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Agricoltura e foreste

Paesaggio rurale

Il profilo sinuoso di una collina, la strada bianca accompagnata da file di cipressi, la geometria dei filari. È l’immagine che in tutto il mondo traduce la parola Toscana, l’immagine contenuta in una infinita serie di cartoline d’autore, di film famosi, di spot pubblicitari. Evidentemente l’incontro virtuoso tra una natura mai uguale a se stessa e la creatività di chi la coltiva ha prodotto qui un risultato ineguagliabile.

Il 95% del territorio toscano è costituito da ambienti agricoli e forestali e gran parte di questi sono il risultato di una interazione tra uomo e natura. Il segreto del paesaggio toscano non è dunque nella sua intangibilità ma nel suo continuo trasformarsi. Per tutelare questo bene, secondo quanto stabilisce anche il principale strumento di programmazione urbanistica, il Pit (Piano di indirizzo territoriale) occorre dunque sostenere il mantenimento delle attività nelle campagne: la permanenza di attività agricole infatti permette la cura del territorio, garantisce la tutela idrogeologica, favorisce la tutela della biodiversità. La bellezza del paesaggio è dunque fortemente legata alla presenza e al mantenimento di un comparto agricolo vitale, creativo, capace di presidiare il territorio. In questo senso, all’interno del Piano di sviluppo agricolo e rurale 2007-2013, nell’ambito di una vasta serie di interventi rivolti alla sostenibilità ambientale del territorio, è stata inserita una misura specifica proprio sul paesaggio. Sono previsti aiuti agli agricoltori per la realizzazione di interventi volti a recuperare o conservare l’identità del paesaggio. Tra le azioni finanziate dalla misura il ripristino di muretti a secco, la rinaturalizzazione di spazi, la realizzazione di corridoi ecologici, la ricostituzione di siepi. Ma accanto a questi interventi il paesaggio viene tutela anche sostenendo la ruralità toscana, cioè da una parte valorizzando la tipicità, la qualità e la genuinità dei prodotti di questi territori e difendendo la loro presenza sui mercati dai rischi incombenti della globalizzazione, dall’altra operando per il mantenimento di un tessuto di servizi, di attività, di opportunità lavorative necessario perché il mondo rurale si mantenga vitale e perché chi ci vive sia messo in condizione di restare.


Autore: Massimo Orlandi
Rif. 50102