Diritti
Tutela della privacy
Origini razziali ed etniche, convinzioni politiche, problemi di salute e tossicodipenza, precedenti penali e aspetti legati alla vita sessuale: fino a che punto e in che modo la pubblica amministrazione può custodire e utilizzare informazioni che appartengono alla sfera personale di ogni cittadino. La Regione Toscana si è data una risposta ben definita in un regolamento sul trattamento dei dati sensibili e giudiziari approvato dal governo regionale, che interessa gli uffici della Regione, delle Asl e di tutti gli enti, aziende e agenzie dipendenti.
La Delibera della Giunta regionale n. 167 del 12 marzo 2007 non si limita ad una generica dichiarazione di principi in merito alla privacy dei cittadini, ma contiene una dettagliata definizione di regole per ogni procedimento, rispetto al quale si definiscono i dati che possono essere posseduti e trattati, il modo in cui devono essere conservati, le operazioni per cui è legittimo il loro uso. Tutto questo tenendo fermo un principio inderogabile del diritto alla privacy, ovvero che il trattamento dei dati sensibili e giudiziari può essere consentito solo per finalità di interesse pubblico, qualora non sia sufficiente l’utilizzo di dati anonimi.
Così, per fare un esempio, i dati che si riferiscono ad appartenenze etniche possono avere un utilizzo all’interno di indagini epidemiologiche che aiutino a individuare rischi sanitari di specifiche comunità, ma non nell’ambito di procedure di designazione e nomina, a meno di normative che esigano il rispetto di determinate quote.
La Toscana è sempre stata una Regione particolarmente attenta al tema della privacy, tanto che fin dal 1999 esiste una direttiva specifica sulla tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati.
Le norme adottate dalla Regione Toscana in materia di privacy sono volte a dare concreta attuazione alle norme nazionali. In particolare al Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 denominato “Codice in materia di protezione dei dati personali".
Il Codice raccoglie in un quadro sistematico la normativa sulla privacy per renderla più comprensibile e orientare i soggetti che entrano in contatto con il sistema dei dati personali. A sua volta la disciplina si uniforma a quella comunitaria. Presenta anche interventi più incisivi di carattere strutturale per completare o perfezionare il recepimento della Direttiva n. 95/46/CE e aggiornare le norme vigenti in materia di protezione della vita privata nel mondo delle telecomunicazioni (Direttiva n. 2002/58/CE).
Il nuovo codice italiano, inoltre, amplia la tutela riconosciuta a livello comunitario, contemplando non solo le persone fisiche ma anche le persone giuridiche (art. 1 del D.Lgs. 2003/196). Per gli approfondimenti in materia di privacy la Regione ha un sito ricco di documentazione e di spiegazioni utili a comprendere la materia.
