L’attenzione alla ecoefficienza delle costruzioni si sta imponendo nell’ambito di numerose iniziative e in numerosi campi dell’attività regionale a partire dagli interventi di edilizia residenziale pubblica.
Le tematiche della qualità ambientale degli spazi abitativi, dell’assenza di sostanze inquinanti, del contenimento dei consumi energetici dei fabbricati con la conseguente riduzione delle emissioni di gas in atmosfera assumono quindi una crescente rilevanza, anche in assenza di specifiche normative in merito.
Il provvedimento è inoltre propedeutico alla applicazione dei contenuti della recente comunicazione della Commissione UE al Parlamento europeo “Verso una strategia tematica sull’ambiente urbano” COM (2004) 60 del 11 febbraio 2004 in cui si chiede tra l’altro di dotarsi di strumenti di valutazione del rendimento energetico integrato degli edifici da applicarsi già nella fase di progettazione degli interventi.
Nel gennaio 2002 si è costituito presso I.T.A.C.A. (Istituto per la trasparenza, l’aggiornamento e la certificazione degli appalti) un gruppo di lavoro interregionale, coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha affrontato le tematiche della “edilizia sostenibile” confrontando le varie esperienze delle Regioni.
Il gruppo ha predisposto un sistema per la valutazione della ecosostenibilità degli edifici, basato sui principi del metodo internazionale Green Building Challege (G.B.C.). La Regione Toscana ha partecipato attivamente ai lavori ed è ora in grado di poter iniziare a far tesoro dei risultati, approvando le “linee guida” del sistema di valutazione energetico ambientale degli edifici, che utilizza le principali schede messe a punto dal gruppo di lavoro suddetto, attribuendo ad esse il metodo di valutazione G.B.C.
La validità del metodo G.B.C. rispetto ad altri metodi di valutazione energetico-ambientale messi a punto da vari paesi (Inghilterra, Olanda, Austria) risiede nella sua flessibilità e nella capacità di adattarsi a differenti condizioni climatico-ambientali.
Il sistema infatti attraverso la attribuzione di pesi ai requisiti può essere modulato da parte di ciascuna Regione, in relazione alle proprie caratteristiche climatiche, attribuendo pesi maggiori a problematiche emergenti.
Il requisito del recupero dell’acqua ad esempio in zone ad elevata siccità può essere pesato con valori più alti rispetto al peso attribuibile in zone ad alta piovosità.
Il metodo si basa quindi su criteri prestazionali, per ogni requisito di carattere energetico ambientale si valuta attraverso sistemi prevalentemente quantitativi il grado di rispondenza delle prestazioni del fabbricato o del progetto al requisito.
Successivamente si dà un peso a ciascun requisito al fine di giungere ad una valutazione finale “pesata”.
Il sistema di certificazione energetica e ambientale prevede l’esame delle prestazioni edificio in relazione alle varie tematiche da esaminare, chiamate “aree di valutazione”, che comprendono, nelle linee guida predisposte 7 tematismi:
1. la qualità ambientale degli spazi esterni,
2. il risparmio di risorse,
3. il carico ambientale,
4. la qualità dell’ambiente interno,
5. la qualità del servizio,
6. la qualità della gestione,
7. i trasporti.
Le “Linee Guida” non devono essere considerate sostitutive della capacità di progettazione dei tecnici, la loro funzione si limita alla definizione di un metodo standard di valutazione della qualità che il progetto esaminato deve possedere in riferimento alle caratteristiche di sostenibilità dell’intervento.
Altro aspetto rilevante per una corretta comprensione del metodo, è che non è necessario che il progetto esaminato riporti valori di eccellenza per ognuno dei requisiti valutati, per ottenere un risultato positivo il tecnico potrà decidere se concentrare la propria progettazione solo su alcuni dei requisiti di qualità e verificare successivamente se questi sono sufficienti a raggiungere complessivamente un valore positivo.
Il metodo è applicabile solo alla edilizia residenziale ed è auspicabile che diventi uno strumento di valutazione comune sia per i progettisti che per gli Enti locali.
Il sistema di valutazione è volutamente semplificato ed assume i requisiti ritenuti fondamentali ed indispensabili per la realizzazione di interventi ecosostenibili.
L’elenco dei requisiti prescelti è il seguente:
- intorno ambientale
- qualità dell’aria esterna
- campi elettromagnetici
- esposizione acustica
- qualità del suolo
- qualità delle acque
- consumi energetici
- energia elettrica
- consumo acqua potabile
- uso di materiali di recupero
- uso di materiali riciclabili
- utilizzo di strutture esistenti
- contenimento dei reflui
- comfort visivo
- comfort acustico
- comfort termico
- qualità dell’aria
- campi elettromagnetici interni
- qualità del servizio
- qualità della gestione
- trasporti
I requisiti proposti sono dotati di una serie di caratteristiche:
• hanno una valenza economica, sociale, ambientale di un certo rilievo;
• sono quantificabili o definibili anche solo qualitativamente ma secondo criteri quanto
più precisi possibile;
• perseguono un obiettivo di largo respiro;
• hanno comprovata valenza scientifica;
• sono dotati di prerogative di pubblico interesse.
Nella stesura delle schede di ogni requisito è stato seguito il principio di tenere conto che
non sempre è possibile eseguire una misurazione accurata del parametro individuato.
In tal caso si è cercato di elencare parametri speditivi che consentano di arrivare al
medesimo risultato seguendo metodi o valutazioni di ordine più generale.
Ogni requisito, viene valutato tramite la predisposizione di una apposita scheda che contiene:
• i dati generali e la sua appartenenza ad una specifica area;
• la definizione del requisito;
• l’esigenza – intendendo con ciò l’obiettivo che si intende effettivamente perseguire;
• l’indicatore di prestazione – intendendo con ciò l’elemento che puntualmente deve essere preso in considerazione per il singolo requisito; è il parametro che in qualche modo definisce il requisito;
• l’unità di misura – si applica se l’indicatore di prestazione è quantitativo e deve essere specificato con quale unità di misura esso viene definito;
• il metodo e lo strumento di verifica – costituiscono un fondamentale elemento che tende a far sì seguire la stessa metodologia di approccio e di verifica ad ogni soggetto che applica il metodo; metodo e strumenti devono essere quanto più possibile concreti, semplici ed affidabili;
• la strategia di riferimento – individua oltre alla metodologia applicativa che deve essere seguita, anche alcuni possibili suggerimenti che possono essere perseguiti ed applicati;
• la scala di prestazione – è divisa in due possibili modalità di applicazione: qualitativa e quantitativa. È sicuramente la parte che necessita di sperimentazione e di ulteriore verifica nella applicazione. In caso di impossibilità a definire la scala di prestazione quantitativa, ci si è avvalsi di una scala di prestazione qualitativa quanto più definita possibile;
• i riferimenti normativi – ritenuti elementi a supporto ma, se esistenti, di fondamentale importanza per la verifica del requisito, oltre che della verifica del rispetto della norma;
• i riferimenti tecnici – costituiti da norme UNI, EN ecc. ove individuati, che possono costituire anch’essi valido supporto decisionale e di verifica.