Salute
Salute degli anziani
In Toscana vivono circa 840 mila persone con più di 65 anni. Le persone non autosufficienti sono 80 mila, la metà di loro in modo grave. Un problema che riguarda 1 famiglia toscana su 5. I portatori di handicap rappresentano il 16% dei non autosufficienti. Secondo un'elaborazione Censisi di dati Istat, e entro il 2015 gli over 65 toccheranno le 915 mila unità per arrivare a oltre 1 milione e 100 mila nel 2050. Per far fronte ai problemi derivanti da questa realtà, la Regione ha deciso di investire progettando nuovi percorsi assistenziali.
Per l'assistenza ai non autosufficienti la Regione spende oltre 200 milioni di euro all'anno: 180 per le 377 strutture che ne ospitano 14.055 e 32 per l'assistenza domiciliare e semiresidenziale di altri 22.500, in collaborazione con le associazioni di volontariato. A queste risorse vanno aggiunte quelle derivanti dalla quota del fondo sociale regionale e dai bilanci dei Comuni. Sono operanti 107 centri diurni di cui 23 specializzati nell’assistenza a persone affette da patologia di Alzheimer.
Nelle residenze sanitarie l'assistenza specialistica agli anziani affetti da Alzheimer è modulata in base ai sintomi presentati:
- il primo modulo è destinato a pazienti con disturbi motori
- il secondo modulo per pazienti con alterazioni cognitivo-comportamentale
- il terzo modulo per pazienti in stato vegetativo
Si calcola che in Toscana i malati di Alzheimer e le persone affette da demenza senile siano 28.000, il 4% della popolazione con più di 65 anni. Dal 1997 al 2006 la Regione ha investito 10 milioni e 405 mila euro nel Progetto Alzheimer, finanziando 6 progetti di ricerca, incentivando l’apertura di Centri ascolto e pubblicando un opuscolo rivolto ai familiari con consigli per rendere funzionale l'alloggio dove vive la persona malata.
Nel novembre 2007 è partita la sperimentazione del progetto dedicato all’assistenza continua delle persone non autosufficienti e dei disabili. Entro la seconda metà del 2008 il progetto entrerà a regime dotando la Toscana di un sistema territoriale integrato di servizi. Durante la fase pilota (novembre 2007-giugno 2008) le 34 Zone-distretto [1] aumenteranno gradualmente l’offerta assistenziale ed amplieranno il numero di assistiti. Il progetto è caratterizzato da un punto unico di accesso dove rivolgersi per avere una risposta certa ai propri bisogni entro 30 giorni, da una elevata professionalità del personale addetto, dall’assegnazione di un referente unico al quale rivolgersi durante tutto il percorso assistenziale.
C’è poi un altro progetto per garantire assistenza continua a favore delle persone anziane considerate a rischio, soprattutto nei mesi estivi. Si tratta del progetto “Sorveglianza attiva della persona anziana fragile”, avviato nel 2004 e progressivamente esteso a tutto l’anno e a tutta la regione. Per il 2007 sono stati messi a disposizione 2,3 milioni di euro che hanno permesso di potenziare gli strumenti per dare sostegno alle oltre 15 mila persone ultra settantacinquenni considerate “fragili” secondo le stime dell’Agenzia regionale di sanità. Il progetto garantisce visite e contatti periodici, ospitalità diurna, telesoccorso, telefono amico, consegna della spesa a domicilio, aiuto nella cura personale e nelle attività quotidiane, consegna di pasti e farmaci a domicilio, accompagnamento per le piccole incombenze burocratiche e per le visite mediche. Avviato durante l’eccezionalmente calda estate del 2003, il progetto è stato esteso e monitorato a partire dal 2005: sono più di 11 mila gli ultra settantacinquenni che hanno usufruito delle varie prestazioni, oltre 100 mila le prestazioni erogate e più di 15 mila il numero medio settimanale di telefonate effettuate dagli anziani interessati. Dal 2007 l’iniziativa si è arricchita grazie alla realizzazione dell’Archivio territoriale della persona anziana fragile, il censimento degli over 75 che vivono soli, spesso privi di sostegni socio-relazionali e con problemi di salute tali da comprometterne l’autonomia.
Nel 2005 è stato infine creato il Sistema di segnalazione regionale bioclimatico, un servizio predisposto dalla Regione, in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia dell'Università di Firenze e con l'Istituto di Biometereologia del Cnr, che definisce da un lato le relazioni esistenti fra condizioni meteo-climatiche e lo stato di salute e, dall’altro, informa la popolazione e gli operatori sulle situazioni di rischio, disagio o benessere derivanti dal clima.
