Enrico Rossi
«Dalla crisi si esce accendendo tutti i motori dello sviluppo, dal turismo all’agricoltura, dal terziario al manifatturiero. Ma è il manifatturiero che deve rappresentare la vera e propria locomotiva dello sviluppo regionale». Questa la convinzione espressa dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel suo intervento all’assemblea annuale dell’associazione industriale di Prato.
«Riusciremo a tutelare benessere e qualità della vita di tutti i toscani solo se continueremo ad avere un manifatturiero forte e competitivo. Per noi questo è un obiettivo prioritario che trova conferma anche dal programma di governo. La situazione richiede a tutti il massimo impegno. La manovra anticrisi della Regione sta funzionando e si intravedono i primi, timidi, segnali di ripresa. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, introducendo anche qualche innovazione, per sostenere le nostre imprese in modo da creare le condizioni per invertire la tendenza».
Rossi ha fatto riferimento ai dati che UniCredit, insieme all’osservatorio statistico Regioss, ha pubblicati oggi, da cui emerge che innovazione, diversificazione settoriale e nuovi mercati sono le carte vincenti e la Toscana insieme a Marche e Lombardia sono le regioni più vicine all’uscita del tunnel.
Il presidente toscano nel corso del suo intervento si è poi soffermato su 5 iniziative a cui il nuovo governo regionale sta lavorando.
«La prima – ha spiegato – mira a rivedere l’utilizzo dei fondi comunitari, spostando l’attenzione dall’uso dei bandi ai progetti finalizzati, costruiti insieme e in grado di produrre risultati tangibili all’interno dei distretti. Ad esempio strutture per la commercializzazione, centrali di acquisto, filiera corta, ecc. Per questa attività – ha annunciato Rossi - sono disponibili 200 milioni di euro all’anno.
Con la seconda – ha proseguito - continueremo a sostenere le imprese nell’accesso al credito. Incontrerò presto il sistema bancario per discutere modalità e forme in modo da favorire il sostegno alle imprese che meritano. Già oggi le imprese pratesi hanno presentato 422 domande per 110 milioni in investimenti o spese, per le quali Fidi Toscana ha prestato la proprio garanzia per 59 milioni».
«Un terzo punto – ha detto Rossi – riguarda la lotta alla legalità. Rimuovere le cause che favoriscono l’illegalità è una delle condizioni per aiutare la ripresa. La Toscana è la regione dei diritti e non può sopportare condizioni di lavoro inumane, forme di sfruttamento intensivo, evasioni fiscali e lavoro nero. La Regione chiamerà inoltre in causa su questo l’Unione Europea per metter fine alle forme di dum ping sociale e ambientale. Deve essere modificata l’attuale normativa che impone solo alle imprese europee il rispetto di elevati standard produttivi in grado di offrire ai consumatori le necessarie garanzie; mentre le imprese extraeuropee, in particolare nel tessile, possono vendere le loro produzioni senza etichetta e senza tracciabilità».
«Lavoreremo inoltre – ha proseguito il presidente – per favorire forme di collaborazione tra il distretto tessile e quello abbigliamento gestito, in grandissima parte, dalla comunità cinese: rendendo visibili le esperienze che già esistono e agendo su una convenienza economica comune, la Regione è interessata a favorire l’avvio di esperienze pilota tra i due distretti. Infine – ha concluso – agiremo per recuperare competitività con una più forte dotazione infrastrutturale a tutti i livelli. Su questo punto è avviato un confronto istituzionale posit ivo tra il Comune e Provincia di Prato e la Regione».
Remo Fattorini