Eremi, chiese, castelli, ospedali, tabernacoli, tracciati di selciati tardomedievali, raffigurazioni di San Jacopo. Sono alcune delle tante tracce giunte a noi in Toscana della Francigena, la via nata con i Longobardi e inglobata successivamente in un itinerario di pellegrinaggio.
Ventisei musei ricompongono queste preziose testimonianze in una storia che ci avvicina all’esperienza delle migliaia di uomini che hanno attraversato la Toscana per andare a Roma sulla tomba di Pietro o per proseguire per la Terra Santa, ma anche per andare a venerare San Michele in Gargano o per andare a pregare ad Assisi e Loreto o per recarsi a Santiago di Compostela.
A differenza di altre vie di pellegrinaggio la Francigena si è caratterizzata, infatti, come una grande arteria centrale con divaricazioni per mete diverse; più correttamente, infatti, si dovrebbe parlare di Francigene.
Il tratto toscano, che viene proposto dal taccuino, è una piccola parte di un disegno più vasto che si può considerare una delle prime manifestazioni dell’unità culturale dell’Europa.
Fino al 31 dicembre 2010 i musei accoglieranno i visitatori con un timbro su questo taccuino. Chi avrà visitato almeno dieci musei riceverà a casa un dono da un bookshop museale come pegno alla promozione della conoscenza della via Francigena, prima garanzia della conservazione della sua identità.
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