La medicina trasfusionale, a partire dalla seconda metà degli anni ’80, ha assunto una connotazione gradualmente sempre più autonoma e trasversale nel panorama delle specialità mediche, compiendo un percorso evolutivo che, dal primordiale e prevalente interesse per l’immunoematologia, si è orientato verso nuove attività in ambito diagnostico, clinico-terapeutico e di ricerca. Attualmente, oltre alle attività di assistenza diretta al paziente e di supporto a specifici percorsi assistenziali di alta specialità, la medicina trasfusionale spazia fino alla raccolta e banking delle cellule staminali emopoietiche, al banking dei tessuti e alla terapia cellulare.
Nonostante questa graduale trasformazione l’attività di raccolta del sangue e la produzione degli emocomponenti in quantità adeguata a raggiungere e/o mantenere l’autosufficienza a livello locale e nazionale, continua a rappresentare un obiettivo prioritario per il network trasfusionale nazionale.
La donazione di sangue e la medicina trasfusionale costituiscono, attualmente, una componente essenziale dei processi assistenziali integrati che sono tipici della attuale e moderna visione della sanità, orientata verso una logica di disease management. Le disposizioni normative di matrice europea in materia trasfusionale sono fortemente ispirate al significato sociale ed etico della solidarietà, volontarietà e periodicità della donazione, nonché ai basilari princìpi della tutela della salute del cittadino.
Obiettivo di questa breve rassegna è la focalizzazione su alcune delle questioni a rilevanza etica e deontologica intrinseche ai macro-processi della catena trasfusionale.
Dario SacchiniIstituto di Bioetica, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Giancarlo M. LiumbrunoUU. OO. CC. di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e di Patologia Clinica, Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli, Roma
Daniela RafanelliSIMT AUSL N. 3, Pistoia
Gennaro BrunoU. O. C. di Patologia Clinica, Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli
Roberta MinacoriIstituto di Bioetica, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Pietro RefoloIstituto di Bioetica, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Antonio G. SpagnoloIstituto di Bioetica, Facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma