Lavoro e formazione
Lavoro e disagio
Sempre meno “diversi” e sempre più “cittadini”. Il cammino per l’integrazione delle persone in condizioni di disagio fisico e sociale, in Toscana è partito molti anni fa e si è arricchito di esperienze positive anche grazie al Fondo sociale europeo. Numerosi progetti hanno coinvolto persone in difficoltà, come ex detenuti, tossicodipendenti, ex prostitute, disabili, disoccupati di lunga durata, donne uscite dal mercato del lavoro, madri single senza fonti di reddito: per loro formazione, sostegno alla creazione di impresa, orientamento e aiuto all’inserimento nel mondo del lavoro.
È un cammino che è andato di pari passo con le iniziative per affermare le pari opportunità di genere, combattere le discriminazioni sessuali nei luoghi di lavoro, estendere le possibilità di occupazione a quante più persone possibile, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. La carta prepagata Individual learning account è uno strumento in uso da alcuni anni in Toscana per lavoratori atipici o disoccupati e che si sta sperimentando anche per transessuali e transgender. Con la carta prepagata ciascun titolare, reclutato attraverso i centri per l’impiego, avrà a disposizione 2.500 euro, da spendere in due anni ed erogati in tranche da 500 euro l’una. Servono per partecipare ad attività formative che ciascuno è libero di scegliere, con l’ausilio di tutor.
Imparare un mestiere in carcere e creare così le premesse per un reinserimento nella vita Altri progetti, come Chance, finanziato dalla Regione nell’ambito del Fondo sociale europeo e realizzato in quattro diverse realtà (Firenze, San Gimignano, Massa Carrara e Porto Azzurro), ha coinvolto detenuti ed ex detenuti consentendo a 40 di loro di conseguire una qualifica professionale.
Una lavanderia, uno stabilimento balneare per disabili, un negozio di prodotti del commercio equo e solidale, un albergo-ristorante, un’attività di orticoltura, un asilo nido e un internet point. Queste alcune delle nuove imprese che sono state create grazie allo strumento della “Sovvenzione globale”, contenuto nel Fondo sociale europeo la cui gestione in Toscana è stata affidata dalla Regione al Consorzio di soggetti del privato sociale Esprit, con l’obiettivo di sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali a partire da situazioni di svantaggio. I risultati sono stati molto buoni. Così “Sovvenzione globale” rientra anche nella nuova programmazione del Fondo sociale europeo, con un finanziamento che sarà trasversale per ciascuno degli assi in cui si articola il progetto
In crescita lenta ma costante anche il numero dei lavoratori disabili, con tutto quel che comporta in termini di formazione, adeguamento delle sedi, raccordo con il sistema dell’istruzione e dell’orientamento. Nonostante la carenza di risorse per la cronica sottostima del Fondo nazionale per il lavoro dei disabili, la nuova legge nazionale varata nel 1999 ha costituito un importante fattore di stimolo. Uno stimolo cui la Toscana ha prontamente risposto. “La Regione promuove il diritto e l’accesso al lavoro delle persone disabili favorendo, attraverso il collocamento mirato, l’incontro fra le esigenze dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori disabili”. È quanto si legge nel testo unico su istruzione, formazione e lavoro del 2002, strumento dal quale derivano tutte le iniziative della Regione in questi settori. Ad attuarlo è intervenuto il Piano generale di indirizzo, che si prefigge l’obiettivo di costruire un sistema a garanzia della piena realizzazione della libertà individuale e dell’integrazione sociale dei cittadini. Negli ultimi anni lo sforzo è stato quello di recepire ed armonizzare fra loro le norme susseguitesi a livello nazionale.
