Editoria
La Toscana ha avuto una grande tradizione libraria, tipografica, editoriale. Non solo grandi scrittori, ma anche grandi maestri del libro, silenziosi e a volte sconosciuti lavoratori che hanno corretto bozze, inciso lastre, rilegato volumi. Ha conservato manoscritti e incunaboli, inciso preziose copertine in pelle, fusi caratteri inimitabili. Un patrimonio e una eredità che in parte permangono in un settore ancora vivo in Toscana.
Commissionata dal Corecom toscano, l’Irpet ha effettuato una ricerca sull’industria editoriale in Toscana con lo scopo di descrivere le principali linee evolutive che in questo settore si sono verificate nell’ultimo decennio. Come ripartizione geografica delle imprese librarie, la Toscana – fra le regioni italiane - si colloca al quinto posto, preceduta da Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte. Ma come numero complessivo di editori, secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, la Toscana ha molta più importanza in ambito nazionale rappresentando la terza regione italiana subito dopo Lombardia e Lazio. Due province toscane (Firenze e Pisa) rientrano nelle prima dieci a livello nazionale per quanto riguarda l’editoria dei periodici: Firenze è al secondo posto dopo Milano e Pisa all’ottavo seguita da Ravenna e Treviso. Da Firenze, città d’arte e di cultura, vengono prodotte e distribuite nelle edicole di tutta Italia riviste culturali fra le più lette.
Come numero di editori, quelli toscani sfiorano il 9% con una forte crescita avvenuta nell’arco degli anni Novanta. Crescono, in modo netto, le imprese di piccole e piccolissima dimensioni. Oltre alle piccole case editrici, soprattutto in seguito alla nuova organizzazione flessibile della produzione, cresce il numero degli studi editoriali e dei singoli professionisti. Anche nell’editoria si afferma un modello organizzativo “a rete”. Le linee editoriali sono decise all’interno della casa editrice, ma il prodotto viene realizzato per l’80% all’esterno, affidato a una rete di imprese (studi editoriali, tipografie …) dalle dimensioni ridotte. In questo nuovo scenario competitivo, la sopravvivenza dei piccoli editori dipende in gran parte dalla loro capacità innovativa e stabilità finanziaria.
Per quanto riguarda la situazione della stampa quotidiana, il più antico quotidiano toscano (“La Nazione”) dal 2003 è stato incorporato nel gruppo Monrif, una holding a cui fa capo la casa editrice di “Nazione”, “Giorno”, “Resto del Carlino”. Il giornale toscano ha una edizione nazionale corredata dalle 12 edizioni che, in Toscana, si occupano delle cronache provinciali. Resta comunque notevole la presenza de “La Nazione” nell’area metropolitana fiorentina.
Con un bacino di utenza maggiormente concentrato sulla costa tirrenica, l’altra realtà importante dell’industria editoriale toscana (“Il Tirreno”) è una delle testate più lette a livello regionale. Con sede a Livorno e due uffici di corrispondenza (Firenze e Portoferraio), “Il Tirreno” ha sue redazioni in 13 città. Recentemente nella città labronica è nato un nuovo quotidiano (“Il Corriere di Livorno”) per iniziativa editoriale di un giocatore di calcio decisamente noto in città.
Un’altra esperienza di giornale quotidiano, presente sul territorio regionale con varie edizioni cittadine tutte dedicate prevalentemente alle rispettive cronache locali, è legata alla catena dei “Corrieri”.
Vantano cronaca toscana anche “Il Giornale” (con il suo “Giornale della Toscana”), “La Repubblica” e “L’Unità”, “Il Manifesto”. In ambito settimanale va ricordata l’esperienza di “ToscanaOggi”, una catena con redazione centrale a Firenze e redazioni locali che unisce 14 settimanali di altrettante diocesi toscane .
