Agricoltura e foreste
Prodotti biologici
Niente prodotti chimici o di sintesi, niente Ogm, né conservanti. Ecco ciò che non si può trovare nei prodotti biologici. Dove invece la natura ritrova il suo spazio e i suoi ritmi, dove, con l’uso di fertilizzanti naturali, si intende favorire la biodiversità e la sostenibilità ambientale e si contrasta l’inquinamento. È un ritorno alle origini che, fino a pochi anni fa, interessava una nicchia ristretta di produttori e che, invece, oggi galoppa verso consistenti quote di mercato. La Toscana è una regione leader nel settore con circa 3.000 aziende e 100.000 ettari coltivati.
In Toscana il biologico ha trovato terreno fertile per la sua espansione. Qui si sono registrate le prime esperienze degli anni Settanta, qui si è assistito a una crescita costante con una autentica impennata negli ultimi dieci anni: dai 430 produttori del 1994 si è passati ai 2.960 odierni, praticamente 6 volte di più. Attualmente la superficie agricola utilizzata per il biologico supera il 12% di quella destinata all’agricoltura 100mila ettari (pari al 12,8% del totale).
Nella torta delle produzioni la fetta maggiore spetta ancora ai cereali (45%) e ai foraggi (21,3), seguiti dal settore olivicolo (10,2) e da quello viticolo (5,7). Tra gli allevamenti zootecnici condotti con metodi biologici emergono in primo piano bovini, gli ovini e i suini oltre all’apicoltura.
Tutte queste produzioni si sono sviluppate anche grazie allo sviluppo a ventaglio delle opportunità di commercializzazione. Per le aziende biologiche i canali preferenziali sono quelli della vendita diretta, sia attraverso la creazione di spacci aziendali, sia con la partecipazione a mercati e fiere. Negli ultimi anni è cresciuta anche la presenza di negozi specializzati in biologico (sono un’ottantina in Toscana) e si sta progressivamente aprendo l’invitante spazio della grande distribuzione organizzata.
Questo percorso di crescita è stato costantemente accompagnato dalla Regione nella consapevolezza che l’agricoltura biologica costituisca un aspetto strategico nell’impegno per la valorizzazione della qualità e della tipicità. Le competenze sono regolamentate da una legge, la 49 del 1997. Ma dal punto di vista del sostegno economico il maggior impulso viene dal Piano di sviluppo rurale, nel quale il sostegno al biologico figura tra le priorità. Fondamentale per il comparto è poi l’azione di penetrazione nell’opinione pubblica.
E quale biglietto da visita migliore potrebbe esserci che quello di presentarsi nelle mense pubbliche, in particolare in quelle delle scuole. Una normativa regionale sostiene l’introduzione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche.
E nell’ambito di un agricoltura profondamente attenta all’ecologia occorre ricordare che essa in Toscana vola anche sulle ali di una farfalla bianca: è questo il simbolo che contraddistingue i prodotti del marchio Agriqualità, promosso dalla Regione Toscana per riconoscere e valorizzare i prodotti che garantiscono un uso ridotto della chimica e un basso impatto ambientale.
