Diritti
Cooperazione internazionale
Salvare la vita ad oltre 6.000 bambini palestinesi facendoli curare negli ospedali israeliani. Collaborare con Emergency per la creazione di un centro di cardiochirurgia all’avanguardia in Sudan. Far arrivare fagiolini dal Burkina Faso per venderli a un prezzo equo nei supermercati. Sono alcuni esempi di cosa significa per il “sistema Toscana” la cooperazione internazionale. Una cooperazione fra “pari” che pone le basi per la pace fra i popoli. In questo ambito rientrano anche i 704 patti di amicizia e gemellaggi che legano gli enti locali della Toscana ad altre comunità in tutti i continenti.
Sono decine e decine, in tutto il mondo, i progetti di cooperazione internazionale che vedono impegnata la Regione Toscana e il sistema di enti, associazioni, organizzazioni che le ruotano intorno. Le attività di cooperazione della Toscana, molte delle quali nel campo sanitario, sono oggi regolamentate con la legge regionale n.26 del 22 maggio 2009 "Disciplina delle attività europee e di rilievo internazionale della Regione Toscana" che rappresenta un testo unico sulle attività internazionali della Regione ed ha abrogato, salvo un periodo transitorio, le precedenti:
- Legge regionale n. 17, 23 marzo 1999 “Interventi per la promozione delle attività di cooperazione e partenariato internazionale, a livello regionale e locale” che trova concreta applicazione attraverso il Piano regionale per la cooperazione internazionale per il triennio 2007-2010, approvato dal Consiglio regionale il 23 aprile 2007.
- Legge regionale n. 55/97 “Interventi per la promozione di una cultura di pace” che trova applicazione con il Piano regionale per la promozione di una cultura di pace 2007-2010, approvato il 17 aprile 2007.
Complessivamente la Regione risce oggi ad investire in attività di cooperazione internazionale circa 30 milioni di euro all’anno, grazie alle risorse che riesce ad ottenere dal Ministero per gli Affari Esteri, dall'Unione Europea e di altri soggetti. Nel bilancio regionale quasi 4 milioni sono destinati ad attività di cooperazione e partenariato e a progetti per la promozione della pace e oltre 3 milioni e mezzo di euro a progetti di cooperazione sanitaria. A queste risorse si aggiungono quelle di molti enti locali, di fondazioni bancarie come il Monte dei Paschi di Siena, di soggetti pubblici e privati come la Coop, del volontariato, delle istituzioni religiose e delle organizzazioni non governative (Ong). In campo sanitario inoltre la Regione mette a disposizione il know how d’eccellenza delle proprie strutture sanitarie, a cominciare dall’Ospedale pediatrico Anna Meyer di Firenze.
Molti i progetti realizzati, fra i quali Saving Children (salviamo i bambini) che ha permesso di curare in ospedali israeliani oltre 6.000 bambini palestinesi malati o feriti a causa della guerra e che non si potevano altrimenti curare. Il progetto Saving Children, che è ora sostenuto anche dal ministero degli affari esteri italiano, è stato più volte indicato come esempio di cooperazione in grado di gettare le basi per la riconciliazione e la pace dai leader di Israele e Palestina. L’ultimo in ordine di tempo è stato il Presidente israeliano Shimon Perez, che ha espresso parole di grande apprezzamento per Saving Children durante il suo incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
L'ultimo esempio di cooperazione in campo sanitario è quello che la Regione ha attivato con la Conferenza Episcopale Toscana per la costruzione di una clinica chirurgica pediatrica nel circondario di Betlemme, in Palestina.
Sempre in campo sanitario la Toscana sostiene l’attività di Emergency, ed in particolare la realizzazione di un ospedale per la cardiochirurgia d’eccellenza che dista una ventina di chilometri da Kartoum in Sudan. L’ospedale, che è già funzionante e dotato di attrezzature d’avanguardia, è destinato a diventare punto di riferimento per tutti i paesi dell’Africa subsahariana. Cure e interventi chirurgici sono completamente gratuiti e c’è anche un padiglione destinato all’ospitalità, anch’essa gratuita, dei familiari.
Altri esempi di cooperazione internazionale che vedono impegnata la Toscana come “sistema” hanno permesso di contribuire ad una soluzione positiva del “caso” delle infermiere bulgare condannate a morte in Libia. Le infermiere e il medico palestinese erano stati accusati e condannati a morte perché ritenuti responsabili di aver infettato con il virus dell’Hiv oltre 300 bambini ricoverati nell’ospedale di Bengasi. L’azione di cooperazione avviata dalla Toscana ha permesso di curare molti di questi bambini, alcuni dei quali sono stati ospitati a Firenze con le loro famiglie ed ha contribuito a creare un clima più favorevole per salvare la vita alle infermiere e al medico.
Ancora la Toscana ha avviato un progetto per salvare dall’Aids e dalla povertà i bambini del Sudafrica in collaborazione con la Fondazione Mandela. Altre attività hanno consentito di portare acqua salubre in zone semidesertiche, dal Brasile all’Africa. Altre ancora sostengono la produzione di coltivazioni, quali i fagiolini in Burkina Faso. In Bosnia e nei paesi balcanici la Toscana ha partecipato alla ricostruzione di opere primarie quali scuole, ospedali, strutture sociali ed è impegnata per la costruzione del Museo di Sarajevo.
Nella Repubblica democratica del Congo la cooperazione internazionale vede ancora protagonista la Toscana come “sistema” e l’obiettivo è quello di contribuire a far crescere la democrazia e la governance locale. In particolare si sta lavorando per costruire la sede del nuovo municipio a Nanoro e per sostenere il funzionamento dei nuovi enti locali.
Da oltre 30 anni la Toscana è impegnata a sostenere il popolo dei Saharawi, con programmi di cooperazione in campo sanitario, nel settore dell’istruzione, in quello alimentare e a sostenere diplomaticamente il percorso pacifico verso l’autonomia e l’indipendenza. Dovunque, in Africa come in Sudamerica, in Palestina o nei Balcani, il partenariato con la Toscana punta a garantire diritti primari come quello alla salute, all’acqua, all’istruzione a sostenere il tessuto produttivo locale, alla creazione di percorsi di valorizzazione dei prodotti del territorio, allo scambio di esperienze per il governo e per la crescita delle democrazia. Per avere un quadro esauriente delle tante attività di cooperazione internazionale che hanno come protagonista il “sistema Toscana” si può consultare il sito dell’Istituto agronomico d’Oltremare.
A questa imponente mole di attività si aggiungono i tantissimi patti di amicizia e i gemellaggi che gli Enti locali della Toscana hanno stretto con altre comunità in tutto il mondo. Ad oggi sono 704 i gemellaggi censiti dall’Associazione italiana per il consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Aiccre), che ha come mission proprio quella di valorizzare e rafforzare i rapporti fra gli enti locali italiani e quelli stranieri.
