Montaione (Fi)
Il rapporto tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa è stato al centro della prima sessione delle giornate di Montaione dedicate dalla Regione Toscana alla partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.
Una sala piena presso Villa Serena ha ascoltato l'introduzione di Giuseppe Cotturri docente presso l'Università di Bari, che - dopo aver presentato sinteticamente una ricerca secondo la quale solo il 22,5% degli italiani partecipa a «qualche cosa» in ambito civico, partitico, sindacale o associativo – ha declinato la partecipazione come «valore aggiunto della democrazia» e l'ha definita «più vera» quando «i cittadini riescono a organizzarsi in reti autonome rispetto ai percorsi facilitati dalle istituzioni.»
Dopo gli interventi dell'assessore Agostino Fragai e dell'autorità regionale della partecipazione Rudy Lewansky (
vedi altro comunicato) sono intervenuti il costituzionalista Umberto Allegretti che ha avvertito la platea sui rischi connessi ad una maggiore vicinanza tra cittadini e politici se questa vicinanza viene tradotta con il «populismo e il presidenzialismo e non con i processi virtuosi legati alla partecipazione diretta alla cosa pubblica dei cittadini e delle varie articolazioni in cui è composta la società moderna.»
Per Luigi Bobbio dell'Università di Torino: «Tutte le parti sociali vanno coinvolte e soprattutto si deve saper prendere in carico dei conflitti e delle proposte, anche le più eccentriche, affinché possano fertilizzare i percorsi partecipativi. L'obiettivo è quello di costituire dei grandi dibattiti pubblici sulle grandi questioni ancora aperte nel nostro paese.» Bobbio si è appellato anche al diritto «alla felicità pubblica, oltre a quella privata», perché i processi partecipativi sul territorio possono diventare delle vere e proprie occasioni di divertimento.
Alberto Magnaghi, della Rete del Nuovo Municipio, ha dedicato il suo intervento al valore dei «percorsi in atto di auto-organizzazione locale capaci di incrociare territorio, ambiente, produzioni e consumi.»
Cristiano Lucchi