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Corso di massaggio
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Patti territoriali contro l’uso di farmaci e per promuovere i valori positivi dello sport, intensificazione dei controlli nei settori sportivi giovanili e amatoriali, accreditamento ministeriale del Laboratorio antidoping regionale. La creazione di una cultura sportiva parte dai livelli dilettantistici, dai settori giovanili delle società. Riuscire a debellare il doping equivale a compiere un passo avanti indispensabile per creare nuove generazioni di sportivi, diffondere stili di vita corretti, far crescere la consapevolezza che si può perdere anche divertendosi.

L’azione regionale per sconfiggere il doping ha preso le mosse nel 2004 con due iniziative importanti: sottoscrizione di patti territoriali per incoraggiare le società sportive toscane a operare nel pieno rispetto delle regole e creazione del Laboratorio antidoping regionale.
I patti territoriali finora stipulati sono tre. Il primo è stato firmato nel novembre 2004 per il comprensorio di Sesto Fiorentino, il secondo nel gennaio 2007 per quello empolese-valdelsa  ed il terzo nel maggio 2007 per il Mugello. Punto di forza di tutti e tre gli accordi (che coinvolgono Regione, aziende sanitarie, associazioni sportive, Coni e istituzioni locali) sono soprattutto le sanzioni applicate alle società sportive in caso di positività ai test di propri atleti tesserati. Anzitutto viene stabilito che la firma del patto costituisce la condizione necessaria sia per poter usufruire dei finanziamenti che per poter utilizzare gli impianti messi a disposizione dal Comune di appartenenza. Qualora venga accertata la partecipazione attiva della società (attraverso dirigenti, medici o allenatori) alla somministrazione di prodotti dopanti, questa perde la possibilità, da uno a tre anni, sia di beneficiare dei finanziamenti che di utilizzare gli impianti. In caso di positività di atleti minorenni la sanzione viene aggravata. Le società recidive potranno subire la revoca immediata della convenzione per l’uso degli impianti. Il patto contiene inoltre altre regole sull’uso di integratori alimentari, sul consenso informato per l’assunzione di farmaci, sull’informazione alimentare e sportiva, sulla formazione dei tesserati delle società e sul comportamento da tenere durante le gare. Anche Il mancato rispetto delle regole su formazione, informazione e comportamento sportivo, potrà far scattare le sanzioni.
Il Laboratorio regionale anti-doping (Lad), è l’altro strumento creato per la lotta al doping. La struttura ha ottenuto l’accreditamento ministeriale il 1° ottobre 2008. Il Laboratorio è stato istituito all’interno del Laboratorio di sanità pubblica (Lsp) della Asl di Firenze ed ha iniziato la propria attività nel 2004.
Il Laboratorio ha un Comitato scientifico costituito da docenti delle Università di Firenze, Pisa e Siena. Il riconoscimento del ministero permetterà al Laboratorio di accedere ai controlli, in gara e fuori gara, organizzati dalla Commissione nazionale di vigilanza sul doping e la partecipazione alle campagne di prevenzione promosse e finanziate dal Ministero alla salute. Si punta in tal modo a rivolgersi al maggior numero di sportivi, specie quelli più giovani, coinvolgendo le istituzioni sportive (Federazioni sportive e Enti di promozione) e scolastiche.
Dal 1° luglio 2004 al 30 giugno 2007 il Laboratorio regionale antidoping ha effettuato complessivamente 2.338 controlli, sorteggiando i campioni in più di 30 discipline sportive (compresi gli arbitri). I casi di positività riscontrati sono stati 157, con una percentuale totale del 6,7%. Le sostanze maggiormente riscontrate sono state cannabinoidi e cocaina. Tra le discipline più “controllate” primo posto per il calcio, con 1.212 controlli, seguito da volley 221, ciclismo 205, basket 98, nuoto e rugby 88.
La Legge regionale 35/2003 "Tutela sanitaria dello sport" prevede la tutela del cittadino e degli sportivi e stabilisce le competenze di Regione e Comuni; è previsto l'obbligo di accreditamento delle strutture specialistiche pubbliche e private, è istituita un'anagrafe degli atleti a cura delle Asl, ma anche dagli istituti accreditati, ed è esteso alle strutture ambulatoriali private il rilascio dei certificati di idoneità allo sport agonistico.
Gli obiettivi previsti nell'ambito della medicina dello sport riguardano l'avviamento alle attività fisiche e motorie di quelle fasce e di quei gruppi di popolazione che non svolgono alcuna pratica motoria e lo sviluppo delle iniziative per migliorare il livello di salute dei soggetti che praticano attività sportiva.


Autore: Federico Taverniti
Rif. 50415