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Ambiente e territorio
L’annuncio dell’assessore Betti agli Stati generali della natura a San Rossore
Verso una nuova legge regionale per le aree protette
Regole per le Anpil, un sistema da consolidare e una cura dimagrante per i direttivi
«Il 10% della superficie della Toscana, oltre 225.000 ettari, è protetta. Si tratta di una porzione rilevante per la quale stiamo predisponendo una nuova legge che entro l’estate intendiamo sottoporre a consultazione e concertazione. Il nostro intento è soprattutto quello di fare sempre più sistema del complesso dei parchi e delle aree protette della Toscana. Per le aree naturali protette di interesse locale (Anpil) prevediamo l’obbligatorietà dei regolamenti di gestione, strumenti che ne specifichino bene finalità e obiettivi, anche perché non vogliamo aree che protette lo sono solo sulla carta. Stiamo infine predisponendo una bella cura dimagrante per i direttivi dei parchi regionali, per i quali puntiamo ad un dimezzamento e alla riduzione da tre a uno dei revisori dei conti».
E’ l’annuncio lanciato dall’assessore regionale ai parchi, Marco Betti, nel corso degli Stati generali della natura, organizzati dalla Commissione consiliare territorio e ambiente e dall’Assessorato alla difesa del suolo, servizio idrico e parchi, in corso di svolgimento a San Rossore. «In Toscana – ha precisato l’assessore Betti –abbiamo 3 parchi nazionali, 3 regionali e altrettanti provinciali, 41 riserve naturali e 52 aree naturali protette di interesse locale, cioè un sistema che ci ha permesso di conservare e valorizzare la biodiversità, che non è una polverosa teca di un museo ottocentesco, ma uno straordinario libro vivente e a cielo aperto, capace di mantenerci a contatto con la natura. Nelle Anpil gli aspetti turistici ed economici sono importanti, ma la tutela deve essere centrale. Fisseremo quindi requisiti strutturali minimi, regolamentando anche la questione della caccia. Oggi, a tredici anni di distanza dalla legge regionale 49 del 1995 sulle aree protette, abbiamo la necessità di aggiornarla, per mantenerla all’altezza dei grandi risultati che ci ha permesso di raggiungere fin qui». La nuova disciplina regionale stabilirà nuove e precise regole per la gestione e l’ampliamento del sistema regionale delle aree protette, snellirà le procedure e produrrà un risparmio economico nella conduzione dei parchi attraverso la riduzione dei componenti degli organismi di gestione e controllo, introdurrà un nuovo sistema di divieti (come quello di apertura di cave, di realizzazione di nuove infrastrutture non necessarie) che ne tuteli gli interessi naturalistici, favorendo il ricorso alla bioarchitettura, alle fonti di energia rinnovabile, all’ingegneria naturalistica. Ogni anno la Regione destina 4 milioni di euro alla gestione dei tre parchi regionali, mentre per l’intero sistema delle aree protette la cifra complessiva annua finalizzata agli investimenti per la tutela e la riqualificazione ambientale è di 2 milioni di euro.
Autore: Tiziano Carradori
Rif. 84456

