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Agricoltura e foreste

Boschi e foreste

Bosco del Casentino
Bosco del Casentino

Nessuna regione ha, in proporzione, tanti boschi come la Toscana. In tutto 1 milione e 151mila ettari, pari al 50,1% dell’intero territorio. Cerro, castagno, roverella e faggio leccio prevalgono in almeno metà delle foreste, il leccio si impone tra i sempreverdi, pini e abeti compensano una presenza non capillare sul territorio (si trovano nell’8% della superficie boscata) con un ruolo da prim’attori nella definizione dei paesaggi. Ma tutte le piante convergono nel raggiungere lo stesso obiettivo: contribuiscono a produrre l’aria che respiriamo e si impegnano a depurarla, per esempio contenendo l’immissione di anidride carbonica, prima causa dell’effetto serra.

Boschi e foreste sono autentici polmoni verdi. Indispensabili a farci vivere. Ma anche estremamente disponibili a accogliere molte attività dell’uomo.
Boschi e foreste della Toscana sono una grande azienda a cielo aperto che offre lavoro a quasi 5.000 persone (in gran parte maestranze dedite alla selvicoltura) e intorno a cui gravitano almeno 4.000 imprese del legno che a loro volta danno lavoro a almeno 13.000 addetti.
Popolate da una gran quantità di inquilini del mondo vegetale e animale, che ne fanno un modello di biodiversità, le foreste toscane assistono a un costante viavai di persone che le visitano, in gran parte per stare nella natura, respirare aria buona e passeggiare (la rete escursionistica si estende per oltre 6.000 km), o ancora per svolgere attività venatorie (i cacciatori che si muovono nella parte di boschi dove è consentito sono 110.000), e infine per raccogliere, secondo stagione, ciò che offre il sottobosco. In questo ambito la Toscana è privilegiata: le foreste sono humus ideale per funghi e tartufi, castagne e mirtilli.
Dalle foreste escono ogni anno 3.500 tonnellate di marroni, 4.500 di castagne e 500 di mirtilli. Le quantità sono decisamente e naturalmente molto inferiori per il tartufo e per i funghi, ma ben diverso è anche il loro valore: per raccogliere anche piccolissimi pezzi del prezioso ‘bianco’ si muovono 4.000 tartufai autorizzati, mentre il popolo dei raccoglitori di funghi è grande quanto una cittadina di media grandezza: 40mila persone.
Tutto questo mondo che si muove all’interno del bosco ci fa capire quanto sia importante e anche delicata l’attività di programmazione e gestione svolta dalle istituzioni per garantire che le condizioni di sviluppo non intacchino gli equilibri ambientali. Lo strumento di governo fondamentale varato dalla Regione è il Piano forestale, nel quale sono definite sia le modalità e procedure per regolare le attività che si svolgono nelle foreste, che le azioni di incentivazione per le stesse attività. Il disegno di fondo è che i boschi si tutelano non attraverso il loro abbandono, ma con la loro valorizzazione economica, e con un loro uso, ovviamente regolato e gestito con criteri di sostenibilità.


Autore: Massimo Orlandi
Rif. 50087