Vigneto in Toscana
La Toscana ha raggiunto il secondo posto tra le regioni italiane per livello di sostenibilità, grazie soprattutto al livello di salute dei suoi cittadini e alle sue risorse naturali. Sono queste le due principali leve che le hanno permesso di conquistare la posizione immediatamente dopo il capofila Trentino Alto Adige.
E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Università di Pisa e dalla Fondazione Toscana sostenibile che hanno analizzato 66 indicatori raggruppati in otto temi: oltre alle risorse naturali (per la quali la Toscana occupa la quarta posizione in Italia) e alla salute pubblica (stesso piazzamento), la nostra regione risulta sesta per cambiamenti climatici ed energia, settima per inclusione sociale, ottava per sviluppo economico, decima per consumi e produzioni sostenibili, undicesima quanto a sostenibilità dei trasporti, e tredicesima per camb iamenti demografici.
«Sono ovviamente soddisfatto – spiega il presidente Claudio Martini – del risultato raggiunto. Dalla ricerca emerge la fotografia di una realtà che si posiziona nelle zone alte in molti dei settori presi in esame: come dire che il nostro secondo posto non è il frutto di isolate eccellenze, quanto la risultante di un benessere diffuso. Tra i dati migliori spiccano la bassa percentuale di popolazione che vive sotto la soglia di povertà, il basso tasso di mortalità infantile da un lato e l'elevata aspettativa di vita dall'altro. Non sono frutto di casualità neppure il grande numero di comuni dotati di nidi e l'alta percentuale di laureati nelle materie scientifiche e tecnologiche. Insomma è la Toscana della sostenibilità quella con la quale stiamo affrontando la crisi e su cui intendiamo puntare anche nel futuro».
Tra i dati migliori spiccano l'alta percentuale di auto euro 4 e euro 5, il basso livello di occupazione irregolare e la altrettanto bassa quota di permessi a costruire concessi, indice di un ridotto uso del suolo a fini edilizi, con una media regionale inferiore di un terzo rispetto a quella nazionale.
Tra gli indicatori ambientali emergono l'alta percentuale (il 31% del totale) di energia prodotta da fonti rinnovabili, le aziende agricole che coltivano prodotti biologici (il 3,5% del totale), i buoni livelli di emissione di polveri sottili PM10 e di sostanze acidificanti e l'ampia superficie (il 50%) occupata da boschi e foreste.
Tra i punti di debolezza figurano quelli legati agli indicatori demografici, che descrivono una regione con una popolazione anziana e con un livello di nascite ancora basso, l'alto numero di veicoli circolanti (88 ogni 100 abitanti) che ci pone al terzultimo posto in Italia ed una ancora non soddisfacente quota (il 17%) di utenti del trasporto pubblico sul totale di coloro che si spostano. La Toscana risul ta infine “fanalino di coda” in Italia per due indicatori: la produzione di rifiuti urbani, che nel 2007 risultava di 694 chili per abitante all'anno e la popolazione (29%) servita da trattamento completo di depurazione.
Tiziano Carradori