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10 giugno 2009
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Annuario statistico regionale Toscana 2008 - sezione Ambiente e territorio

Dati su aree naturali protette, superficie forestale, acque, energia, consumo (rifiuti)



La sezione "Ambiente e territorio" dell'Annuario statistico regionale Toscana 2008, rende disponibili statistiche su alcuni tra i principali settori ambientali del territorio toscano, sulla base di atlanti statistici e sistemi informativi di fonti specifiche e diversificate.

In seguito alla crescente domanda di informazioni statistiche sull’ambiente, che si è sviluppata negli ultimi anni parallelamente all’accrescersi della consapevolezza dell’importanza dei fenomeni ambientali da parte della comunità internazionale, sia nella legislazione europea che in quella nazionale, sono stati identificati i riferimenti
normativi per lo sviluppo delle statistiche ambientali. Vi sono regolamenti europei approvati (il regolamento approvato nel 2002 sulle statistiche sui rifiuti) ed in corso di approvazione (regolamento sui pesticidi), oltre che direttive quadro quale quella sulle acque, ed Eurostat sta conducendo da tempo un processo di standardizzazione per rendere disponibili statistiche sull’ambiente confrontabili tra i vari paesi.

L' Istat da parte propria, attraverso la struttura “Statistiche ambientali e sviluppo sostenibile”, fornisce alla collettività molte delle informazioni statistiche ufficiali sull’ambiente in Italia. È stato inoltre realizzato l’Atlante statistico dei comuni, un sistema informativo contenente dati a livello comunale raccolti da fonti ufficiali che rende possibile la consultazione, l’esportazione e la rappresentazione cartografica di informazioni relative a: Censimenti, Territorio, Popolazione, Sanità, Istruzione, Turismo, Cultura, Credito, Veicoli circolanti.

Di uguale interesse è l’Atlante statistico della montagna italiana, che nasce dalla collaborazione tra l’Istituto nazionale di statistica e l’Istituto nazionale della montagna (Imont).

 

Oltre alle seguenti precisazioni per i settore ambientali analizzati (aree naturali protette, superficie forestale, acque, energia, attività produttive e di consumo della popolazione, rifiuti), e ai dati in tavole statistiche, è pubblicato un glossario che agevola la comprensione dei dati.
 

Aree naturali protette

Superficie forestale

Acque

Energia

Attività produttive e di consumo della popolazione (rifiuti)


Aree naturali protette

I dati relativi alle aree naturali protette fanno riferimento a quelle aree iscritte nell’Elenco ufficiale, che viene predisposto dalla Direzione per la conservazione della natura del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e da questa periodicamente aggiornato. L’Indagine Istat sull’attività venatoria è basata sulle rilevazioni fornite dalle Province, in particolare dagli Uffici provinciali di caccia, e in alcuni casi dagli uffici afferenti ai singoli Ambiti territoriali di caccia. Tra le diverse informazioni, l’indagine rileva anche il numero e la superficie delle oasi di protezione e rifugio della fauna e delle zone di ripopolamento e cattura della selvaggina, in cui vige il divieto di caccia.

 

Superficie forestale

La rilevazione statistica sulla superficie forestale è condotta per conto dell’Istat dagli organi periferici del Corpo forestale dello Stato e dagli analoghi organismi delle Regioni e Province autonome. La rilevazione è effettuata annualmente e l’unità di rilevazione è costituita dall’appezzamento forestale oggetto di rimboschimento e/o disboscamento. La definizione di superficie forestale utilizzata dall’Istat è relativa alle formazioni chiuse e a forte caratterizzazione forestale, ossia alle aree forestali con superficie minima continua di mezzo ettaro, sulle quali sono presenti piante forestali legnose, arboree e/o arbustive, determinanti a maturità un’area di insidenza (proiezione delle chiome sul terreno) superiore al 50 per cento e suscettibili di avere un ruolo indiretto sul clima e
sul regime delle acque. La rilevazione sulla superficie forestale percorsa dagli incendi è condotta congiuntamente da Istat con la Direzione generale delle risorse forestali, montane e idriche del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) ed è basata su dati forniti dagli organi periferici del Corpo forestale dello Stato e delle analoghe strutture regionali. L’accertamento degli incendi, delle cause e dei danni arrecati avviene a cadenza trimestrale e rileva gli incendi dovuti a qualsiasi causa su superfici non inferiori
a 0,5 ettari o con grado di copertura (area di incidenza delle chiome) del soprassuolo a maturità superiore al 50 per cento. L’unità di rilevazione è rappresentata dagli incendi verificatisi su superfici forestali che causano danni economici apprezzabili o che danneggiano le funzioni protettive o ricreative della foresta. I dati relativi agli incendi
possono differire da quelli pubblicati dal Mipaaf che, pur incentrati sulle stesse rilevazioni del Corpo forestale dello Stato, riguardano anche gli incendi su superfici di piccole dimensioni. L’unità di rilevazione è l’evento di incendio ed i parametri rilevati sono la superficie percorsa dal fuoco per tipologia di bosco e per causa scatenante l’incendio, su base provinciale.

 

Acque

Le statistiche sulle acque si sono sviluppate negli ultimi anni in conseguenza della necessità di gestire la risorsa in modo sostenibile arrestando il processo di depauperamento degli ecosistemi sia per quanto concerne gli aspetti quantitativi che gli aspetti qualitativi. Il Sistema delle indagini sulle acque 2005 (Sia 2005), è una rilevazione di tipo campionario che ha l’obiettivo di rilevare alcune informazioni sui servizi idrici, sulle risorse
idriche idropotabili e sulle acque reflue urbane. Le unità di rilevazione finali sono gli Enti gestori dei servizi idrici. Il Sistema è complesso e composto da più indagini. La prima di queste è la ricognizione sullo stato di attuazione del Servizio idrico integrato (Sii), effettuata presso le Autorità di Ambito territoriale ottimale (Ato), che ha permesso di individuare gli Enti gestori affidatari del Servizio idrico integrato (Sii) e i comuni gestiti. Sulla base delle informazioni emerse dalla Ricognizione si è determinata la lista di campionamento dei comuni. I comuni degli Ato in cui il Sii è stato affidato e il nuovo gestore è risultato operativo sono stati campionati. Negli Ato in cui, alla data della ricognizione, la legge Galli non era stata attuata si è proceduto ad estrarre un campione di comuni. Per i comuni campionati aventi gestori ante legem Galli si è proceduto, attraverso l’Indagine preliminare, ad aggiornare la lista dei gestori e degli impianti gestiti.
Tale indagine è stata condotta presso gli Uffici tecnici dei comuni utilizzando la tecnica di rilevazione Cati (Computer Assisted Telephone Interviewing). L’ultima fase della rilevazione definita Indagine effettiva è stata realizzata intervistando gli Enti gestori attraverso un questionario elettronico somministrato in tecnica Cati per i gestori in possesso di un numero relativamente ridotto di informazioni ed in tecnica Capi (Computer Assisted Personal Interviewing) per gli Enti gestori di un elevato numero di impianti. L’indagine effettiva è composta da quattro sotto-indagini: indagine sugli acquedotti, indagine sulle reti di distribuzione comunali dell’acqua potabile, indagine sulle reti fognarie, indagine sugli Impianti di depurazione delle acque reflue urbane.

Dai dati campionari sono state prodotte le stime regionali.
 

Energia

I dati sulla produzione ed i consumi di energia elettrica sono forniti dall’Ufficio statistico di Terna - Rete Elettrica Nazionale Spa, facente parte del Sistema Statistico Nazionale (Sistan), che ha il compito per legge di elaborare le statistiche ufficiali dell’intero settore elettrico nazionale ed è pertanto anche responsabile per il nostro Paese delle comunicazioni statistiche ufficiali agli organismi internazionali come Eurostat, IEA, OCSE, ONU. Le rilevazioni previste nel Programma statistico nazionale interessano la totalità dei circa 1800 operatori del settore elettrico, quali i produttori, i distributori ed i grossisti, e forniscono un quadro completo dell’energia elettrica in Italia. Fino al 2004 i dati della produzione di energia elettrica per categoria di produttori erano forniti dalla società GRTN s.p.a. (Gestore Rete Trasmissione Nazionale) su apposita Direttiva emanata dal Ministero dell'Industria il 21.1.2000 e confermata dal DPCM n.74 del 31.3.2000. Nel presente capitolo si offre un quadro aggiornato della consistenza degli impianti di generazione idroelettrici, termoelettrici e da fonti rinnovabili e della loro potenza efficiente. Si riportano inoltre dati relativi alla produzione regionale idroelettrica, termoelettrica e da fonti rinnovabili disaggregata per tipo di impianto e dati sui consumi di energia elettrica in Toscana disaggregati per categoria di utilizzatori sulla base di una classificazione coerente con la classificazione Istat delle attività economiche ATECO ’91.

 

Attività produttive e di consumo della popolazione

Le attività produttive e di consumo della popolazione sono spesso caratterizzate da una consistente produzione di rifiuti che vengono poi rilasciati nell’ambiente una volta concluso il ciclo produttivo e di consumo. I rifiuti rappresentano infatti una delle principali fonti di pressione sull’ecosistema. Nel corso del capitolo vengono presentati i dati relativi alla produzione ed alla gestione di rifiuti urbani (differenziati ed indifferenziati) e di rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi), ivi compreso il loro smaltimento in discarica.
Per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani la fonte dei dati è ARRR Spa che riceve annualmente dai Comuni, ai sensi della LR 25/98 e smi, le schede di rilevamento dati previste dal metodo standard per la certificazione della raccolta differenziata di cui alla DGRT n. 1369/98 e smi. I dati tengono conto di aggiornamenti effettuati anche rispetto agli anni passati e per il periodo 1999-2004, essendo alcuni Comuni risultati inadempienti rispetto all’obbligo di cui sopra, i quantitativi di rifiuti totali prodotti risultano leggermente sottostimati in alcuni ambiti, anche se con un peso trascurabile. I dati relativi agli anni 2005 e 2006 fanno riferimento invece a tutti i comuni della Toscana, non avendone avuti di inadempienti. Per il calcolo della produzione pro capite la popolazione presa a riferimento è quella residente fornita dal Servizio Statistico della Regione Toscana. Gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) indicati nelle elaborazioni sono quelli individuati dalla LR n. 25/1998 così come modificata dalla LR n. 29/2002 che ha suddiviso la Toscana in 10 Ambiti Territoriali Ottimali. Dall’anno 2002 l’ATO n. 5 comprende, oltre alla provincia di Pistoia, anche il Circondario Empolese Val d’Elsa, ricadente nella provincia di Firenze, ed è stato istituito l’ATO 10 Provincia di Prato.
Relativamente alla percentuale di raccolta differenziata (RD) certificata dei rifiuti urbani, questa viene determinata dall’Agenzia Regione Recupero Risorse (ARRR) secondo il metodo approvato dalla Giunta regionale, in assenza di un metodo nazionale. Tali statistiche sono integrate con dati sulla raccolta differenziata disaggregati per categoria merceologica, che rappresentano il risultato dell’elaborazione che Istat effettua sui dati dell’Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (Apat) sulla raccolta e produzione dei rifiuti. La base informativa per i dati relativi alla raccolta dei rifiuti urbani e alle frazioni merceologiche oggetto di raccolta differenziata è rappresentata da questionari compilati da soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, raccolgono informazioni in materia di gestione dei rifiuti (Arpa, Regioni, Province, Commissari per le emergenze rifiuti, Osservatori provinciali sui rifiuti, Conai e relativi consorzi di filiera). Questi dati, essendo oggetto di rielaborazione e di integrazione di informazioni provenienti da fonti diverse, differiscono parzialmente dalle elaborazioni Arpat presentate nelle restanti tavole.
Per quanto concerne la produzione di rifiuti speciali, la fonte dei dati è costituita dalle dichiarazioni MUD (modello unico di dichiarazione ambientale) dei produttori e gestori tenuti all’obbligo dalla vigente normativa. I dati, raccolti dalle Camere di Commercio, sono esaminati e bonificati dalla Sezione regionale del Catasto rifiuti, con un processo iterativo – per confronto con le banche dati successive o per recupero dati – che motiva eventuali variazioni rispetto alle serie storiche già pubblicate. I dati non sono integrati con stime.

L’entrata in vigore del D.Lgs. 152/06 "Norme in materia ambientale", che ha introdotto l’esclusione dall’obbligo di dichiarazione MUD di tutti i produttori di rifiuti speciali non pericolosi ha avuto effetto sui dati dell’anno 2005, ultimo anno di disponibilità dei dati (dichiarati nel 2006).

A livello regionale i dichiaranti nel 2005 sono stati il 6% in meno rispetto al 2004 con una flessione pari al 2% sulle schede rifiuto. Anche per i rifiuti pericolosi la fonte è costituita dalle dichiarazioni MUD dei soggetti obbligati (produttori e gestori). Per questa tipologia, contrariamente ai rifiuti speciali non pericolosi, non sono previste esenzioni dalla dichiarazione; di conseguenza la serie storica analizzata risulta più omogenea. Per i rifiuti speciali, contrariamente ai rifiuti urbani, non sussiste l’obbligo di smaltimento nell’ATO: la loro gestione è affidata prevalentemente a regole di mercato. I rifiuti speciali sono interessati da flussi interregionali ed extranazionali che si originano direttamente dai produttori o dai gestori intermedi. Per tali motivi, nel caso dei rifiuti speciali, non è significativo, né possibile, un bilancio tra produzione e gestione degli stessi.
Per quanto riguarda infine la produzione totale di rifiuti, il dato prende in esame i quantitativi di rifiuti speciali e urbani prodotti in Toscana; dalla parte relativa agli speciali sono stati esclusi, per evidenti problemi di riconteggio, i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati dichiarati in produzione dai gestori degli stessi.
Il trend analizzato è limitato al 2005 perché i dati relativi ai rifiuti speciali sono disponibili fino a questa data; per i rifiuti urbani è disponibile anche il 2006.



Rif. 135036