Piano sanitario regionale 2005-2007 - Progetto speciale n. 8 "Le unità di cura primarie: un nuovo modello organizzativo"
Già il PSR 2002-2004 prevedeva forme di maggiore responsabilizzazione e coinvolgimento dei medici convenzionati. Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 elenca tra i 10 progetti per la strategia del cambiamento ‘Promuovere il territorio quale primaria sede di assistenza e di governo dei percorsi sanitari e sociosanitari’. L’accordo approvato alla Conferenza Stato-Regioni del 24 luglio 2003 pone come priorità 2 ‘le cure primarie’.
Secondo la dichiarazione di Alma Ata del 1978, “le Cure Primarie sono il primo livello di contatto degli individui e della comunità con il servizio sanitario, per avvicinare il più possibile l’assistenza sanitaria ai luoghi dove la popolazione vive e lavora”.
Nel triennio 2005-2007 la Regione Toscana sperimenterà il modello di Unità di Cure Primarie, che assicuri l’integrazione degli interventi socio-sanitari da parte dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, della continuità assistenziale, della specialistica ambulatoriale interna e di altre professionalità presenti sul territorio. Obiettivo, raggiungere entro le fine del 2007, il 30% della popolazione toscana (circa un milione di abitanti): 10% ogni anno di vigenza del Piano.
L’esito garantirà:
- l’erogazione di un’effettiva continuità assistenziale nell’arco di 24 ore per 7 giorni la settimana, con la presa in carico del paziente;
- risposte sanitarie e socio-sanitarie organizzate di livello più complesso;
- la diminuzione degli accessi al Pronto Soccorso (vedi il progetto speciale n.7 sul miglioramento del sistema di emergenza-urgenza);
- lo snellimento delle procedure burocratiche;
- l’utilizzo da parte dei medici di linee guida comuni;
- la realizzazione di percorsi assistenziali innovativi;
- l’attivazione di ambulatori per particolari patologie;
- una risposta medico-infermieristica e specialistica h24 anche per l’assistenza domiciliare integrata, per le strutture residenziali, per gli hospice e per interventi anche personalizzati a pazienti con patologie croniche.
L’attuazione del modello prevede:
- l’adesione volontaria dei medici convenzionati;
- l’aggregazione tra forme associative;
- l’informatizzazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta;
- la disponibilità di una sede comune;
- la disponibilità dei medici a garantire un’effettiva continuità assistenziale per 24 ore 7 giorni su 7.
La sperimentazione sarà valutata da un apposito Gruppo di Valutazione e Monitoraggio.
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