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26 marzo 2008
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Piano sanitario regionale 2005-2007 - Progetto speciale n.5 "Nascere in Toscana"

Già il precedente Piano aveva dedicato particolare attenzione al tema della nascita, e nel triennio è stata avviata una riqualificazione dei servizi di assistenza alla nascita. L’azione continua, con l’obiettivo di garantire a tutte le donne la più ampia libertà di scelta coniugata con il massimo livello di sicurezza. Nell’ottica di ricondurre l’evento nascita il più possibile alla sua naturalità, si punta, per esempio, alla riduzione del ricorso al parto cesareo e a favorire il più possibile l’allattamento al seno.
In Toscana, secondo i dati pubblicati dal Ministero della salute, le donne sono adeguatamente seguite in gravidanza, preferiscono il sistema sanitario pubblico (il 98,27% delle donne toscane partorisce in una struttura pubblica, a fronte di una media nazionale dell’87%), e la mortalità perinatale e neonatale sono piuttosto basse (negli ultimi anni sono scese dal 5 al 4 per 1.000). C’è ancora da lavorare sul numero dei parti cesarei, che è comunque già sensibilmente inferiore a quello nazionale, ma ancora di gran lunga superiore alle indicazioni dell’OMS: 10-15% di cesarei è la percentuale indicata dall’OMS, 35,5% la media nazionale, 25% quella toscana, con grande variabilità tra le diverse aziende.
I servizi dedicati al percorso nascita devono essere in grado di rispondere ai bisogni della donna in gravidanza e nel puerperio e tutelare la salute del bambino, garantendo la massima sicurezza nel rispetto della fisiologia dell’evento. Obiettivo principale: garantire cure non invasive alla grande parte delle gravidanze che sono fisiologiche e un’adeguata identificazione e monitoraggio della piccola quota di gravidanze a rischio.
Questi gli obiettivi strategici individuati:
- sicurezza del neonato e della donna
- continuità dell’assistenza pubblica per tutto il percorso nascita
- fisiologia degli eventi
- gestione del dolore nel parto
- allattamento al seno
- assistenza interculturale alla nascita.
Ecco le azioni previste dal progetto:
Assistenza durante la gravidanza. Esami gratuiti, ‘Libretto per il monitoraggio della gravidanza fisiologica’ consegnato all’inizio di ogni gravidanza, accesso alle strutture di 2° livello in caso di gravidanza a rischio, consultorio come luogo che accompagna e segue tutta la gravidanza.
La continuità dell’assistenza per tutto il percorso nascita. Va superato lo scollamento fra territorio e ospedale. La continuità dell’assistenza ostetrica deve essere garantita gratuitamente in tutte le aziende, realizzando la possibilità della donna di essere presa in carico da un’équipe che l’accompagni in tutto il percorso, dalla diagnosi di gravidanza al puerperio, offrendole un’omogeneità di comportamento e un’assistenza qualificata.
L’interculturalità nell’assistenza al percorso nascita. La trasformazione della nostra società in una società multietnica è ormai una realtà, ed è un dato di fatto che l’incremento delle nascite è dovuto quasi esclusivamente alla presenza di donne extracomunitarie. E’ quindi sempre più necessario rivedere l’organizzazione dei servizi, per renderli funzionali e capaci di rispondere alle esigenze di questa fascia di utenza. Fondamentale è stata l’istituzione dei consultori per extracomunitari, con la presenza della mediatrice linguistico culturale. Maggiori carenze si registrano a livello di assistenza ospedaliera, sia per l’organizzazione dei servizi che per la formazione culturale del personale. E’ quindi necessario costruire una cultura dell’accoglienza, che tenga conto delle molteplici e varie ‘culture’ del parto, promuovere una maggior flessibilità e mediazione dei servizi. I principali punti su cui intervenire: informazione dell’utenza, problemi linguistico/culturali, formazione degli operatori, organizzazione delle strutture. Altre iniziative previste, la realizzazione di un Vocabolario per gli operatori e di un Libretto informativo sui servizi rivolto alla donna/coppia in attesa, entrambi tradotti in più lingue.
Il parto. Necessaria una riorganizzazione dei punti nascita secondo gli standard assistenziali di qualità.
Il rispetto della fisiologia del parto. L’obiettivo è quello di demedicalizzare e umanizzare il parto, restituendolo alla sua naturalità e mettendo in atto comportamenti che incoraggino il riappropriarsi da parte della donna di diritti naturali come quello di scegliere attivamente le modalità del parto, di nutrire il bambino secondo i ritmi fisiologici.
La gestione del dolore nel parto. Necessarie anzitutto una piena e corretta informazione alla donna, e la garanzia del diritto della donna a esprimere la propria scelta. Per quel che riguarda il parto con analgesia epidurale, nelle situazioni in cui esiste un’indicazione medica motivata da particolari condizioni della donna o del feto, l’analgesia epidurale deve essere garantita in tutti i punti nascita; se è una richiesta della donna, deve essere garantita all’interno della rete complessiva dei punti nascita. Quanto al ricorso al cesareo, è necessario contenerlo, riservandolo ai casi con una indicazione precisa.
Gli ambienti dedicati alla nascita. Va elevato lo standard del comfort alberghiero, nell’organizzazione degli spazi vanno individuate aree adatte alla fisiologia del parto, e ambienti adeguati per il rooming in.
Il sostegno della donna nel puerperio. Va potenziata l’attività di sostegno domiciliare, perché mamma e neonato non soffrano di una condizione di solitudine, con una particolare attenzione ai problemi del disagio psichico connesso con la gravidanza.
L’assistenza al neonato. Necessario ottimizzarla in tutti i punti nascita, qualificando tutti gli operatori, promuovere una collaborazione più stretta tra pediatra ospedaliero e quello di libera scelta, verificare l’opportunità di estendere ulteriormente gli screening effettuai su ogni neonato.
L’allattamento al seno. I suoi effetti benefici sono pienamente riconosciuti, per la salute sia del bambino che della madre. La Regione Toscana, anche partecipando all’iniziative europea per la definizione della Carta di indirizzi per la protezione, promozione e supporto dell’allattamento al seno in Europa, si è impegnata a promuovere in ogni modo la pratica dell’allattamento al seno. E’ stato istituito un Osservatorio regionale, al quale sono demandate tutte le iniziative utili ala diffusione di questa pratica. Inoltre, in tutti i punti nascita è vietata la distribuzione gratuita di campioni di latte artificiale alle mamme da parte delle ditte. Il latte artificiale verrà fornito gratuitamente dalla Regione solo a quelle mamme che per motivi documentati non possono allattare al seno.

baldi

Documenti

Rif. 65359