Agricoltura e foreste

Caccia

Con circa 110.000 cacciatori la Toscana è la regione italiana a più alta densità di doppiette. Tra il 16 settembre e il 31 gennaio di ogni anno si sviluppa la loro attività nei 19 ambiti territoriali di caccia in cui è distribuito il territorio (vi è invece divieto assoluto per l´esercizio dell´attività  venatoria nel 25% del territorio).


L'attività venatoria deve avvenire in un giusto rapporto con l´ambiente e senza intaccare l´equilibrio del patrimonio faunistico.
È questo l´elemento di fondo del piano faunistico elaborato dalla Regione Toscana. Il piano presenta gli indirizzi di fondo in materia di immissioni di fauna, di prelievi, di azioni per il miglioramento ambientale; determina inoltre gli ambiti territoriali di caccia, individua le aree di divieto (sono attualmente oltre il 25% del territorio regionale), coordina le attività venatorie. Tra i vari aspetti statistici il piano provvede anche a verificare gli andamenti delle iscrizioni dei cacciatori: il numero complessivo è di circa 110.000, con una riduzione media dell'1,5 -2,5% all'anno e con una tendenza alla crescita dell'età media: attualmente il 70% dei cacciatori ha più di 50 anni e quasi il 20% sono ultra settantenni. Bassissima la percentuale degli under 30. La mole di dati del piano rassicura sui suoi obiettivi di salvaguardia degli equilibri faunistici: negli ultimi anni il livello della fauna selvatica presente nel territorio è rimasto costante nonostante la diminuzione delle immissioni di fauna allevata. Evidentemente l'habitat è favorevole alla riproduzione della fauna e questo, a fronte di una stabilità nei prelievi venatori, ha reso possibile la diminuzione delle immissioni (in particolare in calo quelle di fagiani).


Rif. 50088