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Medicine complementari

L'utilizzo delle medicine complementari (in sigla MC) è in continuo aumento, in Toscana come nel resto d’Italia, e anche nel mondo. Una tendenza confermata a livello nazionale dai dati Istat e, per la Toscana, da una analisi realizzata dall'Agenzia regionale di sanità: su 7.049 soggetti intervistati, il 19,3% ha riferito di aver fatto ricorso ad almeno un tipo di medicine non convenzionali nell'ultimo triennio, e circa il 70% di coloro che ne hanno fatto ricorso ha dichiarato di averne avuto beneficio.
 

La Regione Toscana è impegnata da anni nel garantire a tutti i cittadini libertà di scelta terapeutica. In particolare, sono diffusi sul territorio ambulatori pubblici di agopuntura, omeopatia, fitoterapia.
Nei Paesi in cui le statistiche sono disponibili, la medicina non convenzionale viene utilizzata dal 20% al 50% della popolazione e la sua popolarità cresce con il passare del tempo.
Negli ultimi anni in Toscana un cittadino su 6 ha fatto uso di medicine non convenzionali. I toscani che si curano con le medicine complementari sono circa 700.000, il 20% della popolazione, una percentuale ben più alta di quella nazionale, che è del 15,6% (cioè 9 milioni di italiani).

La Regione Toscana ha un crescente interesse per la conoscenza e lo sviluppo delle medicine non convenzionali, considerate come tecniche idonee a proporre un benessere complessivamente inteso e capace di favorire il cambiamento di stili di vita dannosi alla salute. Si è fatta interprete di queste esigenze della popolazione e degli operatori sanitari toscani, attraverso una serie di iniziative di programmazione sanitaria, intraprendendo un percorso per inserire nel sistema sanitario pubblico quelle che un tempo venivano chiamate medicine alternative, e ora, più correttamente, complementari. A partire dal 1996 gli atti di programmazione sanitaria, tra cui gli ultimi Piani sanitari regionali, contengono riferimenti e specifiche azioni a sostegno delle medicine non convenzionali.

Una legge regionale garantisce il principio della libertà di scelta terapeutica del paziente e la libertà di cura del medico, e tutela l’esercizio delle medicine complementari. In particolare, la legge riconosce omeopatia, agopuntura e fitoterapia come parte integrante del Servizio sanitario regionale. In base alla legge, gli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti istituiscono elenchi di professionisti esercenti le medicine complementari, e rilasciano una specifica certificazione circa il possesso dei requisiti. La legge istituisce anche una commissione per la formazione nelle medicine complementari.

Il Servizio sanitario regionale garantisce le prestazioni di agopuntura e moxibustione, avendole inserite nei livelli essenziali di assistenza (Lea) ed ha previsto l'erogazione delle altre medicine non convenzionali nell'ambito di progetti finalizzati o a fronte del pagamento di tariffe concorrenziali con il mercato privato.
Le attività pubbliche di medicina complementare alle quali gli utenti possono accedere tramite pagamento del ticket o gratuitamente sono 87 e 19 quelle in via di attivazione, dunque ormai più di 100; fanno parte dei Lea le tre medicine complementari (omeopatia, agopuntura e fitoterapia).

È stata istituita una Struttura regionale di riferimento sulle medicine non convenzionali nel Centro di medicina tradizionale cinese "Fior di Prugna" della Asl 10 di Firenze per lo svolgimento delle funzioni di interesse generale e articolata, per le funzioni specialistiche, nell'Ambulatorio di omeopatia della Asl di Lucca, nel Servizio di fitoterapia della Asl di Empoli e nel Centro di medicina tradizionale cinese "Fior di Prugna" della Asl di Firenze.


Autore: Lucia Zambelli
Rif. 50491