Diritti
Pari opportunità
Ridurre la disuguaglianza, valorizzare la differenza. E assumere la differenza di genere come fattore di evoluzione della società. È l’azione in fatto di pari opportunità della Regione Toscana che ha da tempo avviato un percorso diretto a far sì che la parità tra donne e uomini entri nella vita quotidiana di tutti. Con la riforma del Titolo V della Costituzione, le Regioni hanno il compito di rimuovere ogni ostacolo che impedisca la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica, e di promuovere la parità di accesso alle cariche elettive.
Lo Statuto della Toscana proclama “Il diritto alle pari opportunità fra donne e uomini e alla valorizzazione della differenza di genere nella vita sociale, culturale, economica e politica, anche favorendo un’adeguata rappresentanza di genere nei livelli istituzionali e di governo e negli enti pubblici” come una delle finalità prioritarie da perseguire.
In Toscana le funzioni in materia di pari opportunità sono state riconosciute per la prima volta in questa legislatura con una specifica delega affidata inizialmente all’assessore Susanna Cenni, ora al vicepresidente Federico Gelli, con l’obiettivo di promuovere l’assunzione di un’ottica “di genere” in tutte le politiche e le azioni regionali. La Regione Toscana ha recepito il principio di gender mainstreaming (cioè l’integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche) nei suoi principali strumenti programmatici: il Programma di governo per l’VIII legislatura, il Programma regionale di sviluppo 2006-2010, il Documento di programmazione economico finanziaria 2006 e 2007, il Piano generale di indirizzo integrato 2006-2010. Promuovere politiche di genere significa non soltanto attivare misure e interventi specifici rivolti alle donne e finalizzati alla parità di opportunità, ma anche prendere in considerazione la dimensione di genere e l’impatto che sul genere qualsiasi politica regionale può produrre, in tutti gli ambiti: economico, sociale, ambientale.
Il Piano regionale di sviluppo lo dice molto chiaramente: “Non c’è sfida sul futuro senza attenzione alla componente femminile”. La Toscana ha scelto concretamente di assumere la differenza di genere come fattore di evoluzione della società.
Da una ricerca condotta dall’Istituto di programmazione economica della Toscana (Irpet) emerge che le donne sono più istruite degli uomini, ma vanno meno al cinema e leggono meno i giornali; però vanno più spesso a teatro e leggono più libri. La loro presenza sul mercato del lavoro è molto più dinamica, e sono sempre più presenti nelle posizioni dirigenziali. E anche la politica è sempre più “rosa”. In particolare, negli ultimi 10 anni le donne che hanno meno di 45 anni hanno raggiunto livelli di istruzione più elevati. Nell’intervallo tra i censimenti 1991 e 2001, la crescita percentuale delle laureate in età 30-34 anni è circa il doppio (77%) di quella degli uomini (38%). E negli ultimi anni il mercato del lavoro femminile è stato caratterizzato da un dinamismo molto più marcato rispetto a quello maschile. Dal 1993 al 2005, il tasso di occupazione femminile è salito dal 42% al 54,1%. E soprattutto è aumentata la capacità di restare nel mercato del lavoro fra i 45 e i 55 anni: le occupate erano il 38% nel ’93, sono diventate il 59% nel 2005. Però il tasso di occupazione femminile ha una fortissima caduta dopo i 55 anni: nella classe di età 55-59, il tasso di occupazione delle toscane scende dal 59 al 41%. E comunque, il tasso di occupazione delle toscane resta molto distante sia da quello degli uomini della regione (76,4%) che dal traguardo del 60% indicato per il 2001 dal Patto di Lisbona. E anche della media europea del 56%, per non parlare dei livelli altissimi di Svezia (70%) e Regno Unito (66%). È molto aumentata la presenza delle donne nelle posizioni alte, soprattutto nel lavoro dipendente e nelle libere professioni. Tra il 1993 e il 2003, la percentuale di donne dirigenti è aumentata dal 12 al 28%, quella di direttivi quadri del 29 al 37%, quella delle libere professioniste dal 23,5 al 28,5%. In ogni caso, le dirigenti donne restano meno di un quarto del totale dei dirigenti. In politica, nell’arco di vent’anni si è passati da 14 a 44 donne sindaco (dal 3,8% al 15,3). Cresce anche il numero delle consigliere (20,7%). Ma il tasso di ‘femminilizzazione’ più elevato è quello delle cariche di assessore (22,8%). Nel 2007, anno europeo delle pari opportunità per tutti, è stato individuato come tema prioritario quello della lotta alla violenza. In Toscana sono 450.000 le donne dai 16 ai 70 anni coinvolte, almeno una volta nella vita, in fatti di violenza fisica e/o sessuale.
Dal novembre 2005 la Regione è impegnata nel promuovere iniziative di contrasto alla violenza su donne e bambini. Nel novembre 2006 è stato istituito il Tavolo di lavoro regionale contro la violenza sulle donne, che si riunisce periodicamente. Obiettivi, promuovere e diffondere azioni di contrasto alla violenza contro le donne; sensibilizzare i ragazzi delle scuole toscane; realizzare campagne attraverso i canali televisivi regionali.
Il 14 novembre 2007 il Consiglio regionale ha approvato una legge che intende combattere ogni tipo di violenza di genere – psicologica, fisica, sessuale ed economica. La legge è la sintesi condivisa di due precedenti proposte di legge avanzate sia dai banchi delle maggioranza che dell’opposizione. Obiettivi della legge, da un lato la prevenzione della violenza, dall’altro l’assistenza e il sostegno alle vittime. La Toscana partecipa al Progetto Arianna, la Rete nazionale antiviolenza istituita dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio per contrastare efficacemente il fenomeno della violenza. Nel progetto rientra anche un servizio di accoglienza telefonica, che in Toscana entrerà in funzione a Prato.
Nel dicembre 2007 l’assessorato ha prodotto “Tempi di vita e di lavoro: la conciliazione difficile”, un documentario-inchiesta di 17 minuti, che alterna frammenti di fiction, interviste, interventi di esperti. Il video è stato distribuito in 1.000 copie a enti locali, scuole medie e superiori, Università, associazioni, e trasmesso da 22 emittenti locali.
Nel luglio 2008 è stata lanciata la campagna di comunicazione 'Mai più sola', che pubblicizza la rete regionale di strutture e servizi anti violenza presenti su tutto il territorio. La Toscana è la sola Regione ad aver creato una campagna organica e integrata di comunicazione e sensibilizzazione contro la violenza.
Nel marzo 2009 il Consiglio regionale ha approvato la legge sulla 'Cittadinanza di genere e conciliazione vita lavoro', per rimuovere gli ostacoli che impediscono di raggiungere una piena parità di genere nella vita sociale, culturale, economica.
Il Consiglio regionale ha una Commissione per le pari opportunità uomo-donna della Toscana che raccoglie anche molta documentazione in materia.
