Diritti

Legalità

Ci sono i campi antimafia che ogni anno portano centinaia di ragazzi e ragazze toscane a lavorare nei terreni sequestrati alla criminalità organizzata; ci sono le scuole coinvolte in sperimentazioni didattiche e contributi messi a disposizione ogni anno per progetti di educazione; e ancora ci sono progetti portati avanti con associazioni come Libera e iniziative contro il terrorismo o contro l’usura. Tutto questo sta dentro l’ampio impegno del governo regionale per la “cultura della legalità”.

Da diversi anni in Toscana c’è una precisa normativa, la legge 11/1999, che individua strumenti e finanziamenti a favore di scuole, università e realtà della società civile per educare alla legalità e sviluppare la coscienza democratica.
È sulla base di questa legge che ogni anno viene pubblicato un bando per il finanziamento dei migliori progetti.
È stato istituito il centro di documentazione “Cultura legalità democratica” che oggi conserva circa 3.500 volumi, le annate di una cinquantina di testate, 5mila atti giudiziari riguardanti le principali vicende di terrorismo e criminalità nel nostro paese, e ancora, 500 volumi che costituiscono la raccolta pressochè completa della documentazione prodotta dalle principali commissioni di inchiesta parlamentare.
L’educazione alla legalità comincia dalla scuola. Ed è per questo motivo che la Regione Toscana ha firmato un’intesa con l’ufficio scolastico regionale per avviare qualcosa che va oltre la semplice “ora di legalità”, per puntare a un vero e proprio modulo sperimentale didattico di educazione alla legalità.
La sperimentazione è cominciata l'anno scorso coinvolgendo ogni istituto di ogni ordine e grado.
Per quanto riguarda la prevenzione delll’usura la Regione Toscana ha dato il via fin dal 1998, grazie alla firma di un protocollo d’intesa, ad un progetto in collaborazione con le Misericordie che ha consentito di aprire 22 centri di ascolto dislocati in tutto il territorio regionale nei quali operano 125 volontari qualificati. Per facilitare l’accesso ai centri di ascolto la Regione ha messo a disposizione anche il numero verde del proprio Ufficio relazioni con il pubblico 800.860070. Successivamente da quell’esperienza è nata la Fondazione toscana per la prevenzione all’usura. Nel 2002 il servizio di assistenza di questi centri è stato esteso anche ai cittadini vittime dei fallimenti immobiliari. Solo nel 2005 diverse centinaia di famiglie e decine di piccole imprese hanno chiesto consulenza e aiuto. In 148 casi sono state rilasciate garanzie che hanno consentito l’erogazione di finanziamenti bancari per 6 milioni e 764 mila euro.
La Regione Toscana sostiene le attività dei centri con iniziative di formazione dei volontari e di pubblicizzazione delle attività.Inoltre è in fase di predisposizione una nuova proposta di legge sull'usura e, più generalmente, sull'uso consapevole del denaro.


Autore: Laura Pugliesi
Rif. 50349