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Toscana Notizie
Bandi ciechi, contratti coi vincitori, soldi triplicati
Rivoluzione nella ricerca biomedica i fondi assegnati "all´americana"
Due commissioni per fissare le linee di ricerca e la assegnazione dei finanziamenti
I giovani potranno utilizzare il denaro direttamente
«I ricercatori toscani sono in testa alle classifiche internazionali per la loro produzione scientifica ma hanno difficoltà ad ottenere i fondi per lavorare. Con il nostro piano li aiutiamo, anche ad attirare finanziamenti dal privato». L´assessore alla salute Enrico Rossi si appresta ad avviare un grande cambiamento.
Più soldi e assegnati attraverso procedure più trasparenti e "democratiche". E´ pronto il piano della Regione che rivoluzionerà il sistema di assegnazione dei fondi per la ricerca scientifica biomedica. Da quest´anno saranno messi a disposizione degli studiosi toscani 15 milioni di euro, il triplo rispetto al passato, e soprattutto verranno assegnati con un sistema "all´americana", in cui, tra l´altro, il nome dei candidati resterà sconosciuto fino all´ultimo a chi deve selezionare i progetti e in cui chi vince verrà aiutato a sviluppare il suo lavoro e a brevettarlo. L´intento è quello di far crescere il settore e anche di convincere le imprese private ad investire.
I medici e gli studiosi che fanno ricerca, principalmente nelle università di Pisa, Siena e Firenze ma anche nelle Asl e nel privato, cercano i soldi per i loro lavori presso il ministero dell´Università, presso le istituzioni europee, i privati, le fondazioni come Airc e Telethon (la prima orientata alla ricerca sul cancro, la seconda sulla genetica) o la Regione, che con la nuova mossa si pone tra i primi finanziatori in Toscana. Il piano verrà deliberato nel giro di qualche giorno e sarà operativo entro fine anno.
Intanto sarà costituita una "advisory board", cioè una commissione che detterà le linee per la ricerca, indicando i settori che verranno finanziati (ad esempio su certe applicazioni delle staminali, nel campo vascolare eccetera) e definendo i bandi. Ne faranno parte 16 professionisti autorevoli, di cui 6 scelti nel mondo scientifico toscano o di altre regioni italiane, 4 in ambito internazionale e 6 in rappresentanza delle imprese che operano nel settore biomedico. Verranno retribuiti grazie ad uno stanziamento di 225mila euro all´anno.
Quando usciranno i bandi chiunque potrà partecipare con un suo progetto di ricerca e, per evitare qualunque tipo di condizionamento che potrebbe provenire dalla fama o dal potere di chi partecipa, i lavori saranno anonimi finché non verranno selezionati i vincitori. Si punta esclusivamente sul merito evitando anche che i soldi si disperdano finendo a pioggia sui dipartimenti. Questa trasparenza richiama le regole utilizzate negli Stati Uniti per finanziare la ricerca. A decidere chi otterrà i soldi sarà un gruppo di valutazione composto da 10 persone individuate nel campo scientifico di riferimento: 3 scelti in ambito nazionale, 4 in ambito internazionale e 3 in rappresentanza delle imprese economiche. Verrà poi istituito un ufficio contratti, che siglerà accordi con i vincitori. Sviluppare un progetto in media può richiedere tra i 200 e i 300 mila euro, si stima quindi di poterne finanziare tra i 50 e i 75 all´anno.
In base al contratto i ricercatori si impegneranno a presentare un resoconto periodico sullo svolgimento del loro lavoro, a rispettare i tempi prefissati per concluderlo, a non pubblicare il lavoro su riviste scientifiche senza prima averne discusso con il finanziatore. E sempre grazie all´accordo chi vince avrà la certezza sulla erogazione dei soldi, che potranno essere utilizzati direttamente anche dai giovani ricercatori, non solo dai professori di fama che comandano grosse équipe. Se necessario, quando lo status del vincitore non gli permette di firmare direttamente gli assegni, sarà lo stesso ufficio contratti ad occuparsi dei pagamenti e degli altri atti necessari per amministrare il capitale.
Quando il lavoro sarà finito si passerà alla fase del brevetto. La società Lifescience (in cui, tra l´altro, oltre alla Regione hanno quote anche la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi e la Provincia di Siena) cercherà acquirenti per il brevetto o, se necessario, finanziamenti privati per proseguire la ricerca. I soldi, infatti, dovrebbero servire a finanziare principalmente lavori preclinici, da sviluppare successivamente in fase clinica.
La Regione punta ad allargare la ricerca in un periodo di particolari problemi economici dell´Università. L´intento è quello di valorizzare e far fruttare le conoscenze biomediche acquisite dai professionisti che lavorano in Toscana, magari attirando investimenti da parte dei privati. Già si è lavorato, con la nascita delle aziende miste ospedaliere-universitarie, per integrare assistenza e ricerca; è stata inoltre creata con il Cnr la Fondazione Monasterio e nel campo oncologico è nato l´Istituto tumori toscano, che pure si occupa di ricerca.
I medici e gli studiosi che fanno ricerca, principalmente nelle università di Pisa, Siena e Firenze ma anche nelle Asl e nel privato, cercano i soldi per i loro lavori presso il ministero dell´Università, presso le istituzioni europee, i privati, le fondazioni come Airc e Telethon (la prima orientata alla ricerca sul cancro, la seconda sulla genetica) o la Regione, che con la nuova mossa si pone tra i primi finanziatori in Toscana. Il piano verrà deliberato nel giro di qualche giorno e sarà operativo entro fine anno.
Intanto sarà costituita una "advisory board", cioè una commissione che detterà le linee per la ricerca, indicando i settori che verranno finanziati (ad esempio su certe applicazioni delle staminali, nel campo vascolare eccetera) e definendo i bandi. Ne faranno parte 16 professionisti autorevoli, di cui 6 scelti nel mondo scientifico toscano o di altre regioni italiane, 4 in ambito internazionale e 6 in rappresentanza delle imprese che operano nel settore biomedico. Verranno retribuiti grazie ad uno stanziamento di 225mila euro all´anno.
Quando usciranno i bandi chiunque potrà partecipare con un suo progetto di ricerca e, per evitare qualunque tipo di condizionamento che potrebbe provenire dalla fama o dal potere di chi partecipa, i lavori saranno anonimi finché non verranno selezionati i vincitori. Si punta esclusivamente sul merito evitando anche che i soldi si disperdano finendo a pioggia sui dipartimenti. Questa trasparenza richiama le regole utilizzate negli Stati Uniti per finanziare la ricerca. A decidere chi otterrà i soldi sarà un gruppo di valutazione composto da 10 persone individuate nel campo scientifico di riferimento: 3 scelti in ambito nazionale, 4 in ambito internazionale e 3 in rappresentanza delle imprese economiche. Verrà poi istituito un ufficio contratti, che siglerà accordi con i vincitori. Sviluppare un progetto in media può richiedere tra i 200 e i 300 mila euro, si stima quindi di poterne finanziare tra i 50 e i 75 all´anno.
In base al contratto i ricercatori si impegneranno a presentare un resoconto periodico sullo svolgimento del loro lavoro, a rispettare i tempi prefissati per concluderlo, a non pubblicare il lavoro su riviste scientifiche senza prima averne discusso con il finanziatore. E sempre grazie all´accordo chi vince avrà la certezza sulla erogazione dei soldi, che potranno essere utilizzati direttamente anche dai giovani ricercatori, non solo dai professori di fama che comandano grosse équipe. Se necessario, quando lo status del vincitore non gli permette di firmare direttamente gli assegni, sarà lo stesso ufficio contratti ad occuparsi dei pagamenti e degli altri atti necessari per amministrare il capitale.
Quando il lavoro sarà finito si passerà alla fase del brevetto. La società Lifescience (in cui, tra l´altro, oltre alla Regione hanno quote anche la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi e la Provincia di Siena) cercherà acquirenti per il brevetto o, se necessario, finanziamenti privati per proseguire la ricerca. I soldi, infatti, dovrebbero servire a finanziare principalmente lavori preclinici, da sviluppare successivamente in fase clinica.
La Regione punta ad allargare la ricerca in un periodo di particolari problemi economici dell´Università. L´intento è quello di valorizzare e far fruttare le conoscenze biomediche acquisite dai professionisti che lavorano in Toscana, magari attirando investimenti da parte dei privati. Già si è lavorato, con la nascita delle aziende miste ospedaliere-universitarie, per integrare assistenza e ricerca; è stata inoltre creata con il Cnr la Fondazione Monasterio e nel campo oncologico è nato l´Istituto tumori toscano, che pure si occupa di ricerca.
Autore: Michele Bocci
Rif. 92307
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