicatori monetari.
La logica era chiara: quanto maggiore è il reddito tanto più vasta è la gamma dei beni e servizi che possono essere acquistati sul mercato o direttamente consumati; analogamente, tanto più gravi sono le situazioni di marginalità sociale (per esempio per sfavorevoli condizioni abitative, per bassi tassi di scolarità o per gravi problemi di salute) tanto più elevata è la probabilità che tali stati di disagio derivino da una insufficiente disponibilità di risorse finanziarie.
Il diffuso impiego di indicatori monetari si spiega anche con la facile accessibilità dei dati: i sistemi di contabilità nazionale e regionale e le indagini sui bilanci familiari condotte periodicamente in tutti i paesi più sviluppati consentono di avere tutte le informazioni relative al tenore di vita economico. All’opposto, la carenza e gli alti costi che spesso devono essere sostenuti per l’acquisizione dei dati di carattere non monetario, finiscono per disincentivarne l’utilizzo.
Tuttavia oggi è sempre più diffusa e accettata la convinzione che il benessere non può e non deve essere misurato esclusivamente sulla base delle merci e del denaro.
Essere ben nutrito, esser in buona salute, esser ben istruito, sono per esempio aspetti essenziali del benessere. Chiaro quindi che il reddito è uno strumento, ma non il solo.
A tale fine è stato estremamente utile il tentativo di affrontare la questione in modo diverso, attraverso l’uso di un indicatore macroeconomico denominato Indice di Sviluppo Umano (ISU) che offre una possibilità di misurazione più ampia e articolata. Partendo da esso, l’IRPET ha ampliato le dimensioni di benessere prese in esame (vedi tab. 1) e ha elaborato un nuovo indice, denominato ISUT (ISU Toscana). Secondo quest’ultimo, pertanto, lo sviluppo umano dipende dal grado di solidità attuale e futuro dello sviluppo economico, dalla salute dei cittadini, dalla loro sicurezza, dall’inclusione sociale, dal grado di civitas e tempo libero disponibile ed, infine, dallo stato dell’ambiente.

L’identificazione delle dimensioni del benessere non esaurisce il problema della misurazione. Per ciascuna dimensione occorre infatti individuare una serie di indicatori. E questo senza dimenticare che possono esserci anche indicatori tra loro discordanti. Nell’ambiente, per esempio, la graduatoria regionale della qualità dell’acqua non coincide con quella della qualità dell’aria o dei rifiuti. La scelta di un indicatore piuttosto che un altro conduce quindi a conclusioni che possono risultare anche diverse.
In questi casi, peraltro frequenti, le soluzioni possibili sono due: scegliere una unica variabile ipotizzando che essa sia la più adatta a rappresentare la realtà; oppure procedere a una selezione di più variabili nella convinzione che il fenomeno in esame abbia più sfaccettature riconducibili, successivamente, a unità.
La strada seguita da IRPET fa sua questa seconda soluzione.
La tabella 2 indica le variabili scelte.

Definite le dimensioni del benessere e selezionati gli indicatori, si è passati alla misurazione. Un passaggio delicato poiché nella costruzione dell’indice occorre aggregare variabili misurate in modo diverso.
Una volta misurate le diverse dimensioni, ed ottenute le graduatorie per ciascuna di esse, si è proceduto ad aggregarle in un unica graduatoria che corrisponde a quella dell’indice ISUT.


Tab. 1 – Le dimensioni del benessere

Salute
Solidità dello sviluppo
Sicurezza
Inclusione sociale
Civitas e tempo libero
Ambiente
 

Tab. 2 – Le variabili utilizzate

Salute
Speranza di vita a 60 anni per i maschi
Speranza di vita a 60 anni per le femmine
Speranza di vita libera da disabilità per i maschi
Speranza di vita libera da disabilità per le femmine
Indice di mortalità evitabile
Solidità sviluppo
Tasso di conseguimento diploma in età compresa fra 25-30 anni
Tasso di conseguimento laurea in età compresa fra 30-35 anni
Tasso di occupazione femminile
Tasso disoccupazione over 50
Quota occupati nei settori export
Indice di dotazione infrastrutturale
Inclusione sociale
Occupati stranieri/Stranieri di 14-65 anni
Quota di stranieri iscritti nelle scuole d’infanzia su popolazione straniera in età corrispondente
Quota di stranieri iscritti nelle scuole elementari su popolazione straniera in età corrispondente
Povertà assoluta
Civitas e tempo libero
Percentuale di affluenza alle elezioni amministrative regionali
Percentuale di affluenza alle elezioni politiche
Partecipazione volontariato su abitanti di età superiore ai 15 anni
Spesa annua pro capite per cultura e svago delle famiglie
Sicurezza
Omicidi per 100.000 abitanti
Rapine in banca per 100.000 abitanti
Furti di autoveicoli per 100.000 abitanti
Ambiente
Consumi interni lordi di energia elettrica attraverso fonti rinnovabili
Emissione di sostanze acidificanti pro capite
Indice di qualità dell’acqua
Quota di superficie ricoperta da boschi e foreste
Raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani




Aggiornato al:
16.11.2011
Article ID:
118114