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Diritti

Diritti dell'infanzia

Diritti dei bambini
Diritti dei bambini

Investire sull'infanzia significa investire sul futuro. E' per questo che i diritti dei bambini e delle bambine trovano collocazione prioritaria in tutti gli atti di programmazione regionale: dal Piano di indirizzo generale integrato al Testo unico su istruzione, formazione e lavoro, dal Piano sociale al Piano regionale di sviluppo. Accanto alla Regione, che offre il proprio sostegno in termini di programmazione e risorse, un ruolo centrale spetta ai Comuni che gestiscono di fatto i servizi.
Negli ultimi anni i servizi per i piccolissimi hanno avuto un forte sviluppo. A cominciare dagli asili nido. In Toscana oltre 31 bambini su cento 31 piccoli su 100 (13 su 100 in Italia, 28 su 100 la media europea) sono in grado di trovare un posto all’asilo nido o in uno dei servizi educativi creati per loro. Ad un passo l’obiettivo fissato dall’Ue entro il 2010, di accogliere 33 piccoli su 100.


Cresce la domanda e cresce anche l’offerta di strutture: nel 2006 sono stati 12 i milioni di euro impiegati in investimenti e per la gestione ordinaria di servizi per l’infanzia. Nel 2008 per i servizi per la prima infanzia sono stati messi a disposizione oltre 27 milioni di euro.
Grazie a questo sforzo la Toscana è al primo posto a livello nazionale per qualità e risposta ai bisogni delle famiglie.

Il notevole incremento percentuale dell’accoglienza di bambini 0-3 anni, concretizza quanto fatto dalla Regione Toscana in questi ultimi anni, in particolare a partire dalla predisposizione del “Programma di interventi per il triennio 2008-2010”. L'incremento di servizi registrato determina, fra l’altro, un aumento della richiesta delle famiglie perchè la domanda di servizi alla prima infanzia aumenta con l’aumentare dell’offerta. Per ridurre le liste di attesa in alcuni comuni, la Regione ha introdotto voucher pari a 3000 euro l'anno, per i bambini che non hanno trovato posto al nido pur essendo in graduatoria. I genitori potranno spenderli per baby sitter o nidi privati, purchè accreditati e convenzionati con i Comuni.

Attraverso il Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza gestito dall’Istituto degli Innocenti di Firenze, la Regione ha la possibilità di avere a disposizione serie storiche di dati che rilevano in modo costante l’andamento del fenomeno dei minori in affidamento.
L’affidamento temporaneo, a famiglie e a servizi residenziali socio-educativi, è una delle forme più efficaci di tutela e protezione dei minori nei casi di oggettive difficoltà della famiglia d’origine ad assolvere i normali compiti educativi. L’obiettivo finale resta il rientro nella propria famiglia e la Regione ha recepito questo obiettivo con leggi e atti di programmazione e indirizzo.
La Regione inoltre pone grande attenzione anche alle nuove forme di violenza nei confronti dei minori: riduzione in schiavitù, prostituzione, coinvolgimento nel mercato della pornografia, emarginazione derivante dall’immigrazione clandestina.

Per quanto poi riguarda i minori non accompagnati, ovvero coloro che restano privi di un nucleo familiare di riferimento in età adolescenziale, la Regione, insieme alle altre amministrazioni locali, ha da sempre dato spazio alle esperienze positive maturate nei vari territori ed ha preso parte a network nazionali ed internazionali come la Rete euromediterranea per la protezione dei minori migranti non accompagnati (Remi).
Con il progetto “Mamma segreta”, la Regione, in collaborazione con il Comune, la Provincia e la Asl di Prato, la sperimentazione di un percorso che consenta di prevenire il dramma dell'abbandono materno garantendo alle donne in difficoltà tutto il sostegno possibile da parte dei servizi territoriali e ospedalieri. Un altro diritto dei giovani che si tenta di garantire è quello di navigare in rete sicuri: il progetto si chiama Trool – sigla che sta per Tutti i ragazzi ora on line.


Autore: Barbara Cremoncini
Rif. 50574