Logo Regione Toscana
Sei in: Home / Diritti / Diritti umani e pena di morte / Nencini: «Cuba liberi Almeida, può curar ...
28 luglio 2010
|
Toscana Notizie

Lo scrittore è stato arrestato e poi liberato, ma non può lasciare l'isola

Nencini: «Cuba liberi Almeida, può curarsi in Toscana»

L’assessore: «La figlia Indira mi ha chiesto di portare avanti questa battaglia»

Juan Juan Almeida
Juan Juan Almeida
«Facciamo appello al governo cubano affinché lasci uscire dal paese per curarsi Juan Juan Almeida, scrittore e figlio di un comandante della rivoluzione», spiega l'on. Riccardo Nencini, assessore regionale alla promozione dei diritti umani.


«La Toscana – prosegue - è pronta ad ospitarlo attraverso la rete internazionale delle città rifugio per intellettuali a cui aderiamo già da dieci anni e in questo modo potremo interrompere la persecuzione che Juan Juan si trova costretto a subire già da molto tempo». L'assessore Nencini segue da alcuni giorni in prima persona la vicenda dello scrittore cubano quarantacinquenne – in
Spagna Juan Almeida ha pubblicato “Memorie di un guerrigliero sconosciuto” - e questa mattina ha convocato una conferenza stampa dedicata ad un caso attraverso il quale, sottolinea l'assessore, «la Toscana vuole ribadire la sua tradizione di ospitalità, accoglienza e promozione del rispetto dei diritti umani nel mondo».

Già una settimana fa la Toscana si era dichiarata disponibile ad ospitare Almeida, che da alcuni anni chiede di poter essere curato all'estero ma a cui il governo dell'isola caraibica ha ritirato il passaporto. «Negli ultimi sette anni è stato arrestato sei volte» spiega al telefono la figlia Indira, che vive a Miami da un anno assieme alla madre Consuelo che è lì invece da due e che pochi giorni dopo la dichiarazione di Nencini dei giorni scorsi si è rivolta all'assessore pregandolo di intervenire di nuovo, per confermare la disponibilità della Regione ad accogliere il padre e «per portare avanti una battaglia per i diritti umani a Cuba». Negli ultimi sette anni Almeida è uscito ed entrato in carcere più volte oppure è stato costretto agli arresti domiciliari. Ha protestato in piazza della Rivoluzione e davanti alla casa di Castro per il visto chiesto e negato dal 2003 e per questo l'ultima volta è stato arrestato. La prigionia di Almeida per fortuna anche stavolta non è durata molto e sabato il governo dell'isola lo ha rilasciato per motivi di salute.

«E' svenuto ed è stato ricoverato in ospedale. Ora è a casa», racconta sempre la figlia, che spiega anche i dettagli della malattia del padre. Ma Juan Juan non si è arreso e ha voluto ribadire la propria condizione di dissidente in patria riprendendo lo sciopero della fame avviato a giugno e interrotto solo nei giorni della carcerazione. «Nei prossimi giorni organizzeremo probabilmente una conferenza stampa anche in Florida a Miami», spiega al telefono la figlia dello scrittore.
Il padre di Juan Juan Almeida, scomparso da non molto tempo, è stato un'icona storica della rivoluzione cubana. Juan Almeida Bosque fu infatti un comandante della rivoluzione: il numero tre, dopo Fidel Castro e Che Guevara.

«Il governo cubano - spiega Nencini - aveva reso noto di essere pronto a liberare alcune detenuti politici qualche settimana fa. Se il passaporto sarà riconsegnato anche a Juan Juan Almeida noi siamo pronti ad ospitarlo». Intanto lo scrittore ringrazia per il gesto e attende fiducioso. Lo ha detto alla figlia, con cui nonostante la situazione riesce a parlare quasi tutti i giorni.

Le città rifugio toscane
La Toscana è stata, nel 1999, la prima regione italiana a proporsi come terra di rifugio per gli scrittori e gli intellettuali vittime di persecuzioni nel mondo. Nel 2002 la Regione ha firmato con li parlamento internazionale degli scrittori e tre Comuni toscani (Certaldo, Grosseto e Pontedera) una convenzione per offrire rifugio agli a rtisti e alle famiglie perseguitate nel loro paese di origine. La Regione paga le spese, i Comuni mettono a disposizione per almeno un anno l'alloggio (ora due).
Nel 2005 la rete Inca ha cessato di esistere, ma è stata subito sostituta dopo dalla rete Icorn, con sede in Norvegia, e la Toscana vi ha prontamente aderito. Oggi alla rete delle città rifugio aderiscono in Toscana i comuni di Grosseto e Chiusi, ma si stanno interessando Firenze e Siena. Negli ultimi cinque anni sono stati tre gli artisti e intellettuali ospitati in Toscana: Padro Marques de Armas a Grosseto, scrittore e poeta cubano ora in Portogallo, e la giornalista Rhodhalah Mashavave, a Chiusi l'intellettuale iraniano Hasn Yousefi Eshkevari assieme alla moglie. Dal 2000 avevano trovato rifugio in altri sette.

Vittima di spondilite
Lo scrittore Juan Juan Almeida chiede dal 2003 di potersi curare all'estero. «Ma le sue lettere inviate a Raoul Castro e al governo – dice la figlia – non hanno mai ricevuto risposta». Da due anni, quando ancora ero vivo suo padre, chiede di poter andare negli Stati Uniti in modo da visitare anche la moglie Consuelo e la figlia di venticinque anni. Ma il permesso gli è stato sempre negato. Ha provato anche ad uscire dall'isola un paio di volte, illegalmente, ma senza successo. In casa gli è stato sequestrato tutto: computer, scritti, oggetti personali. «La malattia che lo ha colpito è la spondilite anchilosante, - spiega ancora la figlia Indira - una malattia cronica con una forte predisposizione genetica». Provoca la perdita di abilità nelle articolazioni, rende difficile la postura eretta e in qualche caso comporta problemi alla vista. Negli anni Ottanta lo scrittore Almeida fu portato dalla Croce Rossa internazionale in Belgio, per cure che a Cuba non erano disponibili. «Da oltre dieci anni non è più stato più sottoposto a trattamenti specifici», racconta sempre la figlia.


Walter Fortini


Rif. 216677