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Villa di Cerreto Guidi

Villa di Cerreto Guidi

Cerreto Guidi, via Ponti Medicei, 12

I Medici, che avevano visto possibilità di vantaggiosi raccolti, poderose cacce e proficue pesche, nel corso del XV e ancor più nel XVI secolo accumularono a Cerreto Guidi un ingente patrimonio fondiario, sia per eredità del ramo di Cosimo il Vecchio e di Lorenzo il Magnifico, sia per nuovi copiosi incrementi in un esteso programma di investimenti immobiliari nel contado, vi eressero la maestosa villa quale emblema di un preciso rapporto di autorità e dominio con il territorio.
Anche se gli acquisti di Cosimo I nel castello e nelle campagne della Podesteria di Cerreto Guidi e Vinci iniziarono solo nell'inverno del 1564, il suo interesse per Cerreto era nato molto prima.
Dal 1542 in poi, numerose lettere attestano infatti la sua presenza in questi luoghi per lunghe battute di caccia e soggiorni.
Per volontà del duca sembra che i lavori di edificazione del nucleo originario della villa, dapprima semplice casino di caccia, cominciassero verso il 1555.
Tuttavia dalle fonti documentarie l'inizio dell'impegnativo cantiere della residenza medicea si può far risalire al novembre 1564. Tale datazione comporterebbe la fondata ipotesi di un intervento dell'architetto Bernardo Buontalenti, esperto in opere di consolidamento necessarie alla ripa antistante il palazzo, e all'epoca maturo progettista attivo presso i committenti medicei.
L'apporto buontalentiano risulterebbe evidente a molti studiosi nelle caratteristiche architettoniche dell'austero complesso, in particolare nella concezione spaziale e nella monumentalità che contraddistingue le rampe d'accesso ‘a scalera', per la costruzione delle quali venne demolita buona parte delle mura castellane.

Nel 1781, Pietro Leopoldo di Lorena alienò la proprietà di Cerreto Guidi ad Antonio Tonini di Pescia.
I Tonini la vendettero alla famiglia Maggi di Livorno che, a loro volta, la cedettero, nel 1885, a Maddalena Dotto vedova da Filicaja che la donò al genero Giovanni Geddes.
Durante la seconda guerra mondiale la villa fu sede del presidio militare di zona e venne saccheggiata.
Nel 1966 l'ingegner Galliano Boldrini, nativo di Cerreto Guidi, acquistò l'immobile da Rodolfo Geddes per donarlo, nel 1969, allo Stato Italiano, vincolandolo nella destinazione a Museo Nazionale.
Dal 2002 ospita il Museo Storico della Caccia e del Territorio, ed è tra le poche ville medicee ad essere stabilmente aperta, assieme all'adiacente giardino, a visite guidate gratuite, nonché a manifestazioni ed eventi culturali.

 

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Ultima modifica: 08/01/2013 16:09:58 - Id: 416691