Salute
Hiv e Aids
Dall’inizio dell’epidemia alla fine del 2008 sono stati diagnosticati in Toscana 4013 casi di Aids.
Le persone malate di Aids che vivono in Toscana sono 1331 e si registrano circa 100 nuovi casi l'anno.
Dal 2001 non si registrano più casi in età pediatrica.
Continua ad aumentare la sopravvivenza delle persone ammalate, grazie all'introduzione di nuove terapie che hanno allungato il periodo che intercorre tra l'infezione e/o la patologia conclamata e la sopravvivenza totale.
L'Aids non può più essere definita una malattia che colpisce i giovani, dato che l'età media della diagnosi è sempre più elevata (44 anni per gli uomini e 39 per le donne), né una malattia che colpisce le cosiddette “categorie a rischio”. Infatti se nei primi dieci anni dell'epidemia le persone a rischio maggiore erano i tossicodipendenti (50%) oggi la modalità di trasmissione più frequente è quella sessuale e specialmente quella eterosessuale, che ha riguardato nell'ultimo triennio 2005-2007 il 47% dei malati.
Sotto il profilo territoriale l'incidenza (cioè i nuovi casi) diminuisce in tutte le Asl, salvo un leggero aumento a Massa Carrara e a Lucca dal triennio 2002-2004 al triennio 2005-2007. In quest'ultimo il tasso di incidenza più basso si registra nell'Asl di Siena (0,5 per 100.000 abitanti) e quello più elevato nell'Asl di Livorno (4,5 nuovi casi ogni 100.000 abitanti). Il problema di una scarsa consapevolezza di un rischio ormai esteso a tutta la popolazione sessualmente attiva riguarda soprattutto le nuove generazioni.
L’indagine Edit (Epidemiologia dei determinanti dell’infortunistica stradale in Toscana – Agenzia regionale di sanità della Toscana 2008) sui comportamenti a rischio e gli stili di vita dei giovani toscani rivela che quasi la metà degli adolescenti intervistati ha già avuto un rapporto sessuale completo, ma dalla stessa indagine emerge la tendenza all’utilizzo del profilattico prevalentemente come metodo contraccettivo, piuttosto che come metodo preventivo da infezioni a trasmissione sessuale. La scarsa percezione del rischio è provato anche dal fatto che la maggioranza delle infezioni viene scoperta in fase avanzata, spesso al momento in cui si manifesta la malattia. Per far fronte al problema è quindi necessario, prima di ogni altro intervento, attuare una politica di prevenzione che favorisca l'inversione del trend per le nuove infezioni. In sinergia con le altre istituzioni e con le associazioni del volontariato, è necessario promuovere corretti stili di vita tra giovani e una cultura del principio di precauzione attraverso l'uso del profilattico e di comportamenti non a rischio.
Altrettanto importante è lavorare per aumentare il senso di responsabilità dei cittadini sensibilizzandoli al test sull'Hiv , gratuito ed anonimo. E' necessario infine, come previsto dal Il Piano sanitario 2008-2010, concentrare energie e risorse contro le discriminazioni, con una attenzione particolare verso le quelle fasce della popolazione che vivono in condizioni di vita più disagiate.
