Età, sesso, titolo di studio. Sono queste le principali variabili esaminate in relazione alla percezione dell'insicurezza. La percentuale di donne insicure supera di gran lunga quella degli uomini: il 46% delle donne contro il 26,5% degli uomini dichiara che la paura della criminalità influenza molto o abbastanza le proprie abitudini. Anche l'età incide sulle maggiori preoccupazioni, anche se il dato non è sempre univoco. Per esempio la paura della criminalità influenza molto di più gli uomini tra i 45 e i 54 (36%) che quelli sopra i 65 anni (28,5%). Una relazione inversa si verifica con il titolo di studio: i laureati vivono con meno insicurezza. Il 53,7% di coloro che possiedono un titolo di studio più basso contro il 29,4% dei laureati e specializzati dichiara che la paura della criminalità influenza le proprie abitudini.
Sicurezza e degrado. La percezione del rischio di criminalità che i cittadini avvertono si amplifica con il degrado della zona in cui si abita, quando cioè si accompagna a elementi quali la scarsa illuminazione, gli edifici abbandonati, le strade sporche, la mancanza di trasporti pubblici. In questo senso il 52,8% dichiara di vivere in realtà con pessime condizioni della pavimentazione stradale, il 49,7% dichiara traffico elevato, il 31% scarsa illuminazione delle strade, il 13,1% lamenta realtà quali edifici o giardini abbandonati.
Il rischio di criminalità viene percepito in maniera più evidente (27,4%) da chi vive nelle periferie dei centri urbani. Però è chi vive in centro che dichiara di più situazioni di disagio, con l'esclusione della presenza di prostitute e e di persone che si drogano, che trovano il loro picco nelle zone densamente popolate in periferia.
Il 32,7% degli intervistati dice di vedere spesso o talvolta atti di vandalismo contro i beni pubblici, il 28,7% vive in zone in cui vi sono mendicanti, vagabondi e persone senza fissa dimora, il 15,8% ritrova siringhe per terra.In ogni caso a fronte del 15% che sostiene di abitare in una zona in cui la criminalità risulta aumentata rispetto allo scorso anno, l'8,6% dichiara una riduzione della criminalità, mentre il 69,7% non ha percepito differenze significative. Questo aumento, tra l'altro, è percepito più dagli adulti di età media (23,6%) che dagli anziani (10,2%).
La situazione nelle province. È quella di Grosseto nella quale i cittadini si sentono più sicuri a uscire sia di giorno che di sera, Prato, invece, è quella dove la percezione di insicurezza è più diffusa. Per esempio il 34,4% dei cittadini della provincia di Prato si sente insicuro nell'uscire da solo di sera contro il 25,4% dei toscani. Sono comunque le province di Lucca e Siena quelle in cui più è diffusa la convinzione di un aumento della criminalità rispetto all'anno precedente (Firenze e Livorno sono quelle dove questa percezione è meno diffusa).
Le aspettative dei cittadini. La sicurezza è sicuramente uno dei temi più sentiti, considerata come priorità dal 43,8% dei cittadini, seconde solo al lavoro (68%i), ma davanti alle politiche per la famiglia (31,2%) e alle politiche contro l'evasione (27,5%). In particolare è percepita come priorità dalle donne giovani (54,4%) rispetto agli uomini di età media (33,4%); dalle persone con un basso titolo di studio (49,1) rispetto a coloro che possiedono un titolo di studio più elevato (35,2%); da coloro che vivono in periferia (46,7%) rispetto a chi vive in centro (40,4).A questo riguarda il 22,8% degli intervistati ritiene che le forze dell'ordine non passano mai o quasi mai dalla via in cui abitano; il 36,8% ritiene che le forze dell'ordine controllino poco o niente il luogo in cui vive (percentuale che sale al 44,9% nelle aree metropolitane). Il 49,2% richiede una maggiore presenza, ma è molto diffusa anche un'esigenza di maggiore efficacia. Il 34,7 richiede maggiore solerzia nel rispondere alle richieste di aiuto, però c'è anche un 20,6% secondo il quale le forze dell'ordine non potrebbero fare null'altro.
Quali altre misure potrebbero essere adottate? Il 59,9% dei cittadini toscani auspica un potenziamento delle forze dell'ordine, solo l'1,1% ritiene utile l'impiego delle forze armate nelle aree urbane, percentuale che tocca solo il 2,2% per le ronde. La certezza delle pene (25,9%) ha maggior rilievo del loro inasprimento (chiesto solo dal 14,4% dei cittadini).
Paolo Ciampi