Lavoro e formazione
Vertenze sindacali
Fabbriche che chiudono o passano di mano, operai e impiegati che perdono il lavoro, aree industriali che rischiano di morire o cambiare destinazione. Negli ultimi anni l’industria toscana è stata investita da numerose crisi aziendali, ristrutturazioni, delocalizzazioni di marchi radicati da anni. La Regione ha affiancato l’attività istituzionale delle Province e dei Comuni nell’affrontare le vicende legate a molte di queste crisi, svolgendo un ruolo di mediazione con i ministeri del lavoro e dell’industria, trovando spesso soluzioni positive.
Le aziende coinvolte in situazioni di crisi sono state in tutto 36 con una prevalenza del settore metalmeccanico che segna una netta discontinuità con il 2005, contrassegnato da crisi di aziende di tessile, abbigliamento e calzaturiero. Nel corso del 2006 è diventato operativo il Fondo regionale di solidarietà per il lavoratori in cassa integrazione per il periodo di attesa che intercorre fra la concessionee e l’effettiva riscossione della Cassa. La Regione ha stanziato per questo 200 mila euro per il 2006 e 400 mila per il 2007. I lavoratori cui è stato erogato l’assegno sono stati 136.
Il ruolo svolto dalla Regione è stato sopratutto rivolto a non impoverire il tessuto produttivo toscano, coniugando questa esigenza con la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e la difesa dei loro redditi. Lo sforzo, insieme a sindacati e istituzioni, è stato quello di fare fronte alle emergenze, sostenendo, ad esempio, le richieste per gli ammortizzatori sociali, senza perdere di vista ipotesi di rilancio produttivo più articolate nel tempo e in una prospettiva di innovazione e diversificazione.
Fra le più complesse e drammatiche crisi, anche per il numero di lavoratori coinvolti è stata la vertenza della multinazionale Delphi di Livorno, conclusasi, anche con la mediazione dell’assessore al lavoro, con un accordo fra azienda e sindacati sulla Cassa integrazione e l’impegno alla ricollocazione dei lavoratori nell’arco di due anni nell’ambito della redindustrializzazione dell’area. In questo momento la Regione sta corrispondendo, con lo speciale Fondo per la solidarietà dei lavoratori di aziende in crisi, un assegno mensile ai lavoratori della Panini servizi, impresa collegata alla Delphi i cui lavoratori non hanno ancora avuto dal ministero il riconoscimento della Cassa integrazione. Braccio di ferro durissimo anche per la Matec del gruppo Lonati a Scandicci. In questo caso la mediazione della Regione, che ha più volte incontrato l’azienda, ha consentito una riapertura del tavolo nazionale e il raggiungimento di un accordo sulla cassa integrazione straordinaria per 24 mesi.
Grazie al fondo regionale hanno avuto l’anticipazione della Cassa Integrazione anche i dipendenti della Longinotti, di Firenze e quelli della storica Libreria Le Monnier di Firenze che ha chiuso recentemente i battenti.
Con l’azione concertata fra enti locali e Regione, è stata scongiurata la delocalizzazione dello stabilimento fiorentino della Electrolux che occupa oltre 400 lavoratori, con un accordo sindacati-azienda per un pieno utilizzo produttivo degli impianti.
Fra le aziende di altri settori per cui si sta tuttora lavorando di comune accordo con sindacati e istituzioni, la Mabro di Grosseto, la Magnetek di Arezzo, la Calp di Colle Val d’Elsa, una delle principali produttrici mondiali di cristalli, l’Atisale di Volterra, la Lorenzi di Prato, la Ruffo di Pisa, la Boheringer di Reggello.
