Arte contemporanea
Il periodo d’oro della Toscana, quello per cui è “unica” in tutto il mondo è il Rinascimento. Ma quella tradizione continua a dare i suoi frutti e la “creatività” artistica in Toscana non è mai cessata. Per questo la Regione da tempo punta a valorizzare l’arte contemporanea. Non solo spazi di esposizione, ma anche laboratori e cantieri e botteghe.
Si può percorrere un vero e proprio itinerario nell’arte contemporanea in Toscana. Un percorso che sulla sua strada ha, per esempio, edifici prestigiosi del Novecento. A partire, ma è solo un esempio, dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze.
La Regione ha messo a punto una legge che sul fronte dell’arte contemporanea punta a “fare rete” attraverso un “sistema metropolitano dell’arte contemporanea”: una sinergia fra diversi centri, che oggi operano in modo separato, per farli interagire e diventare il motore attorno cui far convergere le realtà più rappresentative della regione.
C’è il Palazzo delle Papesse a Siena, la Biennale internazionale di scultura a Carrara, i giardini e i parchi di arte ambientale, il Cantiere d’arte “Alberto Moretti” di Carmignano, Villa “La Magia” di Quarrata, i Cantieri d’Arte di Pontedera.
Nell’area metropolitana che unisce Firenze, Prato e Pistoia si punta al Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci” di Prato, intorno al quale ruoteranno la struttura dell’ex “Meccanotessile” di Firenze (luogo della produzione artistica locale e regionale nonché luogo di educazione all’arte contemporanea) e lo spazio fiorentino più noto come ex “Longinotti” (dedicato alle attività espositive, con particolare vocazione per la sperimentazione e con una sistematica attività di alta divulgazione sia per i cittadini che per gli studenti). Un altro importante polo è il Palazzo Fabbroni di Pistoia.
La Regione ha investito molto sull’arte e la cultura contemporanea: intorno ai centri espositivi di Prato, Livorno, Montevarchi, Siena e Pistoia, e alla promozione di itinerari che valorizzano le architetture e i maestri del ‘900, ruotano molti studi d’artista spesso aperti al pubblico, cantieri dove affermati maestri lavorano a fianco di giovani emergenti: da Seravezza a Carmignano, al laboratorio di fotografia digitale a Seggiano sull’Amiata, nel giardino di Daniel Spoerri, a quello a “Sedici mani” a Serre di Rapolano, passando per “Casa Masaccio” a San Giovanni Valdarno, per il cantiere di Mino Trafeli a Pontedera, oppure “Boschi ad arte”, che utilizza i boschi del Casentino come musei all’aperto.
Fra le reti su cui la Toscana punta, vanno segnalate “Porto Franco” e “TRA ART”. Scopo comune: “declinare la complessità delle relazioni fra l’appartenenza alla storia culturale toscana e la necessaria interazione con i fenomeni indotti dalla globalizzazione”.
