Agricoltura e foreste
Filiere
Per filiera s'intende tutto il percorso che determina la realizzazione di un prodotto, quello che, nel caso del cibo, succede "dalla terra alla tavola", dalle materie prime a quello che mangiamo. È un processo che vede coinvolti tutti i protagonisti della catena produttiva: dall’azienda agricola all’industria di trasformazione, dai trasportatori ai distributori, dai commercianti all'ingrosso e al dettaglio, fino al consumatore. Perché si realizzi un prodotto di qualità, sicuro per la salute, che garantisca sulla sua provenienza, occorre che tutti passaggi della filiera siano riconoscibili: ed è questo uno degli obiettivi principali dell’agricoltura toscana.
Per tutte le principali filiere del comparto agroalimentare, a partire da quelle più affermate (vino, olio, vivaismo) è fondamentale realizzare sinergie tra tutti i soggetti sia perché ciascun passaggio confermi ed anzi alimenti la ‘toscanità’ del prodotto, il suo aderire a caratteristiche speciali di qualità e di tipicità, sia per sostenere l’offerta: una filiera capace di tenere insieme una produzione distribuita in un vastissimo tessuto di aziende si conquista una presenza più forte sui mercati.
La Regione Toscana, specie con il suo nuovo Piano di sviluppo rurale, sostiene gli accordi di filiera. Non solo: prima in Italia, la Toscana, lavora anche su un altro piano, quello dell’accorciamento dei passaggi tra il prodotto e il consumatore: è la cosiddetta filiera corta. La rete della distribuzione diretta, varata dalla giunta regionale nel 2007, è lo strumento con cui saranno coordinate e potenziate tutte quelle iniziative che permettano un rapporto più diretto, sul territorio, tra chi produce e chi consuma e per allargare le opportunità di immissione sul mercato delle produzioni locali creando nuove sinergie tra agricoltori, ristoratori, commercianti e consumatori organizzati.
Tra le forme di distribuzione diretta, in primo piano il mercatale, cioè il mercato contadino di qualità, in cui si vendono prodotti di stagione, oltre a olio, vino, marmellate, formaggi e altre tipicità. Attualmente in Toscana esistono una quindicina di esperienze di questo tipo che raddoppieranno entro il 2008. Ma accanto ai mercatali la Regione stimola anche la nascita di spacci locali, cioè di veri e propri negozi gestiti in forma associata da imprenditori agricoli (ne nasceranno tredici nel 2008) e promuove iniziative di trasparenza come l’etichetta ‘prezzo chiaro’ che definirà le quote destinate al produttore e ai vari eventuali passaggi (trasformatore, distributore).
