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Identità sessuale - Lgbt

Identità Sessuale
Identità Sessuale

La Toscana è stata la prima Regione in Italia a garantire che venga rispettato il principio di non discriminazione per lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Lo ha fatto con lo Statuto e con una legge del 2004 e ha creato una task force per garantire in concreto i diritti di decine di migliaia di persone. Nel 2007 è stata lanciata una campagna di informazione nella quale il diritto al rispetto della identità sessuale è rappresentato da un bimbo in fasce con una fascetta al polso e la scritta: l’identità sessuale non è una scelta.

Il manifesto ritrae un bambino, non perfettamente a fuoco, che è appena nato: in primo piano si nota il braccialetto di riconoscimento usato in ogni ospedale. Sopra però non c’è scritto il nome, Matteo od Elisa, Anna o Paolo, ma la parola “homosexuel”. Di fianco lo slogan: “L’orientamento sessuale non è una scelta”. Come dire: qualunque sia l’origine dell’omosessualità, genetica o sociale, non si può scegliere di non esserlo se i geni o le condizioni in cui sei cresciuto hanno voluto che lo si fosse.
La Fondazione canadese Emergence ha utilizzato il manifesto nella primavera 2007 per la giornata mondiale contro l’omofobia, con il patrocinio del governo del Quebec, dell’agenzia di salute canadese e della città di Montreal. Lo stesso manifesto, che è stato ceduto gratuitamente da Emergence, è stato utilizzato dalla Regione Toscana per una campagna di comunicazione patrocinata dal ministero per le pari opportunità: spot, pagine pubblicitarie, cartoline e depliant e manifesti che sono stati affissi in centinaia di luoghi pubblici in collaborazione con le Province.
La campagna è stata il modo per far conoscere meglio anche le altre iniziative, che sono state approfondite con una due giorni di incontri, con esperti anche internazionali, che si è tenuta il 26 e 27 ottobre durante il Festival della creatività alla Fortezza da Basso di Firenze.
Ad inizio 2007 la Regione Toscana ha creato presso l’assessorato alle riforme istituzionali una task force, alla quale è affiancato un tavolo permanente di confronto con le associazioni gay, lesbiche e transessuali della Toscana, con il compito di dare maggiore energia e slancio all’applicazione delle norme sancite dallo Statuto e dalla legge regionale. Norme che interessano molte persone, probabilmente decine di migliaia, gli omosessuali donne e uomini che vivono in Toscana. Basti pensare che sono 13 mila le coppie omosessuali presunte. Per annullare i pregiudizi e valorizzare le differenze, anziché comprimerle, ignorarle o rifiutarle il primo passo è conoscersi meglio. Per questo all’inizio dell’anno scolastico è stato organizzato dalla Regione un seminario con gli insegnanti, i genitori e gli studenti, dedicato al bullismo omofobico nelle scuole. Altri saranno organizzati nei luoghi di lavoro, per parlare di mobbing e discriminazioni. Gli esempi di buoni pratiche già attivate sono già diversi. Eccone alcuni. Sul sito www.progettotrio.it il portale della formazione della Regione Toscana, è disponibile un corso on line che fornisce informazioni scientifiche sulle componenti dell’identità sessuale, sull’omosessualità e la disforia di genere: un corso di formazione a distanza destinato a insegnanti, formatori, operatori sanitari, agli stessi genitori e a quanti abbiano necessità di chiarimenti su queste materie. Per combattere le discriminazioni nell’accesso ai servizi sanitari sono stati stanziati 100 mila euro in due anni. In cantiere ci sono questionari che individuano le discriminazioni nel personale medico, sanitario e tra gli studenti delle facoltà di medicina; un corso di formazione sperimentale a Lucca sull’orientamento sessuale e l’identità di genere; progetti sperimentali di collaborazione tra le Asl e le associazioni lesbiche, gay e transessuali della nostra regione. Sempre in tema sanitario è stato varato il progetto “Positivo scomodo”. L’obiettivo è quello di individuare e correggere, con attività di formazione e informazione, le discriminazioni che possono colpire le persone sieropositive negli ospedali. Con il Florence Queer Festival, festival internazionale di cinema, arte a tematica gay, lesbica transgender, Firenze è un po’ diventata la capitale del mondo queer. L’iniziativa, giunta quest’anno alla quinta edizione, è sostenuta anche dalla Regione Toscana.
L’educazione alla legalità nelle scuole toscane affronterà anche temi come il rispetto dell’altro, la differenza come valore o il bullismo omofonico. Sono già una quarantina le scuole interessate.
Il “diversity management”, nuova frontiera dell’inclusione. Questa tematica è stata approfondita con le imprese, le associazioni di categoria e i sindacati nel corso dell’ultima edizione di Dire&Fare, il salone dell’innovazione della pubblica amministrazione tenuto a Marina di Carrara dal 14 al 17 novembre 2007.
La Regione ha inoltre varato una card prepagata per transessuali e transgender che mette a disposizione 2.500 euro, da spendere in due anni: serviranno a partecipare ad attività formative che ciascuno sarà libero di scegliere, con l'ausilio di tutor, in modo mirato, secondo il proprio personale progetto.
Inoltre la Regione ha stanziato 100.000 euro in 2 anni per individuare e combattere le discriminiazioni che lesbiche, gay e trans incontrano nell'accesso ai servizi sanitari.


Autore: Laura Pugliesi
Rif. 50588