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22 luglio 2006
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L'Unità

Da S.Rossore un monito «No all'immobilismo»

Claudio Martini replica con durezza agli stop del ministro Pecoraro Scanio

 NO ALL’IMMOBILISMO La replica di Martini agli stop del ministro all’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio a rigassificatori e termovalorizzatori è diplomatica nella forma, ma durissima nella sostanza. Il presidente della Regione ribadisce che sull’impianto off-shore di Livorno «si va avanti». «È l’immobilismo ­ dice ­ la scelta peggiore per l’ambiente. Il governo vuole fare il piano energetico? Bene, ma che accelerino. Anch’io sono contrario a politiche regionali isolazionistiche. La Toscana non è la Padania». Ma non deve diventare un espediente per rinviare ogni decisione. «Se è il tentativo per dire che finché non c’è non si fa nulla, allora noi diciamo no. Perché non possiamo più restare fermi». E quella sul rigassificatore è una decisione già presa su cui «siamo già oltre il punto di non ritorno. Nel 2007 cominceranno i lavori». Per cui se il governo dovesse bloccare tutto «se ne assumerà le responsabilità». Sui rifiuti poi Martini definisce il Pecoraro un po’ «confuso», tanto che il suggerimento è di «chiarirsi col governo» di cui fa parte. «In Toscana puntiamo alla loro diminuzione e al riciclaggio, ma una quota da smaltire rimarrà sempre e la stessa Ue parla di riuso energetico dei rifiuti». Ma è quasi tutta Toscana Democratica a non aver gradito. E non ne fa mistero. Andrea Manciulli, coordinatore della segreteria regioanle Ds, dice che «senza nuovi impianti, gassificatori compresi, non si può andare avanti» e che la visione di Pecoraro è «parziale» e «non fondata sulla sintesi programmatica dell'Unione». E il capogruppo regionale Paolo Cocchi dice che è stato «più comico» di Beppe Grillo. Il diellino Erasmo D’Angelis sottolinea che la bomba ecologica prossima a esplodere sono le discariche: «nei primi 6 mesi siamo a più 4,7% per gli rsu e a più 3% per gli speciali. Fra poco le discariche saranno tutte piene. Troppo facile dire sempre no a tutto». Mentre il suo segretario regionale Antonello Giacomelli definisce «sconcertante» l’intervento del ministro e chiede un chiarimento al governo. In difesa di Pecoraro c’è invece Fabio Roggiolani che ribadisce che i contributi pubblici agli inceneritori devono finire, ma quanto al rigassificatore spiega che il vero stop di Pecoraro non era rivolto a Martini, ma «a chi spera di farne anche uno doppio a Rosignano».
«A me Pecoraro­ racconta Martini ­ ha detto che una volta fatto quello di Livorno non ci sarà bisogno di altri lungo il Tirreno e quindi di non capire le opposizioni». «Ora però dal ministro ­ aggiunge Martini - oltre alle parole ci aspettiamo fatti, risorse». Che poi è un messaggio rivolto a tutto il governo Prodi. «Un ministro deve collaborare a trovare soluzioni - dice Martini -, è sbagliato dire “cavatevela da soli”. Spero che non sia questa la cifra del dialogo che il governo vuole stabilire con le Regioni».
Anche perché la Regione ha deciso di investire sulle energie rinnovabili. 56 milioni di euro fino al 2010 per dar vita al polo dell’idrogeno verde, per far viaggiare i bus pubblici con l’olio di girasole (a Siena sono già pronti), per riconvertire a gas le vecchie centrali, per costruirne una nuova nello zuccherificio di Castiglion Fiorentino, per incentivare il solare. Quanto alla ‘formula San Rossore’ Martini la difende. «Sono contrario ai meeting e ai contro-meeting (definito più “virtuale” che “reale”) dominati dal pensiero unico. Questo è uno spazio aperto». E promette che lo rimarrà (i contestatori ieri hanno letto il loro documento contro la guerra in Libano). L’anno prossimo (la richiesta arriva dall’Unicef) si parlerà di mamme e bambini.

Vladimiro Frulletti


Rif. 15901