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08 settembre 2010
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Toscana Notizie

“Una riprova di quanto sia importante tenere alta la bandiera dei diritti”

Sakineh: soddisfazione di Nencini per una “prima risposta”

Il “no” della Toscana alla lapidazione e a qualunque esecuzione capitale

Sakineh Mohammadi Ashtiani
Sakineh Mohammadi Ashtiani
”Una prima risposta alla domanda di civiltà giunta da tutto il mondo a riprova di quanto sia importante tenere alta la bandiera dei diritti umani”. Così Riccardo Nencini, assessore regionale ai rapprti istituzionali, commenta le prime notizie sulla sospensione della pena alla lapidazione di Sakineh, la donna iraniana, condannata a morte per lapidazione perché accusata di adulterio e concorso nell'omicidio del marito. “Importante che un verdetto così crudele sia stato sospeso e che i sassi siano caduti dalle mani dei boia, ma adesso le autorità iraniane vadano avanti e dicano un no totale alla pena di morte”



Riccardo Nencini ricorre a una doppia valutazione religiosa “Da laico, ho in mente la sconfitta dei farisei che, volendo lapidare un'adultera, finirono per far cadere i sassi quando Cristo pose la famosa domanda. Sempre da lai co ricordo la non piccola circostanza che nel Corano, come bene detto dal premi Nobel, non esistono giustificazioni per la lapidazione”.

“Del tutto inqualificabile il ricorso alla lapidazione – precisa Nencini – ma altrettanto improponibile una qualunque condanna a morte. E' giusto sottolinearlo anche dalla Toscana, terra che sul contrasto alla pena di morte vanta un primato da non affidare solo alle rievocazioni storiche ma da sventolare di continuo, e ovunque, quando qualcuno si ostini a pensare che questo sia un deterrente giusto per fare giustizia”.

Mauro Banchini


Rif. 222664