Distretti industriali
Un modello da imitare per la promozione dello sviluppo locale. Sono i distretti industriali, un caso di successo dell’economia italiana studiato e copiato in tutto il mondo. I distretti rappresentano uno dei maggiori punti di forza della struttura produttiva italiana: oltre il 40% delle esportazioni nazionali di manufatti avviene proprio a partire dai distretti. Istituiti con la Legge nazionale 317 del 1991 sono diventati oggetto di specifici interventi di politica industriale. Alle Regioni spetta l’individuazione tematica e territoriale e la successiva gestione degli interventi.
Per l’Istituto governativo di promozione economica (Ipi), il distretto industriale si configura come un sistema locale caratterizzato dalla compresenza attiva di una comunità di residenti e di un settore industriale trainante, costituito da un insieme di piccole imprese indipendenti e tra loro integrate, specializzate in fasi diverse di uno stesso processo produttivo. Allo stesso tempo nel distretto è presente un sistema di valori del contesto sociale favorevole all’intrapresa economica.
In base alle analisi dell’Istat i distretti industriali in Italia sono in complesso 199, di cui 59 nel Nord-Ovest, 65 nel Nord-Est, 60 nel Centro e 15 nel Mezzogiorno. Nei 199 distretti risiedono circa 14 milioni di persone (il 25% del totale Italia); al loro interno operano circa 239 mila unità locali manifatturiere (il 40% dell’Italia) con 2,2 milioni di addetti (il 45% dell’Italia) e una dimensione media di 9 addetti per unità locale. Le specializzazioni produttive più rappresentate sono nell’ordine le seguenti (tra parentesi il numero di distretti): tessile e abbigliamento (70); prodotti per la casa (37); meccanica (33); pelli, cuoio e calzature (28); alimentari (17); carta e poligrafiche (6); altri 8 distretti presentano specializzazioni varie.
In Toscana i distretti individuati dalla delibera regionale numero 69/2000 sono 12:
- Valdinievole: pelle, cuoio, calzature
- Castelfiorentino: pelle, cuoio, calzature
- Santa Croce sull’Arno: pelle, cuoio, calzature
- Valdarno Superiore: pelle, cuoio, calzature
- Prato: tessile abbigliamento
- Empoli: tessile abbigliamento
- Casentino e Val Tiberina: tessile abbigliamento
- Poggibonsi: legno e mobile
- Sinalunga: legno e mobile
- Capannori: carta
- Carrara: marmo
- Arezzo: orafo
