Il presidente Enrico Rossi
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha partecipato questo pomeriggio a Campi Bisenzio (FI) alla cerimonia del 66° anniversario della liberazione della città, avvenuta il 2 settembre del 1944.
Per il presidente è stata l'occasione per consegnare le medaglie d'onore, conferite dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a due soldati italiani che, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, furono arrestati dai tedeschi e trasportati nei campi di detenzione e lavoro perché avevano rifiutato di continuare a combattere nelle file dell'esercito tedesco. Le medaglie sono state conferite alla memoria di Renato Nesti (alla sua vedova, Alfiera Palloni) e a Ugo Brilli: il primo catturato a Creta ed inviato a Dortmund, a lavorare in una miniera di piombo, fino alla sua liberazione nel settembre del 1945; il secondo catturato a Mestre ed inviato in campo di lavoro nei pressi di Ber lino dove rimase fino all'inizio del 1945 quando fu liberato dai russi ed mandato a lavorare a Poznan fino al settembre dello stesso anno, quando gli fu consentito di rientrare in Italia.
Sono due dei circa 800.000 internati militari italiani che rifiutarono di combattere con i tedeschi o nelle file della Repubblica sociale italiana e che per questo subirono punizioni, angherie, mancato riconoscimento dello status di prigionieri militari e in molti casi anche la morte.
Durante la cerimonia a Campi Bisenzio il presidente Rossi ha parlato della Liberazione come “festa di tutti gli italiani”, invitando a non seguire le posizioni revisioniste di chi tende a confondere chi si schierò con l'antifascismo e chi invece sostenne il fascismo.
«Credo – ha detto tra l'altro il presidente Rossi - che celebrare la “Festa della Liberazione” significhi assumersi un impegno concreto per una nuova fase dello sv iluppo, a partire dai diritti, che punti a soddisfare quei bisogni inevasi che sono il vero propellente della ripresa. Bisogna tornare ad una fase in cui la crescita economica sia accompagnata e non separata da quella civile, dei diritti, dell’occupazione, dei redditi, delle opportunità, della qualità della vita».
Il presidente si è detto d'accordo con lo storico Jaques Le Goff, osservando che quella del XXI secolo sarà la storia di un progresso non separato dall’etica, conseguito con una politica che sarà al tempo stesso morale. «Mi sembra – ha concluso Enrico Rossi - un eccellente programma politico per i nostri giorni».
Tiziano Carradori