Archeologia
Etrusca, ovviamente. Ma anche romana e, inaspettatamente egizia. Questo ed altro la Toscana dell’archeologia. Un volto ricco di offerte e proposte. Firenze ha un importante Museo Egizio, il secondo in Italia dopo Torino. Fu istituito nel 1855 e conta oltre 14 mila reperti. La Toscana dell’archeologia conta ben 100 siti dov’è possibile riscoprire i tesori del passato più antico.
Il ricco patrimonio archeologico della Toscana si sviluppa attraverso un lunghissimo arco cronologico. La presenza dell’uomo, in quella che oggi è la Toscana, è documentata fin dal periodo Paleolitico. Tra i secoli IX e VIII a.C. nascono nuclei insediativi da cui si svilupperanno le grandi città-stato etrusche. Esse sono favorite dalle risorse di un territorio naturalmente vocato all’agricoltura e coperto da estese zone boschive: ulteriore ricchezza è costituita dal sale e dalle miniere di ferro, rame, argento e stagno. La gestione di queste attività, e dei connessi rapporti commerciali, determinò la grande floridezza delle città dell’Etruria di cui oggi restano edifici pubblici e religiosi, grandi tombe.
Dal IV secolo a.C. la nascente potenza romana si espande anche in tutta la regione e progressivamente i centri etruschi perdono autonomia. Molti anche i segni ereditati dal periodo romano.
Fra musei, esposizioni, scavi, centri di documentazione archeologica, nelle dieci province toscane esistono almeno 100 strutture visitabili per questa particolare forma di turismo culturale. La Regione Toscana ha censito, e predisposto una apposita guida insieme al Touring Club Italiano, 57 gruppi di volontari che prestano servizio garantendo visite a beni archeologici, segnalazioni di beni in pericolo, attività didattiche nelle scuole.
Un accordo – il primo in Italia - firmato fra Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Toscana e Comune di Piombino consente di gestire in modo coordinato il grande patrimonio culturale dell’area Baratti-Populonia, un parco archeologico di 90 ettari che nel 2006 ha registrato oltre un milione e 480 mila presenze. I beni di proprietà statale sono stati trasferiti al Comune di Piombino che nel museo di Populonia ha anche predisposto delle “mappe tattili” per i non vedenti.
Dal 2001 a cavallo fra giugno e luglio vengono promosse le Notti dell’archeologia: esposizioni, rassegne di cinematografia archeologica, visite guidate, trekking, gioch, concerti, cene ispirate alla gastronomia antica per far conoscere al maggior numero possibile di persone il fascino dell’archeologia.
