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10 gennaio 2008
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Volontariato e Ong

Oltre 3.500 associazioni, più di 115 mila persone impegnate. La Toscana del “terzo settore” e del “non profit” è una delle realtà più importanti d’Italia. Il suo volto solidale è fatto di organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, enti ausiliari, associazionismo, associazioni di immigranti, organizzazioni non governative impegnate all’estero. È grazie a questo tessuto che è possibile offrire assistenza e sostegno ad anziani, disabili, minori, persone in condizioni di disagio e anche svolgere attività culturali e di promozione sociale e i progetti di cooperazione internazionale.
La cultura della solidarietà, del senso di partecipazione e di impegno attivo nel sociale sono elementi che caratterizzano la Toscana. La forza del welfare toscano si basa in maniera determinante sul “terzo settore”. Una risorsa di cui è ricco l’intero territorio come mostra la tabella e che è composta da una pluralità di soggetti.


Organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, enti ausiliari, associazionismo e associazioni immigrati per Provincia al 28/12/2007 (Valori Assoluti)

Cooperative socialiEnti AusiliariAssociazionismo
431181
1305169
24147
483104
541188
221218
413431
342173
34271
47094
477191676


















Il “terzo settore” è disciplinato da leggi nazionali regionali. È la legge regionale 41/2005 che all’articolo 17 definisce come soggetti del "Terzo settore":
a) le organizzazioni di volontariato;
b) le associazioni e gli enti di promozione sociale;
c) le cooperative sociali;
d) le fondazioni;
e) gli enti di patronato;
f) gli enti ausiliari di cui alla legge regionale 11 agosto 1993, n. 54 (Istituzione dell`albo regionale degli enti ausiliari che gestiscono sedi operative per la riabilitazione e il reinserimento dei soggetti tossicodipendenti. Criteri e procedure per l`iscrizione);
g) gli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;
h) gli altri soggetti privati non a scopo di lucro.
A tutti è riconosciuto un ruolo centrale nelle politiche sociali regionali: concorrono ai processi di programmazione regionale e locale e, ciascuno secondo le proprie specificità, partecipa alla progettazione, attuazione ed erogazione degli interventi e dei servizi del sistema integrato.
Le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le cooperative sociali sono oggetto di specifiche leggi regionali che ne riconoscono il ruolo, e istituiscono i rispettivi registri/albi.
Il registro regionale delle organizzazioni di volontariato, il registro regionale delle associazioni di promozione sociale e l'albo regionale delle cooperative sociali - consultabili nella sezione banca dati sono suddivisi in articolazioni provinciali, e tutte le funzioni concernenti la tenuta di tali elenchi sono di competenza delle Province.
I requisiti per l'iscrizione e gli adempimenti connessi sono indicati dalle leggi regionali specifiche:
- volontariato: legge regionale 26 aprile 1993 n. 28 e successive modificazioni "Norme relative ai rapporti delle organizzazioni di volontariato con la Regione, gli Enti locali e gli altri Enti pubblici. Istituzione del registro regionale delle organizzazioni di volontariato" (testo coordinato);
- associazionismo di promozione sociale: legge regionale 9 dicembre 2002, n.42 e successive modificazioni "Disciplina delle associazioni di promozione sociale" ;
- cooperazione sociale: legge regionale 24 novembre 1997, n.87 "Disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell'ambito regionale".
In Toscana è attivo il Centro servizi volontariato toscana (Cesvot) che ha una ricca documentazione su tutto quello che riguarda il volontariato nella regione.
L’acronimo Ong sta per Organizzazione non governativa, un termine ormai molto diffuso che indica una qualsiasi organizzazione o gruppo locale, nazionale o internazionale di cittadini che non sia stato creato da un Governo, cioè che non faccia parte di strutture governative, e che sia impegnato, senza alcuno scopo di lucro, nel settore della solidarietà sociale e della cooperazione allo sviluppo. La definizione trova la sua fonte nella legge 49/87 e identifica quelle organizzazioni che, dopo un’istruttoria molto selettiva, ottengono dal ministero degli esteri un riconoscimento di idoneità per la gestione di progetti di cooperazione.
I progetti delle Ong hanno come base di partenza il rispetto assoluto dei criteri di giustizia e di equità, i loro campi di intervento sono molto vasti e riguardano, a vari livelli, la politica estera , l’economia, la difesa dei diritti umani, la globalizzazione, la questione del debito estero, le relazioni tra Nord e Sud del mondo, ma, soprattutto, la pace.
Le prime organizzazioni non governative sono nate all’inizio degli anni sessanta come movimento associativo spontaneo in risposta ad un bisogno sempre più impellente di entrare in contatto diretto con i bisogni delle popolazioni del Sud del mondo e di rispondervi con la partecipazione e la solidarietà, con l’obiettivo di giungere ad una visione politica comune delle loro problematiche.
A partire dagli anni ’70, un numero cospicuo di Ong italiane ha deciso di aderire a tre grandi federazioni che le raggruppano e svolgono un ruolo di coordinamento:
Focsiv, Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontariato, conta 56 membri che condividono l’ispirazione cattolica
Cocis, Coordinamento delle organizzazioni non governative per la cooperazione internazionale allo sviluppo, raggruppa 28 Ong
Cipsi, Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale, raggruppa 37 Ong.
Pur essendo essenzialmente associazioni di volontariato, che impiegano cioè “volontari” in possesso di competenze specifiche e attivi nei paesi in via di sviluppo, le Ong costituiscono una realtà molto diversa dal volontariato comunemente inteso perché la loro struttura operativa è professionalmente finalizzata allo svolgimento delle attività di cooperazione e composta da cooperanti integrati professionalmente nell’organizzazione di cui fanno parte. Sono proprio loro il vero patrimonio delle Ong, le risorse umane. Gli operatori impegnati nei paesi in via di sviluppo sono protagonisti e testimoni del dialogo fra Nord e Sud del mondo ed incarnano, nel loro lavoro quotidiano, la funzione più specifica e cruciale di ogni Ong, che non si limita ad alleviare le situazioni di povertà, disagio e sofferenza, ma tende ad inserirsi e ad incidere concretamente nei processi sociali e politici delle comunità in cui opera.
Le attività di cooperazione si inseriscono in ciascuna realtà locale che è fatta, in base alle caratteristiche dei diversi paesi, di relazioni politiche, sociali, economiche ed istituzionali a cui si può partecipare solo attraverso il pieno coinvolgimento, la mediazione e il supporto delle comunità locali e delle loro organizzazioni , che di quelle realtà sono parte integrante e ne conoscono, quindi, meglio di chiunque altro, i problemi e le necessità. Ecco perché il lavoro delle Ong è un lavoro di relazione, e le risorse umane delle Ong sono gli operatori italiani e quelli del mondo, di ogni parte del mondo in cui si sceglie di intervenire per cercare di capire e rimuovere le cause che impediscono o frenano lo sviluppo, e per favorire un clima di pace e di convivenza sociale che dello sviluppo è pre-requisito essenziale.
Sul sito delle Ong italiane è possibile approfondire l’attività e i progetti di 160 organizzazioni non governative italiane. Il sito comprende anche una ripartizione per regioni.

Laura Pugliesi


Rif. 50611