In Italia e in Toscana circa 1/10 degli infortuni sul lavoro accade nel settore dell’edilizia.
La frequenza - ovvero il rapporto tra numero di incidenti ed ore lavorate calcolate su elementi contributivi forniti dall’
Inail - e la gravità degli infortuni, con esito in invalidità permanente o morte, è più alta in edilizia rispetto a tutti gli altri comparti produttivi.
I valori toscani sono superiori al valore medio regionale e nazionale: in altre parole i lavoratori del comparto edile sono maggiormente esposti a rischio di infortunio ed in tale occasione hanno maggior probabilità di avere un danno invalidante o addirittura un esito mortale.
I motivi dell'alta incidenza infortunistica sono diversi:
- organizzazione del lavoro
- mancanza di idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi
- carenza di formazione, informazione e addestramento delle maestranze
- scarsa qualità della pianificazione della sicurezza, elemento fondamentale per affrontare la complessità della sicurezza nel cantiere
- presenza consistente di lavoro irregolare
A questi aspetti del lavoro si rivolgono i decreti legislativi 494/96 e 528/99 che rafforzano i concetti di progettazione e pianificazione della sicurezza.
Lo strumento principale individuato dalla normativa è il
piano di sicurezza e coordinamento nell'ambito del quale l'impresa valuta i rischi per i lavoratori e appronta le misure preventive - tecniche e organizzative - per contenerli.
La principale causa di infortuni gravi e mortali è la
caduta dall’alto, riscontrabile in circa il 60% degli infortuni degli ultimi 6 anni.
Per prevenire questi infortuni è in corso la campagna di comunicazione
Sicuro non cado.