Diritti
Pace e conflitti
Favorire la pace e prevenire i conflitti: è l’obiettivo principale, insieme a quello dei diritti umani, dell’attività svolta dal “sistema Toscana” sul piano della cooperazione internazionale. L’impegno che contraddistingue il “sistema Toscana” è quello della “messa in rete” di soggetti istituzionali e non per favorire con progetti concreti un clima di riconciliazione e collaborazione fra le popolazioni nelle zone più “calde” del mondo. Così in Medio Oriente, dove la Toscana è impegnata in un progetto unico intitolato “Alliance for Peace”, o in altre zone a rischio, come i Balcani o l’Africa
Quasi 4 milioni di euro all’anno sono destinati dalla Regione ad attività di cooperazione e partenariato e a progetti per la promozione della pace e oltre 3 milioni e mezzo di euro sono destinati a progetti di cooperazione sanitaria. Complessivamente la Regione investe in attività di cooperazione internazionale quasi 20 milioni di euro all’anno. A queste risorse si aggiungono quelle di molti enti locali, di fondazioni bancarie, quali il Monte dei Paschi, di soggetti pubblici e privati, quali la Coop, del volontariato, delle istituzioni religiose e delle Organizzazioni non governative (Ong). In campo sanitario inoltre la Regione mette a disposizione il know how d’eccellenza delle proprie strutture sanitarie, a cominciare dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Tutte queste risorse hanno in definitiva l’obiettivo di accrescere la collaborazione e favorire il dialogo e la pace. Attualmente gli strumenti normativi sui quali si basa l’intervento della Regione sono:
• Legge regionale n. 17, 23 marzo 1999, “Interventi per la promozione delle attività di cooperazione e partenariato internazionale, a livello regionale e locale” che trova concreta applicazione attraverso il Piano regionale per la cooperazione internazionale per il triennio 2007-2010, approvato dal Consiglio regionale il 23 aprile 2007.
• Legge regionale n. 55/97, “Interventi per la promozione di una cultura di pace” che trova applicazione con il Piano regionale per la promozione di una cultura di pace 2007-2010, approvato il 17 aprile 2007.
• Legge regionale n. 40/2005, “Disciplina del servizio sanitario regionale” e il relativo capitolo su “Gli interventi di cooperazione internazionale” del Piano sanitario regionale.
Presto tutta l’attività sarà ricondotta all’interno di una cornice unitaria con il Testo unico in materia di attività internazionali.
Il progetto più impegnativo che vede impegnata la Toscana come soggetto capofila si chiama “Alliance for Peace” e riguarda il Medioriente. È un progetto che ha avuto l’avallo del presidente del Consiglio Romano Prodi e del ministro degli affari esteri Massimo d’Alema è il primo frutto concreto dell’”European, Israeli- Palestinian Alleance for Peace”. È un progetto innovativo che si basa sulla volontà di cooperare per favorire la pace della società civile di Israele e della Palestina e di quella italiana ed europea. A rappresentare la società civile dei due popoli in conflitto e quella italiana ed europea sono 50 Ong, organizzazioni non governative, di Israele, 50 della Palestina e altrettante italiane ed europee. Nel giugno del 2007 le Ong palestinesi, israeliane ed europee, si sono riunite in Toscana (11-12 giugno a Montecatini e 13 giugno a Firenze nella sede di Palazzo Vecchio) e hanno siglato un solenne documento d’intenti con ben 5 allegati operativi. L’obiettivo: la fine dell’occupazione e la creazione di uno stato Palestinese indipendente, basato sui confini del 1967, accanto a quello Israeliano.
“Alliance for Peace” è il progetto che il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e l’assessore Massimo Toschi, insieme con una delegazione composta da 4 rappresentanti delle Ong palestinesi, 4 delle Ong israeliane e 4 delle Ong Italiane ed europee, hanno portato nell’autunno del 2007 all’attenzione del presidente del Consiglio, Romano Prodi, del ministro degli esteri, Massimo d’Alema e del viceministro agli Esteri, Patrizia Sentinelli, ricevendone l’avallo. La richiesta al Governo Italiano è quella di dare seguito agli impegni assunti dallo stesso presidente del Consiglio che in collegamento in diretta video con il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio dove era in corso la sessione conclusiva del “Forum delle Ong per la pace” e nel corso del successivo incontro avvenuto a luglio a Gerusalemme aveva promesso il “massimo sostegno all’iniziative triangolare del Forum delle Ong per la Pace”.
La Regione Toscana è il partner istituzionale, da molti anni impegnata con progetti di cooperazione internazionale (fra gli altri “Saving Children” che ha permesso finora di curare 4.500 bambini palestinesi, non altrimenti curabili, negli ospedali israeliani) volti a favorire il dialogo e a trovare una soluzione di pace nella zona, che offre, come soggetto capofila, il proprio supporto operativo e la propria capacità relazionale.
Il budget stimato per “Alliance for Peace” è di circa 4,2 milioni di euro in tre anni. I settori di intervento sono quelli delle 5 aree tematiche definite a Montecatini: diritti civili e umani e aiuti umanitari, tutela dei diritti e iniziativa politica, salute ed educazione e giovani, ambiente, ricerca e università, media e comunicazione.
Riguarda il Medio Oriente anche il progetto di valorizzazione della Strada della Terrasanta del Nord, un percorso che congiunge 3 comuni israeliani (Akko, Haifa, Taybeh) e 3 comuni palestinesi (Jericho, Nablus, Tulkarem) nell’ambito del progetto denominato Med Cooperation, che coinvolge 13 comuni (Arezzo, Borgo San Lorenzo, Empoli, Fiesole, Firenze, Livorno, Montevarchi, Pisa, Pitigliano, Pontedera, Quarrata, San Giovanni Valdarno e Siena), 5 province (Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia e Siena) 3 organizzazioni non governative (Cospe, Medine, Ucodep – riunite nel consorzio Co.opera) e la compartecipazione finanziaria, insieme alla Regione, dell’Unione europea, della Fondazione Monte dei Paschi e dell’associazione Arte continua. Il progetto, che è stato presentato alla stampa internazionale presso l’ambasciata d’Italia a Londra, prevede anche la stampa di 6 guide turistiche ed è finalizzato a favorire nuovi percorsi di turismo culturale e religioso nella zona. Un modo per valorizzare le risorse locali e garantire il giusto reddito alle popolazioni, favorendo l’integrazione e il dialogo reciproco, cioè a creare condizioni più favorevoli alla pace.
Un altro esempio dell’attività svolta dalla Toscana in una delle zone “calde” del mondo riguarda i Balcani con il progetto South East Europe Network (Seenet). Oggi a questo progetto, che ha preso il nome di Seenet 2 collaborano cinque Regioni italiane, una Provincia autonoma, il ministero degli affari esteri e 7 paesi dei Balcani. Oltre la Toscana le Regioni sono l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, le Marche, il Piemonte e la Provincia di Trento per la parte italiana. Per quella balcanica invece i paesi partner sono: Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Kossovo, Albania, Macedonia e Montenegro. Per ciascuno di questi il programma coinvolge municipi, città e regioni. Seenet 2 ha preso il via operativo durante una due giorni di lavori tenuta il 6 e 7 dicembre 2007 a Rovigno, in Croazia. L’obiettivo del nuovo progetto Seenet, per il quale è previsto un impegno di circa 9 milioni di euro in tre anni (2008-20010) dei quali il 75% a carico del ministero degli affari esteri e il restante 25% finanziato dalle Regioni, è quello di rendere più incisiva, grazie ad un progetto unitario, la cooperazione già avviata dalle regioni italiane in partnership con quelle balcaniche nel corso di questi anni. Il coordinamento generale è affidato alla Regione Toscana e la segreteria del progetto è affidata ad Ucodep. Gli assi di intervento saranno quelli del turismo rurale, culturale e ambientale, quello dei sistemi locali di piccole e medie imprese, la pianificazione territoriale e ambientale, il sociale e il cosiddetto “institutional bulding”.
