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Cultura

Centri di ricerca e istituzioni culturali

A Pisa la “Domus Mazziniana” e a Firenze la “Fondazione La Pira”. A Lucca il “Centro Studi Giacomo Puccini” e a Prato “L’Istituto Datini”. C’è qualcosa che unisce il laico risorgimentale e il quasi santo nato in Sicilia ma sindaco a Firenze, il delicato cantore di eroine sfortunate e l’inventore della cambiale. Questo qualcosa è una legge regionale del 1998 che dispone misure di sostegno ad istituzioni culturali ritenute di rilievo regionale.

Ci sono Galileo e Boccaccio, Petrarca e Giovanni Pascoli, Piero della Francesca e Buonarroti. E naturalmente il mito dei miti: Dante Alighieri. Ma c’è spazio anche per protagonisti del Novecento: da Giovanni Spadolini, a Ludovico Ragghianti, da Antonio Gramsci a Giovanni Michelucci. Agli istituti, case, fondazioni, società a loro intitolate vanno finanziamenti regionali mirati a valorizzare il ruolo di queste istituzioni culturali.
Firenze fa la parte del leone anche per quanto riguarda la qualità di alcune di queste istituzioni: dal Gabinetto Vieusseux al Museo di Storia della Scienza, dall’Accademia della Crusca a quella dei Georgofili, dall’Accademia della Colombaria alla Fondazione Horne.
In tutto si tratta di 48 istituzioni, alcune delle quali anche di carattere largamente specialistico: l’Istituto italiano di Preistoria e l’Accademia Etrusca di Cortona, l’Istituto Storico Lucchese e la Fondazione del Museo Archeologico, l’Accademia di musica Italiana per organo e l’Accademia Italiana di scienze Forestali. Nell’elenco è anche compresa la Fondazione nazionale intitolata a Carlo Collodi, l’autore di Pinocchio, uno dei personaggi della letteratura più famosi nel mondo.
La Regione sostiene questo tipo di istituzioni culturali, da cui sono escluse quelle operanti nello spettacolo, tramite l’assegnazione di contributi annuali. Per essere considerate, le istituzioni devono avere sede in Toscana, svolgere prevalentemente le loro attività nel territorio regionale nonché possedere altri requisiti (fra i quali non avere finalità di lucro, svolgere attività continuativa da almeno cinque anni, svolgere attività di ricerca in base a programmi triennali, disporre di un rilevante patrimonio museale o documentario, disporre di una sede adeguata).


Autore: Mauro Banchini
Rif. 50141