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Giardino di Boboli

Giardino di Boboli

Firenze, Piazza Pitti 

Il Giardino di Boboli, vincolato per circa quattro secoli al ruolo di giardino di reggia, luogo di rappresentanza del potere e del fasto della famiglia medicea, teatro della vita di corte per sontuosi allestimenti scenici e per cacce tra le più famose in Europa, non ha sofferto periodi di forte degrado e abbandono, comprendendo invece, talvolta, modifiche al proprio assetto.

Nel 1549, l'acquisto di Eleonora di Toledo del palazzo e dell'orto dei Pitti significò per la collina di Boboli una totale destinazione a giardino su progetto di Niccolò Pericoli detto il Tribolo.
Alla morte prematura del Tribolo, avvenuta nel settembre del 1550, i lavori furono proseguiti fino al 1554 da Davide Fortini e Luca Martini e, successivamente, da Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati, e Bernardo Buontalenti.
A questo primo periodo risale la costruzione della Grotticina di Madama, la più antica delle grotte presenti in Boboli, realizzata fra il 1553 e il 1555 su volere di Eleonora per celebrare le virtù del marito Cosimo I.

Contemporaneamente, veniva trasformata in invaso di verzura a forma di anfiteatro la vecchia cava di pietra forte con cui era stato costruito il palazzo, piantando sui terrazzamenti circostanti un sistema di alberature prevalentemente decidue, ed intervenendo per le forti pendenze con impegnativi lavori di sbancamento e scarpate.
Dopo la devoluzione del principato mediceo a Francesco I, venne edificata fra il 1583 e il 1587 la Grotta Grande, piena espressione del gusto manierista fiorentino, adattata su un precedente vivaio del Vasari dal Buontalenti per collocarvi i quattro Prigioni di Michelangelo.

Nel XVII secolo, Boboli assunse una maggiore dimensione per ampliamenti iniziati da Cosimo II e completati dal figlio Ferdinando II.
I lavori furono avviati nel 1612 sotto la direzione di Giulio Parigi, già collaboratore del Buontalenti, e portarono ad una addizione che raggiungeva Porta Romana attraverso un Viottolone di cipressi, interrotto soltanto dall'episodio compositivo della Vasca dell'Isola.
Nello stesso periodo, si procedette alla sostituzione dell'anfiteatro di verzura in uno in muratura per destinarlo all'allestimento di grandi spettacoli.

Gli Asburgo-Lorena, succeduti ai Medici, restaurarono completamente Boboli e lo dotarono di un monumentale Stanzone degli Agrumi, e del padiglione del Kaffeehaus, frequente ritrovo per la famiglia granducale sotto i bastioni del Forte di Belvedere.
Nel 1788-89, furono trasportati a Boboli molti reperti antichi provenienti da Villa Medici a Roma, quali l'Obelisco Egizio, e i Prigionieri Daci.
Nel XIX secolo, l'intervento più consistente fu la cancellazione di tre grandi labirinti secenteschi per la realizzazione di un viale carrozzabile a serpentina, che dalla zona dell'Isola saliva in sommità al viale dei Cipressi.

 

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Ultima modifica: 08/01/2013 16:06:53 - Id: 416682