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06 giugno 2010
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Annuario statistico Toscana 2009: sezione Commercio estero

Dati su valore e qualità delle merci scambiate, merci nazionali e merci estere




L'Annuario statistico regionale Toscana 2009 contiene una sezione dedicata al Commercio estero, scarica il testo integrale e le  tavole dei dati in xls della sezione

Le statistiche del commercio estero, elaborate dall’Istat, hanno cadenza mensile e costituiscono un ricco patrimonio informativo sui flussi commerciali dell’Italia con il resto del mondo. I dati raccolti pervengono all’Istat che ne effettua prima il trattamento in base alle normative comunitarie relative alle statistiche del commercio con l’estero e successivamente la validazione. Una volta validati, i dati vengono pubblicati sul datawarehouse dell’Istat (all’indirizzo www.coeweb.istat.it) che contiene informazioni dal 1991 ad oggi su un elevato numero di variabili, tra le quali il tipo di merce, il modo di trasporto, il regime statistico e il paese di provenienza/destinazione.
Le rilevazioni sull’interscambio commerciale con l’estero hanno per oggetto il valore e la quantità delle merci scambiate dall’Italia con gli altri paesi e sono effettuate, per quanto attiene all’interscambio con i paesi non appartenenti all’Unione Europea, secondo i criteri stabiliti dai Regolamenti (CEE) 1172/95 del Consiglio e 1917/00 della Commissione; per quanto riguarda l’interscambio con i paesi dell’Unione europea, dai Regolamenti (CE) n.638/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e n.1982/2004 della Commissione e successive modifiche.

La base informativa è costituita da due diversi modelli:
- per i paesi extra-UE, il Documento Amministrativo Unico (D.A.U.), che registra la dichiarazione scritta obbligatoria presentata prima di ogni operazione doganale;
- per i paesi UE, la modulistica Intrastat acquisita dall’Agenzia delle Dogane.

Le informazioni del commercio con l’estero fanno riferimento al cosiddetto sistema di commercio speciale che comprende:
a) all’esportazione, le merci nazionali o immesse in libera pratica che sono:
(1) esportate con destinazione definitiva; (2) imbarcate come provviste di bordo di navi o aerei esteri;
(3) esportate temporaneamente per la fabbricazione di prodotti da reimportare o per subire un complemento
di manodopera o una riparazione; (4) le riesportazioni di merci estere già importate in via
temporanea;

b) all’importazione, le merci estere: (1) importate in via definitiva o estratte dai depositi doganali che sono introdotte nel territorio doganale per consumo; (2) importate in via temporanea per la fabbricazione di prodotti da riesportare o per subire un complemento di manodopera o una riparazione; (3) le reimportazioni di merci nazionali già temporaneamente esportate.

Non sono comprese nelle statistiche del commercio speciale le merci in transito sul territorio nazionale e quelle estere introdotte nei depositi doganali e non estratte per consumo, temporanea importazione o rispedite
all’estero.

La rilevazione degli scambi commerciali con l’estero viene effettuata in relazione al territorio doganale, rispetto al quale il territorio della Repubblica Italiana si differenzia per le sole inclusioni dei comuni di Campione d’Italia e di Livigno. Tuttavia, a fini statistici, la zona franca di Livigno è compresa nell’interscambio commerciale.
San Marino pur essendo un paese terzo non rientra nelle rilevazioni del commercio estero per l’assenza di barriere doganali rispetto all’Italia, mentre Città del Vaticano in quanto Stato indipendente situato in territorio nazionale, è un paese terzo a tutti gli effetti.
Infine, sono esclusi dal territorio doganale i punti e i depositi franchi.

Il valore statistico della merce è definito, in conformità agli accordi internazionali, come valore CIF (comprendente cioè le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera nazionale) per le importazioni
e come valore FOB (franco frontiera nazionale) per le esportazioni.
Nella sezione Commercio estero dell'annuario 2009 sono adottate le classificazioni merceologiche CpAteco 2002.

Il paese di importazione è:
a) il paese di origine, per le merci provenienti dai paesi extra Ue e non messe in libera pratica in uno degli altri paesi dell’Unione europea;
b) il paese di provenienza, per le merci originarie dei paesi extra Ue e messe in libera pratica in uno dei paesi dell’Unione europea e per quelle originarie dei paesi dell’Unione europea. Il paese all’esportazione è, invece, quello verso il quale le merci sono destinate per essere immesse al consumo o, se esso non è conosciuto dall’esportatore, il paese che costituisce l’ultima destinazione nota all’esportatore stesso.




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